Consiglio d’Autore: Benedetta Palmieri

Ritorna, a partire da oggi, una rubrica nata per festeggiare il secondo anno di vita del blog.
All’epoca l’avevo chiamata Regalo d’Autore, un piccolo spazio in cui alcuni scrittori ci avevano consigliato un libro o un autore da loro molto amato.
Ques’idea, dopo un lungo periodo d’assenza, ha deciso di riprendere vita. 
Consiglio d’Autore avrà una cadenza non predefinita e ri-parte con una persona che il Meleto ama molto: Benedetta Palmieri.
Benedetta è l’autrice de “I Funeracconti”, di cui vi ho parlato QUI.
Un’antologia, la sua, particolare ed estremamente interessante, che affronta un argomento del quale ancora oggi fatichiamo a voler sentir parlare: la morte.
Ma Benedetta è anche una donna che ama moltissimo Napoli, la sua città, e che proprio per questo motivo ci parla di un testo in cui Napoli è protagonista.
Ma lascio subito la parola a lei.
“Fuoco su Napoli”
L’ultimo dei Grazie che Ruggero Cappuccio pone alla fine del suo Fuoco su Napoli è rivolto “a chi è ferito a morte”, e se non si legge questo libro straordinario non si può coglierne sino in fondo l’assoluta e disperata potenza. Fuoco su Napoli è un libro doloroso – almeno per chi Napoli, come me, la ama e la patisce; ma è anche un libro rischiarato da intuizioni sorridenti e follie, dall’osare immagini estreme – nel bello e nel brutto. Però così non ne faccio capire niente, e allora: Fuoco su Napoli è un libro che racconta di una catastrofe, di una città dilaniata dalla natura e forse (forse) sull’orlo del riscatto che merita e agogna da tempo, è la storia di un amore pericoloso e totale come tutti vorrebbero viverne, di un uomo – Diego Ventre – pericoloso e totale come tutti vorrebbero amarne. 
Benedetta Palmieri

Per chi fosse interessato, “Fuoco su Napoli” è scritto da Ruggero Cappuccio. Edito da Feltrinnelli, il libro costa 16,00 € e conta 247 pagine.

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Un pensiero su “Consiglio d’Autore: Benedetta Palmieri

  1. bruno ha detto:

    Un libro comprato a caso, ma che ha voluto essere comprato e che trova perfetta rispondenza nella mia carne di napoletano. Sono ancora incantato dentro la trama del libro, appena giunto a metà del volume, ma qualcosa di monumentale si è messo, mi è stato messo dallo scritto dalla sua poesia dal suo dolore dalla sua irreale realtà, in movimento vorticoso a scombinare i miei pensieri. Non so come finirà, non so come finirò io all'esito finale. Una cosa è certa: sento i morsi della verità, di una struggente verità storica, che mi posseggono i polpacci e mi straziano l'anima…
    Un grazie di cuore, di un cuore imbambolato e strabiliato, sia pure in anticipo, a Ruggero.
    b.cappuccio@virgilio.it

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