Commento al libro: Switched

Wendy Everly sa di essere diversa dalle altre ragazze, ha scoperto di possedere un potere oscuro che le permette di influenzare le decisioni altrui, un potere segreto che non può rivelare a nessuno. La scuola della piccola cittadina di provincia in cui si è trasferita con la famiglia, le sta stretta, il rapporto con la madre è conflittuale, tutto sembra insopportabile finché una notte si presenta alla finestra della sua stanza il misterioso e affascinante Finn, da poco in città. L’arrivo di Finn sconvolge il mondo di Wendy. Questo strano ragazzo possiede la chiave de suo passato e le risposte sui suoi poteri e rappresenta la porta d’accesso a un luogo che Wendy non avrebbe mai immaginato potesse esistere.

Generalmente mi innamoro di tre libri su quattro che leggo. Beh, probabilmente questo era il quarto.

Certo, si tratta di un libro veloce, scorrevole e leggero… sì, ma fin troppo leggero!
La trama è povera e scontata. Per tutto il libro non succede nulla di ecclatante. Continuavo a leggere aspettando disperatamente qualcosa, qualsiasi cosa, purchè diversa e grintosa, ma invece nulla! Saltuariamente si accennava ad una qualche azione, ma… durava per così poche righe che quasi non me ne accorgevo.

Cosa ben peggiore, tuttavia, è l’esagerata banalità della trama.
Sfortunatamente per l’autrice ci sono già fin troppi libri del genere, talmente tanti che, durante la mia lettura, mi ritrovavo a chiedermi “ma sei sicura di non averlo già letto?!”Purtroppo ero sicura di averlo fatto!
C’è la ragazza che non si sente a suo agio nel mondo (aspettate… ma quale adolescente lo è?!), il tipo teoricamente figo che le rivela la verità (“Tu non sei umana!! Ma un troll!!”) e, ovviamente, le sue ragioni sono super convincenti:
1. è schizzinosa nel cibo
2. le scarpe non sono il suo forte
3. non sa socializzare
Ehm… devo commentare?

E poi ci sono due madri pazze e dei cattivoni (o perlomeno fanno finta di esserlo) che, per qualche motivo a tutti ignoto, vogliono la nostra potentissima protagonista (peccato che per tutto il tempo non combini assolutamente nulla!).
Insomma, si sa già che cosa accade ancora prima di leggere. Un libro composto solo da idee già viste, trite e ritrite, che manca totalmente di qualcosa di nuovo, di originale per cui ricordarlo.
E i personaggi non sono da meno e scivolano in una semplicità inaudita. Descitti in modo fugace e per nulla sviluppati, sia nell’aspetto fisico che in quello interiore vengono enormemente tralasciati. Le emozioni e i sentimenti che provano risultano appena accennati.

In conclusione, mi dispiace dirlo, ma mi sembra un libro scritto da una principiante; un po’ come quelli che ho iniziato a scrivere io e che poi, accorgendomi della mia totale mancanza di idee e stile, abbandonavo evitando accuratamente di farli leggere ad altri.
Anzi, ora che ci penso, non sembra una principiante, lo è! Ricordiamoci infatti che Switched è stato un manoscritto ampiamente rifiutato dagli editori, che ha trovato una ragione di vita in un’autopubblicazione dal prezzo molto basso e che tramite questo è giunto al successo.
La mia domanda, allora, è questa: ma se tutti l’hanno rifiutato, non è che per caso c’era un motivo valido? E se tutti l’hanno rifiutato prima, perché dopo questo successo (tra l’altro tutto da analizzare!) ora tutti lo vogliono pubblicare? La qualità è magicamente migliorata? A mio avviso, c’è molto su cui riflettere…

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