Commento al libro: Hunger Games

Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c’è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c’è spazio per l’amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

Siete pronti a giocare agli Hunger Games? Sappiate però, che il vincitore sarà uno solo e agli altri toccherà la morte. Esatto, avete capito bene, la morte.!

Complice l’uscita ormai prossima del film, che da noi arriverà il primo maggio ma che nel resto del mondo, proprio questo week-end, ha fatto segnalare il debutto più importante mai registrato per un film non-sequel, ho deciso di avventurarmi nella lettura di questo romanzo distopico.
Avevo grandi speranze e aspettative abbastanza alte, perché le recensioni positive erano davvero molte e, per una volta, queste aspettative non sono state affatto deluse. Il libro è davvero un piccolo gioiellino della letteratura YA, consigliatissimo a tutti.

Siamo in una sorta di futuro, dove lo stato di Panem è diviso in dodici distretti, tutti governati dalla sfavillante Capitol City. Questi distretti, però, sono tenuti al guinzaglio e sottoposti a delle regole rigide che non possono essere infrante. Nel passato, infatti, c’era stata una rivolta e Capitol City è ben decisa a non lasciare nuove opportunità di questo tipo alla popolazioni.
Tra le varie idee per ricordare a tutti che, di fronte al governo, ogni persona non è nulla, sono stati inventati gli Hunger Games, dei giochi speciali che richiedono, ogni anno, due tributi per ogni distretto, un maschio e una femmina tra i dodici e i diciotto anni. Questi tributi dovranno fronteggiarsi in un’arena appositamente costruita fino alla morte. Solo uno può vincere questo mega reality show, solo uno dopo che gli altri compagni d’avventura saranno stati uccisi. A questo vincitore spetterà gloria e ricchezza.
E qui inizia la storia di Katniss, che si offrirà come tributo per salvare la sua sorellina, e che si troverà, volente o dolente, a diventare un’assassina.

Il romanzo è davvero ben fatto. E’ scritto in prima persona in maniera fluida e decisa. Presenta giusto qualche scena leggermente più ‘veloce’ del dovuto, ma regge benissimo per tutta la durata della lettura. E’, anzi, uno di quei libri che ti incollano alle pagine e al quale vorresti continuamente tornare per vedere cosa succede dopo.

Inutile specificare che i messaggi sottintesi (ma neanche tanto) sono molti ed estremamente importanti, su tutti la libertà in un senso ampio del termine. Sì, perché se gli abitanti dei distretti vorrebbero essere liberi di vivere le loro vite come meglio credono, gli abitanti di Capitol City credono di essere liberi, ma non lo sono affatto. Sono schiavi di un mondo fatto di luci e finzioni e colori. Dove tutto è apparenza e niente sostanza.
Ed è inquietante scoprire quanto noi siamo simili agli abitanti di Capitol City. Noi, che facciamo interventi chirurgici per rimanere giovani e belli. Noi, che seguiamo i reality show alla tv e che ci divertiamo a guardare le scene di lite tra i vari concorrenti. Noi che… arriveremo a toccare gli estremismi di questo romanzo? Forse… in fondo, già i Romani facevano combattere i gladiatori fino all’ultimo sangue…

A tutto questo, ovviamente, va aggiunto una sorta di triangolo amoroso, tratto distintivo degli attuali YA. La Collins, però, crea un triangolo molto particolare e tutto suo. Non è infatti un amore romantico e sdolcinato come quello di Twilight, per esempio. Anzi! E’ tutt’altro! Qui la protagonista addirittura non vuole saperne di amore, perché sa che tutto potrebbe essergli strappato da un momento all’altro. Qui, l’amore diventa anche parte del gioco in una maniera davvero convincente e interessante; una specie di arma.
Una dinamica amorosa davvero da scoprire leggendo il romanzo, che credo possa piacere anche a chi, come me, non è particolarmente portato per le letture troppo amorose.

In somma, un bel romanzo, carico di tensione e veicolo per riflessioni che dovremmo tutti fare. Leggetelo e non ve ne pentirete.

Annunci

2 pensieri su “Commento al libro: Hunger Games

  1. Bookland: viaggiando tra i libri ha detto:

    Ciao Voce!
    proprio due giorni fa ho terminato di scrivere la mia recensione su tutta la trilogia e anche io ho notato le forti affinità tra il mondo di Katniss e il presente…mentre leggevo (soprattutto il secondo e il terzo libro) mi venivano davvero i brividi!
    Lya

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...