Anteprima: Memento. I Sopravvissuti

Cari lettori, oggi vi segnalo un romanzo in uscita a Maggio per i tipi di Giano Editore.

Sì, lo so che è un po’ presto per parlarvene, ma appena ne ho letto la scheda di presentazione sono rimasto folgorato e non potevo davvero aspettare.

Si tratta di un nuovo titolo che punta su uno scenario post-apocalittico e distopico, e che presenta alcuni elementi davvero interessanti e originali, in grado di portare ossigeno a questo sottogenere della letteratura fantastica.

Io smetto di cianciare e vi lascio a delle informazioni molto succose. Ovviamente ne riparleremo abbondantemente quando sarà il momento giusto.
Per ora…

Memento
I sopravvissuti
di Julianna Baggott

IL MONDO È STATO DISTRUTTO
E LA POPOLAZIONE È STATA DIVISA:

ALL’INTERNO DELLA SFERA
GLI ESSERI UMANI SONO PURI, PROTETTI;
ALL’ESTERNO SI LOTTA PER SOPRAVVIVERE,
OGNI SINGOLO GIORNO

IL PRIMO ATTESISSIMO CAPITOLO
DELLA PIÙ ORIGINALE
SAGA POST APOCALITTICA
DEGLI ULTIMI ANNI

Pressia ricorda soltanto vagamente le Detonazioni o la sua vita di prima. Nel suo armadio, sul retro di un vecchio negozio di barbiere distrutto, dove vive con il nonno, pensa alla sua esistenza perduta, al mondo dei parchi divertimento, dei cinema, delle feste di compleanno, delle madri e dei padri… ridotto ormai a cenere e polvere, ferite, bruciature e corpi fusi, danneggiati. E ora che ha raggiunto l’età in cui deve consegnarsi alla milizia, per cominciare l’addestramento da soldato oppure per essere usata come bersaglio se giudicata troppo danneggiata, non può più fare finta di essere bambina. Pressia ora è in fuga.

Ci sono anche quelli che sono scampati all’apocalisse senza ferite. I Puri. Vivono al sicuro all’interno della Sfera, che protegge i loro corpi sani. Eppure Partridge, figlio di uno degli uomini più influenti della Sfera, si sente isolato. Solo. Diverso. Anche lui pensa a ciò che ha perso. La sua è una famiglia distrutta. Il padre è emotivamente distante, il fratello si è suicidato, la madre non è riuscita a mettersi in salvo. L’ordine rigido all’interno della Sfera gli sta stretto e quando crede di intuire, da una frase sussurrata, che la madre potrebbe ancora essere viva, rischia la vita per fuggire.

EDITORE: Giano Editore
PAGINE: 448
PREZZO: € 18,00
PUBBLICAZIONE: Maggio 2012

DICONO DEL LIBRO:

«Un romanzo magnifico e importante, con un’immaginazione sconfinata. Vi travolgerà».
Justin Cronin, autore di Il passaggio

«Il tanto atteso romanzo di Julianna Baggott è una miscela affascinante di autoritarismo duro e oppressivo e anarchia grottesca. L’autrice combina sapientemente violenza, umorismo amaro e dialoghi formidabili, realizzando un magnifico esempio del genere distopico».
Publishers Weekly

«Se pensavate che fosse strana Lisbeth Salander, protagonista di Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson, non avete ancora visto Pressia!»
Entertainment Weekly

«I sopravvissuti non è soltanto uno dei romanzi di formazione più straordinari che abbia mai letto. È anche una metafora meravigliosamente brillante della nostra epoca».
Robert Olen Butler, vincitore del Premio Pulitzer

«I sopravvissuti è un’avventura cupa che sorprende e che crea dipendenza. Pressia Belze, un po’ manga, un po’ Alice post apocalittica, giunta in un surreale paese delle meraviglie alle prese con le cose perdute. Non riuscivo a smettere di leggerlo».
Danielle Trussoni, autrice di Angelology

«Questo libro è un vero crossover di generi. Il contenuto culturale, l’idea, la natura speculativa della premessa, il soggetto, tutto questo rende I sopravvissuti una vera e propria opera letteraria, pur restando ancorata al genere distopico. Più politico di Hunger Games, più psicologicamente complesso di Stephenie Meyer, più soddisfacente di H.G. Wells!»
Un lettore americano

LA RECENSIONE DEL NEW YORK TIMES:

