Speciale "Il Segreto degli Undici": intervista a Nephele

Ritorna l’ormai consueto appuntamento con le pazze interviste ai magnifici protagonisti di “Le leggende di Aron. Il segreto degli undici”. Oggi scambieremo quattro chiacchiere con una principessa. Sì, una principessa! Ma non una qualsiasi, bensì una principessa delle ninfe!
Ovviamente sto parlando di Nephele, personaggio solare e molto simpatico che accompagna il protagonista Aron durante le sue avventure.
Ma prima di partire con l’intervista, vi ricordo lo speciale dedicato a questo romanzo di Deborah Epifani nasce grazie alla stessa autrice e ad altri due magnifici blog:  Ombre Angeliche e News Libri.
Su Ombre Angeliche, tra l’altro, è ancora in corso il CONTEST ARTISTICO che mette in palio un premio super speciale. Ma mi raccomando! Avete tempo solo fino a venerdì!!!

Ma ora mettetevi comodi…

1. Buongiorno Principessa Nephele, e benvenuta nel mio modesto Meleto. L’ho fatto sistemare da un certo servitore Gil giusto per la sua venuta. Spero sia di suo gradimento.
Oh sì! È bellissimo qui! Io adoro i meleti degli umani. Cioè, questo è il primo meleto che vedo, ma… uhm, sono sicura che è il più bello del mondo!
Qui tra le mele c’è un’usanza, quella cioè di presentarsi parlando un po’ di sé. Le andrebbe di farlo, Principessa?
Oh, che emozione, davvero posso? Non disturbo? Vedi, non sono molto pratica di convenevoli umani, anche se sto cercando di imparare. Sai, Aron è adorabile, ma a volte così… eccessivamente protettivo! Capisci cosa intendo? Lui dice che è perché mi illumino.
Vedo, Principessa. Se mi permette… sembra un faro.
Oh be’, è perché sono felice. Mi succede sempre, quando ho l’occasione di imparare qualcosa del vostro mondo. Sai, io sono un misto, in realtà. Uhm, come dite voi? Mezzaninfa, ecco. Mio padre era umano. Si chiamava Hylas, faceva il bada-cavalli presso un nobile.
Certamente vuole dire scudiero, principessa.
Sì, quello. Be’, lui incontrò mia madre Adrastea, la settima regina delle ninfe, un’estate, durante le ferie. Era una giornata perfetta, giusta arietta, giusto cinguettio, giusta penombra tra le fronde… Lei se ne stava sdraiata tranquilla sulla riva di un ruscello, a prendersi il fresco del suo reame come l’acqua l’aveva fatta, quando ha visto mio padre, in piedi, che la fissava imbambolato, telo di spugna nuovo in una mano e pinne nell’altra. Mio padre, sai, era appassionato di snorkeling. Comunque, chissà che cosa aveva da fissare tanto. Insomma, dicono che fissare sia una cosa comune, con le ninfe, e in effetti a volte lo fanno anche con me, ma proprio questa cosa del fissaggio non la capisco. In ogni caso, nonostante la diversità di rango e di razza fu amore a prima vista. Il dopo non lo so, le mie zie sono sempre state piuttosto parche sui dettagli. So solo che dopo un certo tempo nacqui io.
2. Da quel che so, la sua famiglia è davvero molto numerosa. Come sono i rapporti tra di voi? Riesce a mantenerli buoni con tutti? Cioè… con tutte queste cugine, zie, ecc, come fa a ricordarsi i nomi di tutte? Nessuna si arrabbia se la scambia per un’altra?
Ah, è una baraonda, certo, ognuno ha il suo carattere, le sue manie. Le ninfe, poi, sono un po’ suscettibili, ma con me non c’è questo rischio. Sono una persona solare, senza pretese.
È vero, con cinquantatre cugini fauni e sessantasette zie ninfe, la mia famiglia può sembrare un tantino numerosa, almeno per i vostri standard, ma è tutto molto semplice, se nasci mezzaninfa come me. Inoltre, io ho un piccolo segreto: do i numeri!
Prego?!
Sì, ho numerato le zie e i fauni fin da quando ero molto piccola!
Ah!
È molto utile quando cercano di cambiarti il pannolino in centotrenta.

