The Heroes

Per ben cominciare la settimana, ho deciso di segnalarvi un romanzo da poco giunto in libreria, che sono sicuro farà la gioia di molti appassionati di letteratura fantasy e bellica.
Si tratta di un autore, Joe Abercrombie, che per la prima volta approda nel nostro paese, ma che costituisce in tutto il mondo un vero caso editoriale. Pensate che il primo capitolo della sua trilogia The first law ha fatto talmente tanto successo che l’editore l’ha vincolato per l’intera saga con un affare di ben 7 zeri.
In somma, uno su cui si punta molto.
L’editore Gargoyle, il 25 ottobre, ha pubblicato The Heroes, l’ultima fatica di questo autore, un libro completamente slegato dalla trilogia a cui ho accennato (che comunque arriverà anche da noi in primavera), che è stato candidato al David Gemmell Legend Award come miglior libro.
 Il bello di questo romanzo è che la storia ruota attorno a una battaglia di tre giorni, e proprio grazie alla guerra l’autore parla dell’umanità in generale, usando le battaglie come lenti d’ingrandimento sui nostri sentimenti. La sua è una scrittura intensa, vivida e che non si risparmia affatto. Anche per questo, sembra che Joe Abercrombie possa essere il degno erede di Martin, che non è poco.
In somma, sono molto curioso di leggerlo!
The Heroes
di Joe Abercrombie
Tre uomini. Una battaglia. Nessun eroe.
Raccontano che Nero abbia ucciso più uomini che l’inverno, e si sia fatto strada per conquistare il trono del Nord su un cumulo di teschi.
Raccontano che il Re dell’Alleanza non se ne sia rimasto a guardare sorridendo mentre l’altro avanzava con furia crescente. Gli ordini sono stati dati e gli eserciti dei due opposti schieramenti sono alle prese con le terre fangose del Nord. È verso una collina dimenticata da tutti, conosciuta come Gli Eroi, che stanno convergendo migliaia di soldati. Con loro hanno un sacco di metallo affilato…
Tre sanguinosi giorni di battaglia decideranno il destino del Nord. Intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie piagheranno gli eserciti nemici – da una parte l’irreggimentata Alleanza, e dall’altra gli astuti guerrieri del Nord – sfiancandoli ogni giorno di più, ed è improbabile che, alla fine, saranno i cuori più nobili e le armi più potenti a prevalere.
In The Heroes la brutale e realistica cronistoria di un’imponente battaglia lunga tre giorni incontra l’epic-fantasy. A fronteggiarsi due armate, una molteplicità di personaggi, ognuno con il proprio punto di vista, e persino due donne, Portento e Finree. I loro animi pusillanimi sono agitati da bieche ambizioni e vizi, le loro menti tessono astuti piani, ma a guidarli e a decidere del loro destino è un’unica, ferrea e ineluttabile logica: quella della guerra. Nessun’altra morale è loro consentita. Al combattere non ci si può sottrarre perché “combattere è vivere”; questa è la loro missione e forse, nella fede con cui la assolvono, risiede l’unico eroismo permesso. Che la guerra non abbia nulla di glorioso lo sanno bene i guerrieri di Abercrombie, e lo sanno al punto di apparire cinici, eppure al contempo, profondamente umani nella loro debolezza e imperfezione. “La cosa giusta non è mai quella più sicura da fare”, riflette a un certo punto un personaggio, e un altro commenta: “Quasi ti chiedi perché uno sceglie di fare quello che facciamo […] forse siamo troppo codardi per fare qualunque altra cosa”.
Con umorismo tagliente e una scrittura dal ritmo incalzante, quasi cinematografica per la velocità con cui sa tratteggiare, cambiare e spostare immagini, volti e scenari, Abercrombie descrive uno scontro campale che, seppur inventato, restituisce in pieno il senso della guerra. E proprio quest’ultima diventa la metafora per raccontare il mondo, per riflettere su sentimenti e concetti universali quali l’onore, la fedeltà, la gloria e l’umanità. È per questo che dello sporco mestiere delle armi – ma si potrebbe dire dello sporco mestiere del vivere – l’autore non tralascia né disdegna nulla; catapultando il lettore nella vita quotidiana dei combattenti, gli mostra la noia e l’angosciante monotonia dei tempi morti negli accampamenti, il terrore sul fronte, la caotica casualità della battaglia, la desolazione, facendogli persino sentire il fetore delle ferite.
Editore: Gargoyle
Pagine: 720
Prezzo: 17,90 €
Pubblicazione: 25 ottobre 2012
L’AUTORE:
Joe Abercrombie nasce a Lancaster nel 1974. È il 2002 quando, allora studente di Psicologia all’Università di Manchester, pensa di scrivere una trilogia fantasy e inizia la stesura del primo episodio. Trasferitosi a Londra, lavora come montatore freelance e produttore di format televisivi di vario tipo e termina di scrivere quello che diventerà The Blade Itself. Dopo aver incassato lo scetticismo di alcuni degli agenti letterari più influenti del Regno Unito, Gollancz (storica etichetta britannica famosa per essere, tra gli altri, l’editore di George Orwell) ne acquista i diritti, vincolando Abercrombie a pubblicare l’intera serie per un giro d’affari a 7 zeri. A The Blade Itself (2007) seguono Before They Are Hanged e Last Argument of Kings (2008). La trilogia The First Law si rivela un enorme successo tra i lettori anglosassoni. The Blade Itself, in particolare, è un vero e proprio boomerang editoriale: Abercrombie viene riconosciuto come miglior nuovo scrittore fantasy ed è finalista al prestigioso John Campbell Award, moltissimi Paesi inoltre acquistano i diritti del volume.
Sempre Gollancz pubblica i romanzi – singoli e ambientati nello stesso mondo di The First Law – Best Served Cold (2009) e The Heroes (2011).
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