Le uscite di Aprile

Cosa possiamo già trovare, e cosa troveremo sugli scaffali delle nostre librerie in questo mese di Aprile? Molte uscite, sicuramente, ma io vorrei segnalarvi giusto quelle che mi hanno davvero colpito e che hanno saputo destare il mio interesse con poche righe. Molte sono uscite qualche giorno fa, mentre altre non si faranno attendere a lungo.


Un vampiro tra i limoni, di Karen Russell
250 pagine, 18,50 €, in uscita il 04 Aprile per Elliot

Una nuova raccolta di racconti dall’autrice del «New York Times» best seller Swamplandia!, finalista al premio Pulitzer 2012.
Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, due anziani vampiri si sono ritirati in un piccolo paesino della costiera amalfitana, dove hanno smesso di succhiare sangue limitandosi ad affondare i denti nella spessa buccia dei limoni. Un giorno però uno dei due scopre improvvisamente di aver paura di volare, ed è in quel momento che il loro matrimonio centenario viene messo alla prova. In un’altra storia un teenager depresso scopre che l’universo sta comunicando con lui attraverso oggetti magici trovati in un nido di gabbiani. Ci sono poi bambini lasciati a loro stessi che devono affrontare situazioni estreme in due racconti che segnano il passaggio della Russell in territori sinistri che sconfinano nell’horror. E ancora troviamo la storia di una massaggiatrice che scopre di poter sanare il corpo di un veterano di guerra manipolando le immagini tatuate sul suo corpo. In ognuno di questi sorprendenti nuovi racconti si esprime al massimo il talento di una giovane scrittrice di grande originalità e inventiva, nel pieno della sua maturità e delle sue capacità.


Anna Bolena, una questione di famiglia, di Hilary Mantel
506 pagine, 19,90 €, in uscita il 04 Aprile per Fazi


Con il romanzo storico Anna Bolena, una questione di famiglia, Hilary Mantel si è aggiudicata per la seconda volta il Man Booker Prize, tre anni dopo averlo vinto con Wolf Hall, primo romanzo della trilogia dedicata alla dinastia dei Tudor. Hilary Mantel entra nella storia: primo autore britannico a vincerlo per due volte; prima donna a vincerlo per due volte; prima volta che un sequel viene premiato in 43 anni di storia del premio.
Con Anna Bolena, una questione di famiglia torniamo alla corte di Enrico VIII, là dove si era interrotto il racconto in Wolf Hall. Siamo nel 1535, il primo ministro Thomas Cromwell è riuscito a imporre il volere del re Enrico VIII sul papa, e a ottenere l’annullamento del primo matrimonio del sovrano con Caterina d’Aragona, in favore di Anna Bolena. Ma ora la situazione dell’Inghilterra nei confronti degli altri paesi europei si fa ancora più critica, e Anna non viene considerata in grado di dare un erede maschio alla corona. Di nuovo, Cromwell deve trovare una soluzione e l’attenzione si sposta su una modesta dama di compagnia, Jane Seymour, destinata a diventare la terza moglie di Enrico, successivamente alla condanna per stregoneria e adulterio di Anna, e la sua cruenta esecuzione. Hilary Mantel si concentra su un anno cruciale della storia moderna, componendo con una capacità unica un movimentato mosaico di personaggi e proiettando il lettore in un vortice di eventi che smettono di essere storici per divenire tangibili presenze a noi contemporanee. 

L’ultimo party, di Giovanni Robertini
192 pagine, 12,00 €, in uscita il 04 Aprile per Isbn Edizioni
Con illustrazioni di Ana Kraš.
In vista del party di chiusura di una casa editrice, un giovane scrittore viene incaricato di mettere nero su bianco i profili di tutti gli invitati. L’editore vuole farne un libro che regalerà ai partecipanti durante la festa, per coronare la sua uscita di scena in grande stile. Il risultato è questo bestiario, una raccolta satirica e grottesca di tutte le specie che popolano l’habitat dell’industria culturale o ne frequentano il vivace sottobosco: c’è l’artista contemporaneo, avvolto dalla sua aura di snobismo, ci sono gli intellettuali (quello di destra e quello di sinistra), il dj con la «sindrome svuota-pista», l’autrice televisiva nevrotica e il pusher, che fornisce generi di conforto all’intera brigata; ci sono il musicista, la modella, il designer e molti altri «animali sociali». Naturalmente c’è anche lo scrittore, che mentre di giorno lavora al libro che gli ha commissionato l’editore, di notte, in preda all’ispirazione, si dedica anima e corpo alla scrittura di una novella sul tramonto del lavoro culturale, una profetica allegoria che narra le vicende di un gruppo di panda costretti a cambiare stile di vita per scongiurare la minaccia dell’estinzione.


