Commento al libro: "Profumo d’incenso"

Marta Franchini è una tredicenne un po’ confusa: deve affrontare l’esame di terza media, dovrà scegliere l’indirizzo superiore ed in questa che è l’età dei cambiamenti che condizionano l’esistenza, lei non sa nemmeno scegliere il tema d’esame, figuriamoci l’aspirazione della sua vita.
Un giorno trova un depliant lasciato dalla sorella in partenza per l’Egitto; leggendo, s’interessa della storia d’amore fra la dea Iside ed il dio Osiride tanto che finisce col sognarli.
Da quel momento, ogni volta che la ragazzza sogna, diventa Iside a tutti gli effetti: parla la lingua egizia, ha le fattezze della dea ed il suo aspetto, e quando s’accorgerà di provare anche dei sentimenti che prima di allora gli erano sconosciuti, la situazione si complicherà: chi è lei veramente? Marta o Iside?
Un’avventura fantastica tra sogno e realtà, fantasia e logica.
Quello di Valentina Bellettini è un romanzo molto particolare, che mescola storia e mitologia col romanzo di formazione e per ragazzi.
L’idea di partenza mi è piaciuta moltissimo e fin da subtio. Una tredicenne, alle soglie degli esami di terza media, che deve pensare al suo futuro e decidere quale indirizzo di studi affronterà, inizia a sognare di essere Iside. Ma i sogni sono così vividi e così realistici che il dubbio si accende: lei è Marta o Iside? Sta impazzendo o sta semplicemente vivendo una vita vera?
Ebbene, da buon amande dell’Egitto Antico mi son lasciato travolgere dalla storia. Valentina riesce in un’impresa davvero titanica: condensare in poche pagine intere mitologie Egizie che, vi assicuro, non sono affatto brevi e facili. Ma lei ci riesce. Incontriamo infatti varie divinità, ovviamente rese più umane per facilitare l’approccio anche del pubblico più giovane, ed è molto bello poterle seguire nelle loro azioni, mentre ricostruiscono pian piano il mito di Iside e Osiride. La loro caratterizzazione è ottima e vivace e diventano ottimi compagni fin da subito. Amo la loro reciproca riverenza, il loro essere ‘diversi’ dagli umani rappresentati nel libro, ma allo stesso tempo uguali a noi.
Anche la parte di vita quotidiana è ben costruita, secondo me. Perché il bello è che questo sogno diventa una sorta di pretesto per raccontare della crescita, di quel momento in cui la figlia e la madre riescono a capirsi poco, pur volendosi un sacco di bene. Marta è la tipica adolescente che deve decidere quale sarà la sua vità, che però si trova in difficoltà e che desidera essere, in un certo senso, speciale. il sogno di Iside sarà quello che la renderà speciale. Eppure, le insicurezze non mancano mai, e forse l’adolescenza serve a prepararci proprio a questo.
Le uniche pecche del libro nascono, secondo me, dalla giovane età dell’autrice al momento della stesura del romanzo. Sono giusto delle piccole ingenuità stilistiche che, probabilmente, un buon editor avebbe dovuto aggiustare. Davvero delle piccolezze, che di certo, non influiscono sulla godibilità della storia, originale e ben calibrata, divertente ma anche riflessiva.
In somma, un libricino da leggere. Per divertimento e per ricordare la giovinezza ormai passata (sigh!).
E io mi sento anche di ringraziare Valentina. Avevo giusto l’età di Marta quando ho scoperto la mia passione per l’Egittologia.
All’epoca, e forse anche oggi, avrei molto amato essere Horus, o Thot… e Bastet è una delle mie divinità preferite, quindi grazie Valentina per avermi riportato nell’Antico Egitto. Per me è stato un viaggio bello e felice.
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