Speciale "Il segreto degli undici": intervista a Gil

Oggi sono particolarmente contento perché posso, finalmente, condividere con voi una chiacchierata che ho fatto con Gil, uno dei personaggi che appaiono ne “Le leggende di Aron. Il segreto degli undici”.
Come ormai saprete, da un paio di settimane è partito uno speciale dedicato a questo romanzo di Deborah Epifani che sto portando avanti in compagnia di altri due fantastici blog, ossia  Ombre Angeliche e News Libri.
Questo è stato un libro che ho davvero amato. Mi ha sorpreso e conquistato con una forza tale che non riscontravo da molto tempo. Ho quindi adorato poter intervistare qualche protagonista di questa avventura letteraria!
Lunedì scorso abbiamo iniziato con un po’ di domande al malvagio Nebuk (cliccate qui). Oggi è la volta di Gil e devo dire che leggendo le risposte di questo buon uomo mi sono letteralmente piegato in due dalle risate. Se non ci credete, provate pure a vedere che effetto avrà su di voi!
Ma prima di lasciarvi a domande e risposte, vi ricordo che sul blog Ombre Angeliche è ancora aperto un CONTEST ARTISTICO che mette in palio un premio super speciale.
Se invece volete leggere una nuova intervista a un personaggio, allora tornate nel Meleto lunedì prossimo!

1. Benvenuto Gil, grazie di aver accettato l’invito.
Ma che diamine, quattro chiacchiere tra contadini fanno sempre piacere!
Lì, sotto la veranda, c’è una panchina di legno grezzo su cui puoi sederti.
Ah qui, dici? Certo che ti sei messo su proprio un bel posticino, ragazzo. Niente male, complimenti.
Bene. Io direi che, come sempre, la prima domanda deve servire a conoscerti meglio quindi… chi è Gil? Parlaci un po’ di te.
Che posso dire? Sono nato e cresciuto nella regione dei Montinverna, tra neve e capre, da una famiglia umile, brava gente. Non si aveva un gran che, ma ce la siamo sempre cavata. No, non ho fratelli… almeno che io sappia. Mia madre, che il cielo l’abbia in gloria, era una tipa tosta, sai? Mi ha dato un’educazione: non si mangia la zuppa col risucchio e nelle taverne si aspetta sempre che l’altro finisca di offenderti, prima di suonargliele. Mio padre invece era un lavoratore instancabile. È stato lui a insegnarmi il mestiere. Ah, come coltivava le zucche mio padre, non le coltivava nessuno, credimi! Certe cipolle, poi… sì, scusa, dicevo? Be’, mi vedi, no? Cinquant’anni portati bene, dieta sana e vita all’aria aperta. Coltivo l’orto, bado alle bestie, intaglio il legno, uccido Oscuri, proteggo la mia maga, nascondo un teppistello in solaio… sono una persona come tante, insomma.
2. Sei noto ai più per essere il fedele Paladino che accompagna Gwinever. La domanda che mi sorge è quindi: com’è dover affrontare un mago? Com’è doverne accompagnare uno in battaglia e dover fronteggiare un nemico magico senza avere a disposizione incantesimi? Sei un amante del pericolo? Del rischio?
Se sono amante del pericolo… ah! Stai scherzando, vero? Per le bietole del mio orto, ho la faccia di un pivello, per caso? Io ero quello che a tre anni entrava nella stalla del toro per tirargli l’anello al naso. A cinque ho sfidato un orso. D’accordo, era un po’ vecchio, leggermente rimbambito, ma non è mica impresa da tutti! Com’è accompagnare Gwinever in battaglia? Ragazzo, hai mai sentito l’espressione “Paladino senza macchia e senza paura”? Ehm… sorvoliamo sulle macchie. In ogni caso, se non sai cos’è l’adrenalina che ti ribolle nel sangue, sortilegi letali che ti sfrecciano a un palmo dal naso, urla di qua, urla di là, Ombre che ti stritolano la gola, e tu lì, in mezzo a quel macello, che cerchi di non sbarellare con la testa e non vendere cara la pelle, e allo stesso tempo di fare il tuo bravo dovere di Paladino, be’… il mio è fiato sprecato.
Comunque un aiutino magico ce l’ho anch’io: il mio mantello è cangiante, confonde gli Oscuri più fessi. E poi la mia spada – no, non te lo dico come si chiama, scaramanzia, fatti miei – è rivestita di incantesimi di protezione. Una manna. Anche il mio scudo è tutto un programma: riflette la luce del giorno centuplicandola.
Sapessi quanti ne ho accecati!
3. Gil, parliamoci chiaro, ora. Già una donna ha sempre ragione e non puoi proprio dargli contro.
Sante parole, figliolo.
I vestiti li devi piegare in un certo modo, la scopa va usata in una determinata posizione, le scarpe vanno inspiegabilmente tolte dall’ingresso… Ma se la donna con cui vivi è anche maga, be’, non oso proprio immaginare come sia la tua giornata! Come fai a viverci insieme? E com’è la vostra routine quotidiana?
All’inizio non è stato facile. Fortuna che la mia Gwen è alla mano. Sa il fatto suo, quella ragazza, credimi. Ha le sue fisse, certo, come non toccare l’impasto dei biscotti con le mani sporche di terra, o non fare tardi per la cena e, ah!, salta su tutte le furie quando spargo trucioli di legno sul pavimento dopo che lo ha pulito, ma ormai abbiamo raggiunto i nostri equilibri. Amo Gwen come una figlia, lo ammetto. E poi considera che condividere la fattoria con una maga Bianca ha i suoi vantaggi: parte della sua aura passa a me, non so bene in che modo, ma puoi vederlo da solo. Alla mia età neanche un’ernia.
