Di mamma ce n’è più d’una

Sembra un libro sulle mamme, ma in verità è un libro sulla libertà. Questa è la conclusione, personale e magari sbagliata, a cui sono giunto una volta chiusa anche la pagina dei ringraziamenti.
Sì, un libro sulla libertà. Una parola che nel titolo non c’è, ma che ho profondamente sentito in ogni pagina del libro.

Loredana Lipperini conclude, in un certo senso, la trilogia sulla figura femminile nella nostra società. In Ancora dalla parte delle bambine ha parlato dell’infanzia, in Non è un paese per vecchie c’ha raccontato la vita delle anziane, e ora ci propone la figura della madre, una presenza che, per il nostro paese, è quasi un simbolo tanto quanto la bandiera. Non siamo considerati mammoni, in fondo, noi italiani?
Ecco quindi che veniamo condotti attraverso tutta una serie di esperienze, studi scientifici, dati e riflessioni su come viene vista, vissuta, immagina e pensata una mamma d’oggi. E in particolar modo una mamma italiana, anche se non solo.
Ne esce un quadro davvero poco invitante che vi invito a sfogliare. In questo post ci tengo a segnalare solamente una cosa, ovvero la libertà a cui accennavo prima.
Se c’è una cosa che emerge prepotentemente, infatti, dalla lettura di questo saggio, è proprio l’assenza di libertà, di libertà vera, a cui siamo sottoposti tutti noi cittadini nei riguardi della figura materna. La società, le correnti di pensiero contemporanee, ci impongono quasi di pensare in una determinata maniera che va poi a tratteggiare la madre in almeno un paio di modi, entrambi molto precisi, e che in un certo senso limitano le scelte personale. Ci si ritrova, cioè, a dover compiere determinate scelte in base a idee altrui. Un esempio tipico potrebbe essere l’idea del ritorno alla natura che prevede che per essere una buona madre si debba soffrire durante il parto rinunciando ad ogni tipo di anestesia o sollievo. Ma questo è solo uno dei tanti esempi.
Esiste insomma un certo numero di idee su come deve essere una madre, o una donna (perché si è donna solo essendo madre), rinvigorite tra l’altro da una politica poco attenta allaquestione, e se esci dal coro sei un creatura orribile.

E’ davvero questo che vogliamo? Desideriamo un mondo in cui io non posso fare le mie scelte riguardanti una cosa così improtante?
Poi, certo, non su tutti i punti espressi dall’autrice si deve concordare. E’ però indubbia la scarsa libertà d’azione di cui siamo provvisti, e prendere coscenza di ciò potrebbe davvero cambiare le cose.


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3 pensieri su “Di mamma ce n’è più d’una

  1. Paolo1984 ha detto:

    la regista Alina Marazzi dice che l'istinto materno non necessariamente esiste come non esiste quello paterno e al contempo possono esistere entrambi se impariamo a coltivarli

  2. Andrea Storti ha detto:

    Dici cose giuste, Paolo. Nel libro di Loredana poi si fa un discorso ben più ampio, legato sia alla visione della mamma nella società, che alla realtà politico-economico-sociale in cui viviamo…

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