Intervista a Francesco Falconi

Ieri vi ho detto la mia su MUSES, l’ultimo, imperdibile romanzo di Francesco Falconi. Potete leggere il commento QUI.
Siccome però avevo qualche curiosità da soddisfare, oggi ho l’onore di ospitare Francesco, giusto per fargli qualche domanda.
 Io lo ringrazio infinitamente per la gentilezza dimostrata e vi lascio subito alle sue risposte.
1. Ciao Francesco, finalmente ho il piacere di averti ospite nel mio meleto. Ne sono davvero molto felice.
Ormai nel panorama fantastico italiano sei ben conosciuto quindi eviterò la solita di rito su “chi sei tu” e vado direttamente al punto.
Come mai hai scelto proprio la musa della musica come protagonista del romanzo? Come mai non quella della scrittura, per esempio, che mi verrebbe più facile collegare a uno scrittore?
Per due motivi, essenzialmente. Innanzi tutto Muses è nato prima con il personaggio di Alice, poi per la reinvenzione delle Muse nell’età moderna. Alice mi ha perseguitato per mesi, alla fine è stata lei – la Musa della Musica – a decidere.
In secondo luogo, la Musa della Scrittura sarebbe stata più vicina a me in quanto scrittore, ma ci sarebbe stato il rischio di una forte incursione del narratore nella storia. E, quando ciò avviene, è a mio avviso un punto molto negativo per il romanzo.
2. Questa musa della musica è Alice De Angelis, un personaggio molto complesso, pieno di sfacettature e dal passato davvero molto scuro. Come sei riuscito a calarti nella parte? Quant’è stato difficile farlo? So che ti ci sono voluti anni per scrivere il libro. Alice potrebbe esserne la causa?
Assolutamente sì. Il passato di Alice, la sua crescita in un ambiente di violenza, il suo perdersi nella periferia di Roma e la sua volontà di sopravvivere, fino alla fuga verso Londra e alla riscoperta di se stessa. Non è stato difficile calarmi nella parte di Alice, che già sentivo fortemente, ma esprimere a dovere la sua essenza, la sua trasformazione e il dolore che ha provato.
Ho aspettato di essere pronto per scrivere una storia del genere, e mi è costato quattro anni.
3. Oltre ad Alice, ho letto (ma forse ascoltato) che anche Patricia ti ha dato qualche grattacapo. Lei, la musa della pittura, è un personaggio molto particolare, ma probabilmente è anche un personaggio che rappresenta molto i nostri tempi, no? Conta più il personaggio della persona, lo spettacolo del contenuto, l’eccesso più del messaggio.. l’hai creata riflettendo sui personaggi dello spettacolo di adesso?
Patricia Gautier è stata appena presentata in questo romanzo, sarà approfondita nel sequel di Muses. Un personaggio eccentrico, la reincarnazione della diva moderna. Ma anche una donna apparentemente forte, che si fa scudo con la propria omosessualità e la trasforma in arma. E’ ancora presto per giudicarla, ma non sarà ridotta a diventare un semplice pretesto per rappresentare gli eccessi mediatici dei nostri anni. Sarebbe scontato e non desidero che Muses sia didascalico.
4. Tornando alle muse, tu nel romanzo ci racconti che il loro potere, col tempo, si è indebolito. Mi vien da chiederti… nella realtà è davvero così? Il potere delle muse è debole e quindi le arti ne risentono, magari diventando più commerciali che ispiratrici? Oppure secondo te le muse sono anche oggi vive e molto vegete?
Sicuramente l’arte si è trasformata nel corso dei secoli, per questo ho introdotto nel romanzo il concetto di darwinismo artistico che ha creato le Muse moderne come Lourdes Blanco, la Musa della Net.Art che riesce a ispirare grazie ai Social Network. Credo che l’arte oggi sia sottovalutata, spesso svalutata per motivi economici o asservita a scopi più commerciali. Penso che in passato c’era una maggiore attenzione e investimento, e che non stiamo dando la giusta attenzioni ai tesori artistici che ci circondano, perché distratti dal quotidiano o da “oggetti” più semplici da fruire. Usufruire di arte implica stimolare la ragione, la creatività, dare libero sfogo all’immaginazione e alle emozioni. Un processo faticoso ma liberatorio.
Da qui nasce la contrapposizione Eclettici-Pragmatici di Muses.
5. Le tue sono muse evolute, se così si può dire, nel senso che si sono ‘adeguate’ ai tempi quindi abbiamo. C’è per esempio la musa della net-art, mentre ne sono sparite altre ben presenti nel classicismo. C’è qualche musa che, secondo te, potrebbe sparire nel prossimo futuro? Quale arte è quella più a rischio?
Ah, ottima domanda. Difficile rispondere, perché le arti sono in continua evoluzione e frammentazione. In realtà in Muses non parlo di una vera scomparsa ma di reinvenzione e adattamento (nel senso darwinistico del termine) alla nostra società, ciò implica anche accorpamento delle arti (come accade per esempio nella poesia).
6. Nel romanzo ti sei anche autocitato! Ebbene sì, me ne sono accorto. Immagino sia una sorta di gioco con te stesso e coi tuoi lettori più fedeli… ma non hai paura che qualcuno ti ritenga, che ne so, uno che si autocompiace?
Ma non credo, come hai appena detto è stato un gioco e, per rimanere in tema, una reinvenzione dei miei personaggi all’interno di Muses sotto altre spoglie. Piccoli cenni, non intrusivi, giocati sul filo dell’ironia per non prendersi mai troppo sul serio.
7. Una delle cose che ripeto più spesso, parlando di te, è che a ogni romanzo riesci a superarti. Ogni nuova opera ci ha mostrato quanto tu sia capace di crescere, artisticamente parlando, e MUSES ne è l’ennesima prova. Alice è un personaggi molto complesso. Ecco, vedi i nuovi romanzi come una sfida con te stesso? Ogni volta è un voler superare la precedente? Oppure si tratta semplicemente di un percorso naturale?
Assolutamente. Ogni volta che decido di scrivere un romanzo ho un preciso obiettivo, una sfida e, spesso, un salto nel vuoto. Non è un percorso naturale ma la precisa volontà di migliorarmi e crescere come scrittore. Corro il rischio che i lettori si affezionino a un Francesco all’interno di un certo target di libri e siano disorientati di fronte al cambiamento, ma ho già smontato questo percolo anni fa, dopo il passaggio Estasia-Prodigium.
Naturale, invece, è seguire le proprie esigenze senza sottostare a leggi commerciali.
8. Grazie mille Francesco. L’intervista è finita e mi ha fatto molto piacere averti qui. Prima di lasciarci, però, un’ultima rispostina te la chiedo: hai usato gli elementi, gli angeli e i demoni, le muse… che creatura/mitologia dobbiamo aspettarci, prossimamente?
Ciò che non hai menzionato. Non amo ripetermi.
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