In un futuro non specificato, una serie di detonazioni ha quasi distrutto il mondo. Pochi sopravvissuti hanno trovato rifugio nella Sfera, una cupola tecnologicamente sofisticata, progettata per resistere ai disastri ambientali. Chi è rimasto fuori non è stato così fortunato. L’intensità delle esplosioni non solo ha devastato il paesaggio, ma ha cambiato per sempre i sopravvissuti, i cui corpi hanno subìto un processo di fusione con gli animali, con gli oggetti e con la terra […] Al posto di una gamba un ragazzo ha un cane, e ha “imparato a camminare all’unisono, a passo rapido, leggermente claudicante.” Un altro ha diversi uccelli fusi alla schiena, le ali che si muovono sotto la camicia.
Alcune tipologie di esseri umani sono diventate così comuni da essere classificate: “I Groupies”, ad esempio, ubriachi e viziosi, sono stati fusi in un unico corpo massiccio, mentre “le Bestie” sono metà uomo, metà animale. “I Polverosi” non hanno più molto degli esseri umani: sono mostri fusi con rocce e detriti che sbucano dal suolo come mine terrestri capaci di dilaniare qualsiasi creatura capiti loro a tiro.
Pressia è una bellissima sopravvissuta dagli occhi a mandorla che vive con il nonno nel suo fatiscente negozio da barbiere. Le Detonazioni l’hanno colpita quando aveva solo 6 anni, uccidendo la madre giapponese, e ora, oltre alla cicatrice a mezzaluna vicino all’occhio sinistro, ha una testa di bambola al posto della mano destra. Tra pochi giorni cade il suo sedicesimo compleanno, trascorso il quale sarà reclutata dalla ORS – l’organizzazione di ricerca e soccorso ufficialmente istituita per aiutare i sopravvissuti, in realtà una forza paramilitare che terrorizza la città devastata. La costringeranno a dimenticare come si fa a leggere e scrivere e verrà addestrata come killer o, se le sue deformazioni saranno considerate troppo debilitanti, utilizzata come bersaglio umano. Suo nonno ha costruito un passaggio segreto in un armadio della bottega da barbiere attraverso il quale scappare quando l’ORS verrà a reclamarla. Ma dove fuggire? Si dice vi sia una rete sotterranea costruita per i fuggitivi, ma non ci sono prove certe della sua esistenza. Nella distopia post-apocalittica di MEMENTO – il primo libro di una trilogia – nessuno torna mai indietro.
Allo stesso tempo, anche la vita all’interno della Sfera ha le sue restrizioni. Gli abitanti più giovani, chiamati “Puri” grazie al loro corpo incontaminato, sono sottoposti ad una serie di “test” ideati per migliorare le capacità fisiche e reprimere i comportamenti potenzialmente ribelli. Partridge, pur essendo il figlio del principale architetto della Sfera, non accetta simili imposizioni. Oppresso dal regime claustrofobico e dall’atteggiamento distante e freddo del padre e segnato dalla perdita del fratello, si convince che sua madre, che ha sempre creduto morta, possa essere ancora viva all’esterno della Sfera. Determinato a trovarla, progetta la fuga. Una volta fuori dalla Sfera incontra Pressia, che lo salva dall’attacco dei Groupies, e così i due ragazzi decidono di unire le forze.

Il produttore di Twilight ha già comprato i diritti di MEMENTO per farne un film, e il perché non è difficile da capire. Il mondo post-apocalittico della Baggott troverebbe nella finzione cinematografica la sua completa realizzazione […] I corpi fusi e deformati, ciò che l’elite della Sfera chiama gli “sventurati”, sono piccole e agghiaccianti opere d’arte… imperdibili per la magia tecnologica del CGI e del 3-D […]

I grandi romanzi distopici prendono spunto da elementi inquietanti della società contemporanea proiettati in un futuro sinistro […] MEMENTO è un’opera post-apocalittica che deve tanto alla fantascienza quanto alla fiaba e al mito. Il risultato è un avvincente romanzo d’avventura… così ricco di immagini da risultare sorprendente e indimenticabile al tempo stesso.

Clare Clark, autrice di tre romanzi, tra cui, l’ultimo, Savage Lands


L’AUTRICE:
Julianna Baggott ha scritto numerosi romanzi per ragazzi, prima di dedicarsi alla trilogia di Memento. I suoi scritti sono anche apparsi sul New York Times, Washington Post, Boston Globe.

UNA LETTERE DELL’AUTRICE:

Cari lettori,

molti mi hanno chiesto dell’origine di questo romanzo. Tutti i romanzi hanno origine nella bizzarra mente degli autori, nelle loro vite così radicate nella trama oscura del subconscio. A volte un personaggio penetra nella mente e non vuole ostinatamente andar via. Ed è esattamente questo che mi è successo con Pressia: una ragazza con una testa di bambola fusa alla propria mano. Mi si è parata dinanzi all’improvviso con il suo volto di sedicenne, una bruciatura a forma di mezzaluna sotto a un occhio, e l’impellente richiesta di creare un mondo attorno a lei. L’armadio nel quale è solita nascondersi sul retro di un negozio di barbiere è arrivato dopo, così come il nonno con una gamba sola, cauterizzata con un intrico di fili metallici bruciati. Quando avevo 16 anni, volevo fuggire oppure nascondermi e non mettere mai il naso fuori di casa. Volevo sapere chi diavolo fossi. Ero certa che esistessero posti dove la vita era migliore. E pensavo continuamente che la desideravo, quell’altra vita. Crescendo, però, ho realizzato che essa non esiste, almeno finché non la creiamo noi stessi. In un mondo post apocalittico, Pressia sperimenta la sua versione di questo conflitto: sogna il mondo di prima e la vita nella Sfera. Tempo fa lessi le prime pagine di questo libro a mia figlia, che ora ha 16 anni. Mi disse che era la cosa migliore che avessi mai scritto e che avrei dovuto assolutamente completare il romanzo. Ho cominciato seriamente a scriverlo innanzitutto per il suo diletto. Ora, spero per il vostro.

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