Kafka sulla spiaggia

Lo scopo di scrivere un commento a un libro che ho letto è quello, ovviamente, di farvi sapere se la lettura fatta è stata positiva oppure no, se secondo me vale il prezzo indicato sul retro di copertina, oppure no. Possibilmente, poi, dovrei elencarvi alcuni elementi caratteristici del testo in questione, in modo che ogni lettore del blog possa capire se questo titolo possa essere davvero di suo interesse.

Ecco, mi sa che questo commento non avrà nulla di tutto ciò.
Già, devo segnalare la mia resa dinanzi a un romanzo come Kafka sulla spiaggia, un libro che mi ha profondamente toccato, scosso, entusiasmato, ma che non saprei davvero come commentare.
Quello di Murakami è un libro che vuole far nascere delle domande. Domande che riguardano la vita in generale, ma anche la storia raccontata. Il suo lasciare vuoti alcuni particolari, il suo non dare certe spiegazioni, rendono la lettura una sorta di esperienza di ricerca, anche interiore, che deve essere il lettore a compiere. E mi viene in mente il punto in cui Tamura Kafka, il protagonista della storia, si addentra in una foresta… leggendo Kafka sulla spiaggia ci si sente, un po’, in questa foresta. C’è la paura di perdersi, ma anche la voglia di esplorarla sempre più a fondo.
Mi rendo conto che è molto poco, ma l’unica cosa che posso dire è che Kafka sulla spiaggia è un libro per me bellissimo, fatto di mistero e domande. Tutto qui
E, ah! Vi posso lasciare un passaggio che mi hanno colpito moltissimo. Per il resto, è tutto in mano vostra.

Quando, dopo una cena leggera, torno sulla veranda, il cielo è ricoperto di stelle. Anzi, più che ricoperto, ne è disseminato, come se le stelle vi fossero state sparse a casaccio. neanche al planetario ne ho mai viste tante. Alcune sono enormi, e sembrano vicine. si ha l’illusione, allungando la mano, di poterle toccare. E’ una visione di una bellezza che toglie il fiato.
Ma non è solo bella. Sì, penso, le stelle, come gli alberi della foresta, vivono e respirano. E mi osservano. Sanno quello che ho fatto, e quello che sto per fare. Non c’è niente che sfugga al loro sguardo. E sotto questo cielo stellato, di nuovo vengo assalito da una violenta paura. Il mio respiro si fa affannoso, e il cuore mi batte a precipizio. Ho sempre vissuto sotto gli sguardi di una quantità così spaventosa di stelle, senza mai accorgermi della loro presenza. Non credo di avere mai pensato seriamente alle stelle. ma oltre alle stelle, quante ancora saranno le cose di cui non mi accorgo o che non conosco? Se ci rifletto, vengo invaso da un senso di impotenza senza rimedio. Un senso di impotenza da cui non potrò mai fuggire, ovunque vada.

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2 pensieri su “Kafka sulla spiaggia

  1. Io amo profondamente Murakami anche se non è di certo uno scrittore facile e non perché usa paroloni o scrive in modo difficile ma perché seguire il suo pensiero talvolta è complesso. Attualmente sto naufragando in 1Q84 (terza parte) e avrei tanto voluto fra le mani un “Kafka sulla spiaggia” qualunque. Uno dei miei libri preferiti. Assolutamente magico.

  2. Concordo con te sul magico e sul tipo di complessità che lo contraddistingue. Io di Murakami avevo letto solo “Tutti i figli di dio danzano”, ma non aveva niente a che vedere con questo. E dopo questo, me ne son fatto regalare altri 3/4 di lui, perché merita di essere approfondito.

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