Testa di cane, di Jean Dutourd
144 pagine, 12,00 €, in uscita il 04 Aprile per Isbn Edizioni

Tra tutte le disgrazie che potevano capitargli, a Edmond Du Chaillu è toccata in sorte una testa di cane: lunghe orecchie penzolanti, un grosso tartufo nero al posto del naso e un fittissimo manto bianco e giallo che gli ricopre il viso. Dal collo in giù, invece, il suo corpo è quello di un uomo. Un destino beffardo, il suo, che però non gli impedirà di anda- re a scuola e giocare con gli altri bambini, di trovare un lavoro, un posto nel mondo e addirittura l’amore, in una società sempre pronta a sbeffeggiarlo e a voltargli le spalle. Ma fino a che punto Edmond riuscirà a reprimere l’animale che è in lui, e che rischia di prendere il sopravvento? Questa è la cronaca semiseria della sua esistenza. Jean Dutourd, elegante artista della parola, nel suo lavoro più brillante fonde satira e realismo magico, Kafka e Bulgakov, con uno stile elegante e un’impareggiabile ironia. Testa di cane è un romanzo surreale e divertente, una straordinaria favola universale.

La danza delle falene, di Poppy Adams

304 pagine, 9,00 €, in uscita il 10 Aprile per Beat Edizioni
Ginny e Vivian sono due sorelle, le ultime discendenti di più generazioni di lepidotteristi, studiosi e cercatori di falene e farfalle. Il padre, un uomo eccentrico e testardo, ha praticamente trascorso l’intera sua vita nel laboratorio nella soffitta di casa. Il suo ostinato desiderio di lasciare un segno nello studio delle falene ha letteralmente devastato la vita della famiglia. La madre di Ginny e Vivian, trascurata dal marito, è via via precipitata nell’abisso dell’alcolismo.
Vivian, dopo quarant’anni d’assenza, ha deciso di ritornare nella casa paterna, dove cinquantanove anni prima è misteriosamente ruzzolata dalla torre campanaria e per poco non è morta. Un evento che ha aperto una crepa incolmabile tra lei e sua sorella Ginny.
Attraverso l’indimenticabile voce di Ginny, una voce ora innocente e infantile ora meravigliosamente ambigua e sinistra, La danza delle falene narra una stupefacente storia di passione, fede e tradimento, e di una famiglia che distrugge se stessa in nome dell’amore.
Il mago della luce, di Mathias Gatza
304 pagine, 18,00 €, in uscita l’11 Aprile per Neri Pozza
Dresda, 2002. Le acque dell’Elba hanno appena invaso la città e, dalla grata di un impianto di depurazione, un anonimo storico dell’arte ripesca un prezioso libretto del XVII secolo stampato con rari caratteri a piombo che descrive la vita e le opere di un misterioso artista barocco di nature morte: Silvius Schwarz, un pittore sassone di cui esistono solo due opere, dall’attribuzione tra l’altro incerta. Il biografo, il compositore Leopold, narra di aver fatto ricorso alla stampa perché incapace di scrivere a mano quanto desiderava comunicare ai posteri, l’ossessione che permeò l’intera esistenza del suo amico artista: riprodurre la realtà nel modo più fedele possibile, catturando l’essenza delle cose. Da quel momento in poi Silvius Schwarz, il naturamortista stranamente assente in tutte le altre fonti d’epoca, il pittore scomparso come una chimera dalle pagine della storia, diventa per lo storico dell’arte una spina nel fianco, un’autentica rovina. Con in tasca l’anticipo ottenuto da un incauto editore per un romanzo storico d’intrattenimento, il nostro si rifugia in un paesino nei pressi di Dresda, dove affitta una casa colonica in pessime condizioni, e dove si tuffa ancor più profondamente negli archivi, spulciando i documenti fino a farsi venire la barba lunga. Negli anni seguenti, si imbatte in modo avventuroso in altri cinque libretti di Leopold e, quando incontra l’attraente collega Sandra Kopp, ricorre addirittura al furto per mettere le mani su un romanzo epistolare che contiene le lettere di Schwarz e della bellissima cugina, Sophie von Schlosser, matematica e musicista di talento. Lettere in cui il pittore racconta all’amata cugina dei suoi sforzi e dei progressi alla ricerca di fermare un singolo attimo del reale senza l’intervento di colori e pennelli, in una perfezione altrimenti irraggiungibile. Un pezzo dopo l’altro, il romanzo ricostruisce da diversi punti di vista la storia del misterioso artista svelando il suo incredibile segreto, l’apparecchio che gli consentiva di essere un mago della luce e di catturare l’intima essenza delle cose: un occhio artificiale che, nella seconda metà del XVII secolo, anticipa di secoli l’invenzione della fotografia. Il mago della luce è un magnifico romanzo storico che, sotto la forma di un avvincente giallo filosofico, narra di una triplice ossessione: quella dell’anonimo studioso per Silvius Schwarz, del pittore per l’immagine perfetta e di Sophie von Schlosser per l’uomo che ama.