4. Molte fan del romanzo sono in verità fan della tua bellezza… ‘contadino-paladina’. Non sai quante lettere di ammiratrici ci sono arrivate in redazione. Sono tutte curiose di sapere se hanno qualche possibilità con te, quindi… Qual è la tua donna ideale?
Ehi, ma sul serio? Ho davvero così tante ammiratrici? Ora sì che mi metti in difficoltà. La mia donna ideale. Uhm, io… mi hai preso alla sprovvista, ma ecco, diciamo che per stare con me ci vuole del carattere. E un po’ di sana sostanza, non so se mi spiego, sono uno all’antica. Poi, vediamo… oh, non saprei. All’amore non si comanda, dico sempre. Le donne mi devono sorprendere, tutto qui. Se poi hanno una dote speciale per rammendare i calzini e cucinare la lepre alla Montinverniana, siamo a buon punto.
5. Qualcuno ti ha definito come un tipo burbero. Ti riconosci in questo aggettivo? E cos’hai da dire a chi ti ha così nominato?
Le sottane di mia nonna! Ti basta come risposta?
6. Parliamo un po’ di Aron… so che in un primo momento non sei riuscito a fidarti completamente di lui.
Rape marce, vorrei vedere te! Quello ha un tatuaggio maledetto – nel vero senso della parola – sul petto, potrebbe farci fuori in uno sputo, a me e a te, così, bam! Sissignore, bam! Qui, in veranda, mentre sbocconcelli allegramente le tue melinde. Quindi, se permetti, un po’ di diffidenza iniziale ci stava.
Però sembra che, in verità, tu prova dei sentimenti quasi paterni per quel ragazzo. Ci puoi parlare di lui? Ti senti un po’ un suo tutore?
Eh… hai colto nel segno. Non so se è l’età che avanza, l’influenza di quella benedetta maga, o semplicemente perché la mia vecchia diceva che ero una crosta dura dal cuore di burro. Fatto sta che alla fine ho ceduto. Ma bisognerebbe conoscerlo, lo sbarbatello, sai? In effetti è difficile da credere che resti un bravo ragazzo, però penso che bisognerebbe dargli comunque una possibilità.
7. Ma ora parliamo di cose serie… Caos! Dicci, una volta per tutte, da dove arriva questo gatto e cosa nasconde! Forza!
Tu quel gomitolo di pelo ambulante me lo chiami una cosa seria? Figliolo, sono più serio io quando racconto barzellette. Intendiamoci, è un bravo micio, ma converrai con me nel definirlo un tantino bruciato di cervello, suvvia. D’accordo, non è colpa sua… Gwen e io l’abbiamo trovato anni fa nelle Terre Inammissibili, quando era ancora un cucciolo e, si sa, in posti del genere ti rincretinisci facilmente. Tornavamo da una missione, una delle peggiori. Allora: io sono ricoperto di melma puzzolente dalla testa ai piedi, mi segui? Uno schifo, ho appena bevuto metà palude con tutti gli insetti, per tendere un agguato a uno stramaledetto Oscuro, e Gwen non sta meglio di me, a lei sono toccate le fogne della cittadella. Non avremmo fatto gola neanche a un troll. E quel piccolo botolo che fa? Sbuca da dietro un albero con gli occhi allampanati, attaccandosi alle gonne di Gwen. Ti pare che quella ragazza lo lasciava lì? Lei ha pure la tessera WWF! Ce lo siamo portati appresso. Da allora abbiamo sempre sospettato avesse delle qualità tutte sue. Il fatto che cambi colore di pelo come gli gira almeno otto volte al giorno è solo una delle tante. Ma che vuoi farci, la nostra non è una famiglia normale.
8. Bene, siamo alla fine. Ultima domanda. Gira voce che ti vogliano ingaggiare per fare un remake della pubblicità dell’olio cuore. Sì, quella con Mike Buongiorno. E’ vero? E se la notizia è invece falsa, dicci quali sono i tuoi progetti futuri.
Scusa, ma Mike chi? Buon’anima? Sarà difficile che io faccia qualcosa con lui, a meno che non… ehi, un attimo. Chi ti ha suggerito la domanda? No, perché se mi vogliono morto era un Oscuro travestito da agente pubblicitario. Sicuro. Sapessi quanti ce ne sono in giro, al giorno d’oggi! Non dargli retta, non sono fatto per la pubblicità. Mi piace la mia privacy. Di progetti futuri ne ho sostanzialmente uno: restare vivo durante le missioni che affidano a Gwen. Per il resto, godermi la mia fattoria, un nuovo steccato e, perché no? Per una volta mi piacerebbe vedere il mondo senza l’ansia di dover trafiggere qualcuno. Magari la spada la lascio pure a casa.
9. E’ stato un piacere, caro Gil, averti ospite nel meleto.
Il piacere è stato tutto mio! Sono proprio contento di vedere che c’è qualche giovane ancora disposto a fare un mestiere tanto onorato come quello del bifolco.
E per ringraziarti ci sarebbe qualche frutto da raccogliere, grazie!
Lo sapevo che c’era la fregatura.
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