Vita di Pi

Ho scoperto dell’esistenza di Pi grazie a un film. Anzi, grazie a un trailer, perché il film uscirà da noi il 20 Dicembre.
Ebbene, vedo questo trailer e leggo la trama del lungometraggio, che fa più o meno così: un ragazzo naufraga e si ritrova a dover condividere una scialuppa di salvataggio con un orango, una zebra, una iena e una tigre. Deve restare su questa nave un botto di giorni e deve trovare un modo per farlo senza perdere la vita.
Incuriosito, ho DOVUTO procurarmi il libro. L’ho fatto appositamente arrivare, perché in libreria non c’era (anche se presumo ritornerà molto presto).
Dopo averlo letto posso dire che spero ritorni per restarci a lungo.
Vita di Pi è un romanzo particolare, e non solo per la storia surreale che racconta. Specialmente nella prima parte, per esempio, ci sono un sacco di informazioni che mi arrischierei a definire scientifiche. Le prime pagine sono un mini trattato sui bradipi, e successivamente troveremo varie informazioni di questo tipo, speicalmente di tipo zoologico. Il bello, però, è che tutto questo scorre con una leggerezza davvero inesplicabile. Non dico si tratti di in una vera e propria parte scientifica, ma ci si avvicina sicuramente molto, eppure è un esempio di narrativa fantastico. Che sprigiona energia, dona informazioni e lo fa con estrema delicatezza e fascinazione.
Vita di Pi è però, essenzialmente, un romanzo sulla fede. Non sui culti religiosi, sulla fede. L’intera storia della scialuppa è creata per parlare di fede.
Credo sia un’idea bellissima, quella dell’autore. Viene usato l’impossibile (convivenza ragazzo-tigre su una scialuppa) per tentare di parlare di un aspetto profondo della nostra vita. E proprio a proposito di questo, mi è molto piaciuta un’affermazione dell’autore che, parlando del nome del protagonista, dice:
“Ho scelto il nome Pi perché si tratta di un numero irrazionale. Glie scienziati usano questo numero irrazionale per arrivare a una ‘razionale’ comprensione dell’universo. Per me, la religione è un po’ così, ‘irrazionale’ attraverso il quale arriviamo insieme a uan comprensione dell’universo.”
Trovo sia un pensiero bellissimo. Vita di Pi ruota proprio attorno a questo concetto, a questo credere all’irrazionale, all’illogico, per vedere meglio il mondo. E tutta la toria di Pi è questo, vuol suggerire questo.
Ci sono du modi di vedere le cose, quello freddo e razionale, o quello irrazionale ma che, forse, fa stare meglio. E, in verità, stabilire quali dei due modi è quello corretto non è possibile. Sta a noi decidere. Sta ai lettori di questo romanzo decidere.
In conclusione, non riesco a capire se quello che ho scritto sia comprensibile oppure no, se le frasi abbiano un senso oppure no, ma il fatto è che su questo romanzo sto ancora rimugginando. Ogni giorno mi nascono nuovi pensieri che mi fanno percepire sfacettature che ancora non avevo visto. Ogni momento in cui rivedo le avventure di Pi e del suo ‘animale da compagnia’ mi rendo conto che ci sono nuovi antri da esplorare, nuove profondità da raggiungere.
Non è un romanzo di cui si possa davvero parlare, questo. E’ un romanzo che bisogna vivere.
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