3. Da qualche tempo lei è in viaggio con due baldi giovanotti, Aron e il nobile Arthur Liam Sirideain di Lohengreel, più adeguato al suo rango. Ci può rivelare qual è il suo favorito? Uno dei due potrebbe diventare più di un semplice amico, in futuro?
(Ride. Un suono di campanelle che mi stordisce un attimo). Oh, sono così diversi, quei due, che piuttosto dovrei preoccuparmi che non si scavino!
Scannino, intendeva, vero?
Esatto, scavino. Comunque io li amo entrambi, non potrei mai rinunciare a nessuno dei due. Aron è stato il primo umano che ho visto. Non è un incontro che si dimentica facilmente, non trovi? Qualcosa ti resta dentro, un po’ come le anatre di quel nonno, come si chiamava?
Lorenz? L’etologo Konrad Lorenz che studiò l’imprinting?
Sì, lui! Aron è molto importante, per me; è un po’ strano, irriverente e parecchio cocciuto, ma è il mio migliore amico. Anzi, di più, molto di più. Lo leggerai. D’altra parte, Liam è così… sorprendentemente alto!
Alto? Solo alto? A me pareva fosse noto per essere un adone, un modello di beltà e buone maniere. Si sbottoni, prego!
Non credo che sbottonarmi sia una buona idea. Le mie zie mi hanno sempre raccomandata di stare coperta, di questa stagione. Dopotutto sono anche umana, potrei non essere immune ai vostri raffreddori. Dicevo: non posso negare che Liam eserciti un certo fascino, su di me, ma non voglio dire altro. Bisogna stare attenti, c’è un tipo losco di nome Spoiler al soldo degli Oscuri che si diverte a fare la spia.
Sì, ehm… grazie.
4. Parliamo di Acqua, visto che lei ne è praticamente un’esperta. È vero che Rocchetta è l’acqua della salute e fa fare tanta plinplin? Come afferma una finta ninfa in tv…
Le finte ninfe oggi sono all’ordine del giorno, una vergogna, non c’è più rispetto per le creature leggendarie, soprattutto con questa crisi. Delle vere arriviste, illegittime aspiranti al regno senza scrupoli! Per questo le mie zie ora sono diffidenti più che mai. E ti svelo anche un’altra verità: tutte le acque sono salutari! Basta che non ci sia dentro l’uranio, il cianuro, e il benzene. L’ho letto su National Geographic.

5. Curiosità personale. Quando lavo i piatti e le mie mani stanno un bel po’ a mollo nell’acqua, la pelle mi si raggrinzisce tutta. Voi ninfe come avete posto fine a questo problema? Qual è la soluzione? La prego, ci illumini!
Oh caro, per illuminarti non c’è problema. Ma vedi, non so come potresti risolvere la faccenda delle grinze. Il nostro è un dono di natura. Tu pensa se non fosse così: la scientifica prenderebbe d’assalto i nostri specchi d’acqua, convinta che ci galleggino cadaveri, invece che donne mozzafiato; e soprattutto vive. Non sarebbe un bello spettacolo, immagino. Però so che Tisbe, la mia migliore amica – lei non ha alcuna dote magica, si arrangia come può – usa i guanti della signora Vileda. Non ricordo bene chi sia questa tipa, credo una maga che si batta per i diritti delle casalinghe, una femminista piuttosto innovativa, di quelle che si sono messe in proprio. Comunque con Tisbe funzionano.
6. Cosa l’ha spinta ad andare a vivere per conto suo? Lo ammetta, è stato esclusivamente perché così, la mattina, poteva avere il bagno tutto per sé!
Ah, guarda, una tragedia greca. Il bagno della mia famiglia ha assunto dimensioni di una diga, ormai. Per non parlare di quando i miei cugini fauni organizzano festini! A loro piace gozzovigliare, sono fissati col vino, la musica… pensa che una volta le mie zie si sono ritrovate baccanti ovunque, persino negli armadi. Chissà dove le vanno a pescare, poi! Queste povere ragazze-immagine devono essere davvero tristi e affamate: quando vengono da noi sono così contente che ballano tutta la notte, arraffano tutto ciò che trovano, e all’alba ovviamente sono sfinite, come un po’… perse, ecco, non hanno mezze misure. Diciamo che vanno dalla quarta in su, in effetti. Be’, al mattino, per sgomberare armadi e divani ci tocca fare litri e litri di caffè, e poi dove pensi che corrano, tutte quante? Tu invita delle baccanti a cena, e ti ritroverai il bagno occupato fino alla sera del giorno dopo. E io sono pur sempre anche umana… insomma, quando scappa, scappa!

7. Bene, direi che siamo giunti alla fine. Se vuole ora può gustarsi una dolce torta di mele fatta coi frutti raccolti dal solito Servo Gil. Le piacerà!
Mmmh, buonissima, non è che la tua signora potrebbe darmi la ricetta? Sto imparando anche a cucinare, Aron mi ha consigliato caldamente di fare pratica, dopo che ha rischiato il botulismo con un mio dolce alla crema. Ehm… non l’ho fatto apposta, giuro, non sapevo che le botole fossero pericolose!
Con piacere. Ma prima di lasciarci ci dica: ci sarà qualche scena più… hot, nel sequel de “Il segreto degli Undici”?
Ricordati del tipo losco Spoiler. Comunque, sì. Assolutamente sì, ci sarà, ma non posso rivelare chi sarà coinvolto. Del resto, come dite voi? Si dice il pescato, non il pescatore. Sì. Dunque.
Forse era “si dice il peccato, non il peccatore”.
Esattamente. Sssh!

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