Commento al libro: "Il dono delle furie"

Tre ragazze bellissime, tre ragazze dal sorriso indecifrabile e dallo sguardo ipnotico cui è impossibile resistere: in un piccolo paese come Ascension, non sorprende che la notizia del loro arrivo sia sulla bocca di tutti. Soprattutto per il mistero che le circonda: nessuno le ha mai viste prima, nessuno sa dove vivano. E nessuno immagina che quelle tre splendide fanciulle, invece, conoscono i segreti di ogni abitante della città. Come il vero volto di Chase Singer, l’astro nascente della squadra di football: dietro la maschera da bravo ragazzo, infatti, si nasconde una persona che, per raggiungere il successo, non ha esitato a calpestare i sentimenti della ragazza che amava, distruggendole l’esistenza. Come la relazione che, da qualche tempo, Emily ha col fidanzato della sua migliore amica, una relazione che nessuno avrebbe mai dovuto scoprire. Ecco perché Chase riceve in regalo un’orchidea rossa ed Emily ne trova una identica sul sedile dell’auto.
È un avvertimento. È il dono che segna il destino di chi deve pagare per le proprie colpe. È il dono delle Furie…
Diciamocelo, era arrivato il momento che qualcuno portasse qualcosa di nuovo nel genere, e sembrava proprio che quel qualcun fosse la Miles, con questo romazo.
Beh , chi altri aveva mai parlato delle furie? Queste donne pazze che mirano esclusivamente alla vendetta e al castigo? Nessuno, e purtroppo ha fatto ben poco anche la Miles.
Sì perchè se l’idea di partenza era buona, a mio parere è stata decisamente mal sviluppata.
Questa figura mitologica è infatti troppo marginale nella storia, i protagonisti sono due sciocchi adolescenti che, con i loro problemi, hanno semplicemente sminuito il tutto. Già perchè, certo, hanno commesso degli errori, ma nulla di così assolutamente grave. Insomma, credo proprio che le furie avrebbero fatto meglio a concentrare tutti i loro sforzi verso qualcuno di più meritevole, o meglio, di più colpevole.
Personalmente non avrei basato la storia su degli adolescenti, perchè è proprio per questo motivo che tutto è diventato così banale. Cose già lette. Cose-già-troppe-volte-lette. Tranne che per la fugace presenza delle furie. E sottolineo fugace!
I personaggi sono chiari e ben delineati (tranne le furie), la lettura decisamente scorrevole e semplice, con tragici momenti da panico, e c’è perfino qualche bel colpo di scena.
Le tematiche… beh, ecco, un altro punto che non mi ha convinto. Idealmente ne vengono affrontate di svariate e veramente serie. Per esempio il suicidio in età giovanile, che sicuramente è una cosa che fa riflettere. Il problema è però che, per me, viene trattato in modo troppo superficiale. Certo, non pretendevo un saggio sulla psicologia di un suicida, ma un po’ più di approfondimento sì.
Anche sul desiderio di apparire e di essere parte integrante di un gruppo, altro tema scottante tra i giovani,  non viene detto assolutamente niente di più rispetto a tanti altri libri del genere, anzi!
Infine, la vendetta.Certo, questo tema viene ampiamente trattato, ma personalmente a fianco ci avrei abbinato la giustizia. Non mi aspetto che le furie siano sia vendicative che giuste, ma tramite altri personaggi lo si poteva sviluppare assolutamente di più questo argomento, magari facendone uscire qualche brillante idea.
Tuttavia, è certo che leggerò anche il prossimo volume. Sì, perchè il bello viene proprio alla fine.
Che il libro vi sia piaciuto oppure no, dopo aver letto il finale non potrete non leggerne il seguito. L’autrice lo lascia disperatamente aperto, e se per tutte le precedenti pagine sembrava proprio un libro autoconclusivo, beh, alla fine dovrote ammettere il contrario.
Ed è proprio questo finale che mi fa sperare un un secondo volume migliore, dove potranno essere colmate tutte le lacune del primo.
Speriamo in bene!
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Un pensiero su “Commento al libro: "Il dono delle furie"

  1. sono d'accordissimo col tuo commento!!! A me ha lasciato davvero l'amaro in bocca. non mi ha coinvolto particolarmente. anzi a mio parere Emily è una ragazzina stupida. ho preferito Chase come personaggio,era più maturo. poi anche la forzatura fatta con Drea,a mio parare messa lì giusto perchè serviva una figura che aiutasse la superstite. non so se capite che intendo.il finale mi ha lasciato allibita(non sapevo ci fosse un seguito,credevo fosse l'ennesimo finale pacco)in quanto lascia troppe domande e l'immagina di sta sfigatella che vuole combattere delle dee pazze… bah.
    alla domanda che hai posto all'inizio su chi altri avesse parlato delle furie io rispondo con josephine Angelini in Starcrossed! quello sì che è usare come si deve le figure mitologiche delle furie e darle l'importanza che meritano. sono pazze per la vendetta ma per una ragione davvvero seria come l'omicidio di un parente. e usa la vera storia delle furie. nel primo e secondo libro sono presentissime e nel secondo si scopre anche la loro origine. perciò non so se comprerò il prossimo libro prima di leggere tutti i commenti che posso trovare. il mio voto su una scala da 1 a 5 è 2 giusto per l'idea che,se sviluppata come si deve,ne avrebbe fatto davvero un bel libro… attendiamo il seguito e chi vivfrà vedrà.

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