Commento al libro: "Muses"

Anche il tuo destino è scritto.
Tu ce la farai, Alice.
Sei tu la persona che le Muse aspettavano da secoli.
Quando scappa da Roma diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa notizia è quasi un sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l’eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia. Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte. Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro. La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme. Ma un dono così può scatenare l’inferno. E sta per accadere.
Francesco Falconi mi sorprende sempre. Ogni volta che leggo un suo nuovo lavoro credo abbia raggiunto il massimo delle sue capacità, e invece, puntualmente, al libro successivo mi smentisce.
MUSES non fa eccezione, anzi! MUSES conferma questa regola e si rivela come il migliore lavoro di Falconi. Il migliore in assoluto. E io mi domando solo come potrà mai superarsi ancora.
A renderlo il migliore constribuiscono vari fattori.
Il primo è senz’altro lo stile. Francesco ha ormai raggiunto un’ottima capacità di scrittura, che fe scivolare le pagine con estrema facilità tra le dita del lettore. E’ una scrittura fluida, leggera, ma mai scialba. E’ anzi molto intelligente e raggiunge sempre il suo obiettivo.
I molti colpi di scena, poi, rendono la lettura ancora più frizzante e il lettore è davvero troppo affascinato dalla storia per poter posare il libro!
E come non parlare di Alice? Alice è probabilmente il personaggio più complesso mai realizzato da quest’autore. Ha un passato turbolento e difficile, con un padre-padrone e una madre succube. Pensa di aver ucciso il suo ragazzo e non riesce a trovare il suo posto nel mondo.
Si ricopre il corpo di tatuaggi, di piercing. E’ dura. Spigolosa. Una figura davvero complessa e insolita per questo genere di romanzi. Ma, allo stesso tempo, una creazione vincente, perché il lettore la sente reale, vicina… potrebbe davvero essere una persona che conosciamo, o una di quelle che poi, per qualche motivo, finiscono sulle pagine di cronaca nera dei giornali. E il bello è che Alice potrebbe essere sia vittima che carnefice, in queste pagine di cronaca.
La sua evoluzione, inoltre, è molto ben gestita. MUSES è infatti anche una sorta di romanzo di formazione, dove Alice capisce chi è e impara ad accettarsi, e il tutto avviene senza mai forzare la mano, seguendo ritmi ‘nanturali’ che mantengono realistica la sua crescita.
Davvero una figura ottima.
Interessantissima anche l’idea di inserire le muse in un contesto moderno.
Il concetto di arte che influenza le nostre vite è forse andato perso. Probabilmente ora è il denaro ad influenzare il nostro mondo. Ebbene, Francesco ci ricorda che l’arte può davvero ‘salvarci’. L’arte può aiutarci. E io non ho potuto fare a meno di pensare a come tutti noi ci siamo dimenticati di questo.
In MUSES i poteri stessi delle muse si stanno indebolendo. E anche l’umanità sta diventando meno ricettiva. Forse è davvero il momento di fare qualcosa.
Un punto importante su cui riflettere, molto.
Il finale a sorpresa è, in fine, un po’ la firma dell’autore. Subito ti sconcerta, ma io l’ho adorato. L’unica domanda che ti resta è: quanto ci vorrà per il seguito?
Per concludere, MUSES è un ottimo romanzo. Un urban fantasy che scorre impetuoso e veloce, che lascia residui nei pensieri e personaggi nel cuore.
Impossibile dimenticare Alice. Obbligatorio riflettere
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