Buona fortuna

Questo libro lo attendevo da un po’.
Lo attendevo da quando ho letto Chanel non fa scarpette di cristallo, un romanzo originale e divertente che mi aveva sopraffatto.
Lo attendevo da quando ho letto Spumiglia, la rivisitazione in chiave veneziana della fiaba di Biancaneve, che Barbara ha donato per il progetto Fiabe per leoni veneziani.
Ora che ho letto questo suo nuovo lavoro, beh, sento che attendo con ansia il prossimo romanzo di Barbara, perché le sue storie sono un po’ come la cioccolata: inizi la stecca mangiandotene un quadratino, ma è talmente buona che devi mangiarti tutta la confezione. Anzi! Poi ne vorresti aprire un’altra.
Sì, insomma… Buona fortuna mi è molto piaciuto! Lo avevate capito?
Per prima cosa mi è piaciuta la scrittura, perché quella di Barbara Fiorio è una scrittura ironica, anche pungente, ma leggera e delicata. E’ contenuta, nel senso che non si lancia in ghirigori narrativi per mostrare la sua bravura con lingua, ma è precisa, diretta, fresca e mirata. E’, insomma, una di quelle scritture che mi piacerebbe veder più spesso nei libri, ricche di intelligenza e spirito d’osservazione, in grado si mostrare le cose senza girarci troppo attorno.
Sì, perché il lavoro di Barbara è il lavoro di un osservatore, di una persona a cui piace guardare la gente, non per spiarla, ma per capirla, perché magari, così facendo, si riesce anche a capire qualcosa di noi stessi.
Buona Fortuna è questo, un osservatorio con finestre sulle persone, dove si ride, si scherza e ci si diverte, ma dove succedono le cose più brutte, senza spaere perché, e si tenta di risolverle. Insieme.
Le avventure della giornalista Margot, e della sua neo amica Caterina, ci portano quindi tra le strade di Genova (grande protagonista di questa storia), in mezzo alla gente che anche noi incontriamo tutti i giorni. Scopriamo abitudini, passioni, imbrogli e speranze dei passanti e ci riconosciamo in loro. Ci immedesiamo in loro ancora di più quando la commedia si trasforma in giallo e Caterina rimane vittima di un’ingiustizia. In fondo, quante volte anche noi pensiamo di essere vittime di ingiustizie?
Risolvere il caso sarà anche questione di fortuna, ma soprattutto di buona volontà.
Buona Fortuna è un romanzo divertente e appassionato, che sa incantare e coinvolgere il lettore con una facilità disarmante. Se lo leggerete vi divertirete, il tempo scorrerà senza che ve ne accorgiate e, tra le pagine, scoprirete cose sulle persone e su voi stessi.

Non me ne faccio una colpa, ho avuto la fortuna di capitare in questa vita e in questa famiglia agiata in tempo di pace, con tutta la libertà di studiare, uscire con gli amici, cambiare fidanzati e decidere cosa fare da grande. Ma i valori che ho assorbito, per quanto veri, per quanto profondi, sono tutti teorici e in confezioni sterilizzate. E’ come se fossi una brava persona a scrocco, con ideali astratti ribatu alla letteratura.

Ah! Dimenticavo! Se lo leggerete vi verrà anche una gran voglia di andare a Genova. Io mi son già segnato l’indirizzo della ricevitoria, così, tanto per vedere se riuscirò ad avere fortuna!
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2 pensieri su “Buona fortuna

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