Commento al libro: "Le leggende di Aron. Il segreto degli undici"

Aron ha quindici anni e una vita felice sulla sua piccola isola. Le giornate in mare, i tuffi dalla barca di Gorgo, il sale che tira sulla pelle e l’amore della sua famiglia sono tutto ciò che possiede, tutto ciò che desidera.
Quasi tutto. Manca un giorno al suo compleanno e alla cerimonia che lo ammetterà al Consiglio dei Germogli, giovani pronti a difendere l’isola e i suoi abitanti da qualunque insidia li minacci. Ormai fervono i preparativi che lo renderanno a pieno titolo un uomo del Popolo del Mare.
Basterà una notte di tempesta perché tutto cambi: dal buio emerge una misteriosa presenza che lo trascinerà lontano dagli affetti e dall’isola, nel mondo magico e insidioso di cui ora fa parte.
Chi sono i Guardiani che lo cercano? Chi sono i misteriosi Undici il cui destino si intreccerà inevitabilmente con il suo? Quali enigmi nascondono e cosa vogliono da lui? Aron dovrà fare appello a tutto il suo coraggio e imparare a fidarsi della tenebra che lo accompagna, se vorrà salvare se stesso e le persone che ama.
Una corsa contro il tempo per sfuggire al nemico comune. Un’avventura alla scoperta di se stesso e di quel Potere che lo rende unico al mondo. Un segreto da svelare per trovare la verità.
Che bello scoprire un romanzo capace di sorprenderti così tanto!
Che bello cominciare una lettura sapendo cquanto brava sia l’autrice, e concluderla scoprendo che,  in verità, è molto più brava di quanto pensassi all’inizio!
Che bello leggere un esordio che non sembra scritto da un esordiente, ma da qualcuno che la scrittura ce l’ha sempre avuta nel sangue!
Che bello è stato leggere “Le leggende di Aron. Il segreto degli undici”. Opera prima di Deborah Epifani, edita da Linee Infinite.
Dopo questo ‘incipit’ state iniziando a sentire anche voi l’eccitazione che provo nel dovervi parlare di questo romanzo?
Ebbene, parte di questa eccitazione deriva proprio da un superamento di aspettative.
Di Deborah me ne avevano parlato bene in tanti. Io stesso avevo avuto modo di leggiucchiare qualcosa di suo e ne ero stato piacevolmente colpito. “Il segreto degli undici” è però un tomo piuttosto corposo, circa 470 pagine, la cui gestione richiede quindi grandi capacità per non cadere nella noia e nel prolisso. Sarebbe stata in grado di gestirlo?
Inoltre, c’è da dirlo, spesso questi autori pubblicati da editori così piccoli si ritrovano a dover fare i conti con una mancanza di editing che appesantisce la lettura. Io, lo confesso, mi ritrovo spesso (sempre) a notare una differenza ben marcata tra questo esordiente e quello seguito da un grande gruppo editoriale.
Ecco, il più grande merito di Deborah invece è, secondo me, di avere una scrittura che rasenta la perfezione. Leggere lei è stato come leggere un grande nome della letteratura. Non c’erano ingenuità, passi falsi, frasi distorte… quelle cosettine che accetti ma che rendono quel volume un libro tpicamente d’esordio. Qui, il testo è davvero perfetto. Scorre liscio come olio. E’ deciso, diretto, accattivante.
Di sicuro l’autrice è una grandissima narratrice. Sa padroneggiare il suo strumento molto bene e lo fa con disinvoltura. Dovrebbe essere una cosa scontata, ma sappiamo bene che non lo è affatto.
Deborah è un cavallo di razza!
Per quanto riguarda la storia, poi, anche qui mi ritrovo a ‘dover’ elogiare la Epifani. 
Non vorrei fare paragoni avventati però, secondo me, ha fatto un po’ il lavoro che ha fatto, con Harry Potter, la Rowling. Ossia, ha preso degli elementi tipici e conosciuti della narrativa fantastica mondiale, li ha ritrasformati e ha aggiunto cose sue, rendendo il tutto completamente nuovo. Emblematici, in questo senso, i Guardiani, che a me hanno ricordato i Daimon di “Queste oscure materie”. E’ piuttosto lampante, per me, il collegamento, eppure sono creature completamente nuove, a sé stanti. Bellissima, tra l’altro, l’idea del guardiano di Gwynever.
Ma oltre ai Guardiani ci sono le creature magiche, i maghi e i loro ‘insegnanti’, il cattivone di turno, ecc. Ma tutto vestito di nuovo, posizionato in una nuova dimensione estremamente vera ed estremamente affascinante.
Come la Rolwing, la Epifani ha preso qua e là, arricchito e ricostruito il tutto in una nuova, splendida forma.
I personaggi, inoltre, sono davvero adorabili. Sì, credo che adorabili sia il termine migliore. Sono ovviamente ben caratterizzati, definiti, presentati… ma, soprattutto, non possono lasciare il lettore indifferente. Non ho potuto fare a meno di lottare con Aron, di provare odio e amore per la sua pantera. Non ho potuto fare a meno di tifare per Spuntabuchi, di volergli dare una pacca sulla testa per incoraggiarlo. Sono rimasto incantato dalla bellezza di Nephele, dal cuore tenero dentro una scorza dura di Gil. Ho sofferto sotto le grinfie di Nebuk e ho anche fatto amicizia coi Geni.
In somma, questi personaggi entrano nel cuore. Impossibile non succeda.
Per tutte queste ragioni, e per molto di più, mi sento di consigliare super caldamente “Le leggende di Aron”. Una penna perfetta, una storia ammaliante, una lettura fenomenale. Chi si perde questa lettura, perde l’opportunità di stringere tra le mani un prezioso gioiello.
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4 pensieri su “Commento al libro: "Le leggende di Aron. Il segreto degli undici"

  1. Terry ha detto:

    Non ne avevo mai sentito parlare nè del romanzo nè dell'autrice. Deve essere un bel libro per meritare tutti questi complimenti e addirittura il paragone con la Rowling…

  2. Deborah Epifani ha detto:

    Grazie mille, ragazze, e grazie Andrea, la tua è una recensione che mi ha commossa! Non so, sinceramente, se merito il paragone con la Rowling. Di certo ne sono onorata, e sarà lo sprone giusto per lavorare sodo e ancora di più e meritarmelo anche per i prossimi libri. 😉
    Un abbraccio! E, Daisy? Ehehe, sì, l'avevi detto! ^^' Abbraccio anche a te, carissima.

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