Speciale "Il segreto degli undici"

Cari amici del Meleto, oggi iniziamo la settimana con un evento… ‘particolare’. Lunedì scorso è infatti partito, sul blog Ombre Angeliche, uno speciale dedicato al libro “Le leggende di Aron. Il segreto degli undici”, romanzo fantasy d’esordio di Deborah Epifani. QUI trovate il mio commento al libro.
In quella prima puntata dello speciale era stato lanciato un CONTEST ARTISTICO molto divertente. Vi invito a partecipare!
A me è invece toccato l’arduo compito di intervistare un personaggio del romanzo, e che personaggio! Si tratta infatti di Nebuk, il cattivone del romanzo, e vi assicurò che non è stata affatto un’impresa semplice.
Qui di seguito trovate le risposte datemi. Io vi invito a rimanere sintonizzati sui blog Ombre Angeliche, News Libri e ovviamente sul Meleto per nuove, strampalate puntate dedicate a questo fenomenale libro.
Un suggerimento… ri-sintonizzatevi lunedì prossimo!

1. Ciao Nebuk, e benvenuto nel mio… antro. Posso darti del tu?
Assolutamente no. Ma per il solo fatto che pur essendo un misero fruttivendolo osi rivolgerti a me, potrei fare un’eccezione. Gli audaci mi illuminano la giornata. Per modo di dire, ovvio.
Ehm… ok… senti, per ben incominciare ti andrebbe di presentarti ai lettori di questo blog?
Ascoltami bene, ragazzo delle mele, perché non mi pare che l’umore caritatevole rientri nella mia agenda di oggi: io sono il Favorito. A vent’anni, vent’uno tra poco.
Auguri.
Grazie. Dicevo: io sono il Favorito dell’Ombra, e il Favorito dell’Ombra non se ne va in giro a sbandierare i propri difettucci e vizi. Sono nella lista nera dei Maestri Bianchi da quando avevo nove anni, e non mi hanno ancora preso. Quindi cerca di scegliere con cura la tua prossima domanda. O quell’albero te lo riduco in cenere.
2. Ho una curiosità. Quando ti è spuntato il marchio e hai scoperto che avresti avuto uno scorpione come inseparabile compagno di viaggi, che cos’hai pensato? Io, lo ammetto, non provo molta ‘simpatia’ per queste bestiole. Tu come ci convivi?
Lo sapevo che con un po’ di minacce eri migliorabile. Ora, devi capire che essere abbandonati nel deserto a quattro anni non ti rende particolarmente schizzinoso sulle compagnie che frequenti. Del resto, che altro potevo fare? Ero un misero bambino, incapace di badare a me stesso. Hai una vaga idea di come siano le notti nel deserto? Fredde. Buie. Il silenzio ti preme nelle orecchie. E c’è troppa sabbia, troppe dune, troppo cielo. Ma cosa ne può sapere un bifolco come te? Be’, comunque… ho dovuto abituarmici. Al freddo e al buio, dico. Per il mio piccolo, invece, ho sempre saputo che ci saremmo appartenuti. Guarda, si avvelenerebbe da solo, pur di non abbandonarmi. Come ci convivo? Benissimo, direi. Soprattutto quando mi offre ottimi spunti per i miei veleni. È un collaboratore spietato e inarrestabile, dovresti vederlo… ma ovviamente non puoi, semplice villico. Poi con lui non hai bisogno di tanti svenevoli complimenti. Non devi stare ad accarezzarlo tutto il tempo come un coniglietto… (fa un’espressione schifata). Inoltre, non ti lascia peli sul divano, occupa poco spazio e non puzza. Insomma, è fantastico! Lo adoro. Sul serio, lo adoro.