“L’ho uccisa perché l’amavo” Falso!, di Michela Murgia e Loredana Lipperini
96 pagine, 9,00 €, in uscita il 18 Aprile per Laterza
Delitto passionale. Raptus. Gelosia. Depressione. Scatto d’ira. Tragedia familiare. Perché lei lo ha lasciato, chattava su Facebook, non lo amava più, non cucinava bene, lavorava, o non lavorava. Nascondendo la vittima, le cronache finiscono con l’assolvere l’omicida: una vecchia storia, nata in tempi lontani e ancora viva fra noi. Per questo bisogna imparare a parlare di femminicidio. Tutti, non solo i media. Dobbiamo farlo noi. Dobbiamo trovare le parole.


Quello che non c’è scritto, di Rafael Reig
288 pagine, 17,00 €, in uscita il 24 Aprile per Marcos Y Marcos
È il rito di un fine settimana qualsiasi: l’ex marito che passa a prendere il figlio per portarlo in montagna. Dopo averli accompagnati all’ascensore, Carmen tira un sospiro di sollievo. Il divorzio burrascoso è alle spalle. Jorge ha quattordici anni, vien su bene; Carlos era un pessimo marito, ma tutto sommato è un buon padre. Di colpo vede su una sedia un dattiloscritto che prima non c’era. L’ha lasciato Carlos con un messaggio scritto a penna: voglio che tu lo legga. Bastano poche pagine per immergerla in un romanzo amaro, un noir pieno di violenza. Le parole dell’ex marito bruciano, scoperchiano ricordi difficili. Carmen tra le righe avverte una minaccia: è rivolta a lei? A suo figlio? Su un treno che sfreccia nella campagna, intanto, padre e figlio imbastiscono pacche e sorrisi, ma Jorge è nervoso da far paura e Carlos si attacca alla bottiglia. Fin dalle prime stazioni si sente aria di condanna. Carmen, a casa, legge pagina dopo pagina, sforzandosi di restare calma: è solo un romanzo, un intreccio di storie immaginarie, forse è lei che ci legge quello che non c’è scritto. In montagna soffia un vento umido e gelido, Carlos e Jorge hanno il ghiaccio nel cuore. È troppo ripido e instabile il crinale delle cose non dette. Cercano di uscirne, si vogliono bene. Potrebbero anche farcela, se fossero soli: un padre davanti a suo figlio. Ma non sono più soli. E i loro cellulari squillano a vuoto. 

Ecco. Questo è quanto ho trovato. E voi? Cosa aspettate questo mese? C’è un libro che non vedete l’ora di avere tra le mani?

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Un pensiero su “Le uscite di Aprile

  1. Quanti bei titoli! 🙂

    Sono felice che la Fazi traduca la Mantel, sono molto curiosa di leggere i suoi libri su Cromwell. Non condivido molto la traduzione scelta per il titolo – mi sembra riduca la forza del titolo originale (“Bring up the bodies”). La copertina, invece, mi piace. E poi quello che conterà sarà il contenuto, alla fin fine 🙂

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