3. Invece di un Incantalegno, tu sei possessore di un’Incantalama. Come mai? È stata una tua scelta? E chi te l’ha forgiata?
Non sono mai nostre scelte, ignorante ragazzino. Se fossi un mago lo sapresti, ma non potevo certo pretendere troppo da questa schifosa giornata di sole. Cercherò di essere chiaro: la mia Incantalama è stata scelta dal Maestro. Lui. Il solo e inimitabile. O credi che mi chiamino Favorito per niente? Poi, certo, per motivi più che ovvi, è stato quel vecchio pazzo di Zerfenghul, a forgiarmela. Allora riusciva ancora a farlo senza addormentarsi sull’incudine o perdere la dentiera nel crogiolo.
4. Una delle tue doti più conosciute e apprezzate (da un certo tipo di maghi) è la tua capacità di torturare le persone. Qual è la tortura più crudele che hai fatto e a chi?
(A questa domanda il suo cipiglio vagamente annoiato si accende di una luce spietata). Finalmente una domanda stimolante, ti ringrazio! Ah, potrei parlare per ore. Ma sai, ognuno ha i suoi metodi, le sue ricette. Di successi nell’ambito del dolore ne ho collezionati tanti, spesso inediti, perciò sono piuttosto geloso nel divulgare i dettagli. Del resto, se avessi voluto farlo, mi sarei preso un Allievo, non ti pare? Comunque il mio è un ambiente spietato che non lascia spazio agli errori, e se cominci a svelare i tuoi segreti, addio! Smetti di essere il Favorito, perdi credibilità, la gente ti scavalca… finché ti pugnala alle spalle. Letteralmente.
Apprezzo comunque la tua curiosità in merito e per questo ti concedo una risposta: la tortura più crudele è quella che non ho ancora ideato. Ma so già – oh sì! – su chi la testerò. L’Islyano di nome Aron è un fatto personale, ormai.

5. Ed eccoci giunti all’angolo dei consigli. Quando ti incontriamo per la prima volta, leggendo le memorie del tuo caro nemico Aron, scopriamo che vivi in un posto piuttosto… tetro e umido. Ci potresti donare dei validi consigli contro i reumatismi?
Io non dono mai niente a nessuno, sia chiaro. A parte un prolungato e quasi certamente letale dolore, ma questa è un’altra faccenda. Devi sapere che la sapiente arte della tortura non è il solo campo in cui eccello. I veleni sono da sempre la mia passione. Li distillo personalmente, scelgo gli ingredienti con cura, li miscelo solo se ne conosco la provenienza; almeno la metà sono un mio brevetto. Pensa che a tutt’oggi la mia collezione raggiunge le settecentoventisei boccette. Credo di poter tranquillamente affermare che è la più vasta collezione di veleni al mondo. Bene. In settecentoventisei modi per morire, sono sicurissimo che troveremo insieme quello più consono al tuo caso. Dopo, di certo, i reumatismi non li senti.
6. Gira voce, nell’ambiente letterario di un certo livello, che stai scrivendo un libro di memorie intitolato Io, l’Oscuro che più oscuro non si può. È vero? E cosa possiamo aspettarci da questa biografia?
È una bufala. Non ho ancora scoperto chi abbia messo in giro questa notizia di bassa lega, ma sta’ tranquillo che quando lo saprò, non avrà molto tempo per diffonderne altre. Diciamo che non avrà tempo per fare nient’altro. Sto scrivendo qualcosa, sì, ma sarà un manuale suddiviso in cinque progressivi livelli di dolore, e il titolo è errato. Si chiamerà Il Grande Nebuk. Sottotitolo: Come accattivarsi le simpatie del Figlio prediletto di Hariman, e sopravvivere all’intento. Una sfida piuttosto accattivante, non trovi?
7. Bene, siamo giunti alla fine. Io ti ringrazio per il tempo dedicatoci e per avermi lasciato illeso per tutta la durata dell’intervista. Ti assicuro che è un gesto davvero molto apprezzato!
È solo perché non ho ancora fatto colazione. Sei fortunato, non sgozzo mai nessuno, prima di un buon caffè.
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3 pensieri su “Speciale "Il segreto degli undici"

  1. Sto leggendo in questi giorni il romanzo d'esordio di Deborah Epifani, non è il migliore che abbia letto ma ne ho trovati certi di gran lunga peggiori… Ma questa intervista così particolare me lo fa sembrare più divertente, leggendola mi sono fatta due risate, soprattutto quando si parla di reumatismi;)

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