Commento al libro: Immortal

E’ una freddissima notte invernale nel pronto soccorso dell’ospedale di St Andrew, nel Maine. Luke, giovane medico di turno, si ritrova davanti una ragazza atterrita, giovanissima e dalla bellezza eterea. Si chiama Lanny e ha appena ucciso un uomo, abbandonandone il cadavere nel bosco.

Ma Lanny sostiene di averlo fatto su richiesta della vittima stessa e prega Luke di aiutarla a scappare. Quando Luke rifiuta, Lanny afferra un bisturi e si squarcia il petto nudo. Sotto lo sguardo atterrito di Luke, la ferita si rimargina da sé all’istante.

Lanny è immortale, ha più di duecento anni e una storia incredibile da raccontare.

È il racconto di un uomo ossessionato dalla bellezza e dal bisogno di possederla e di una donna travolta da un amore torbido, appassionato e mai ricambiato abbastanza.

Una storia che attraversa i secoli, un thriller storico di rara potenza.

Inizio subito dicendo che questo libro mi ha incantato.

Una trama ricca e misteriosa. Una lettura veloce, scorrevole e travolgente.
Ho amato ogni singolo istante di questo libro, dalla prima all’ultima pagina, nell’intreccio tra passato e presente le frasi scorrevano leggere incatenandomi alla lettura.

I personaggi sono fantastici. Le loro caratteristice sono chiare e sviluppate in modo semplicemente eccezionale. Da Lanore, a Jonathan, da Luke ad Adair, tutti vi stregeheranno, vi lasceranno senza fiato. Creature dal carattere forte e travolgente descritte nel dettaglio.

Grazie anche questo, e alla storia ben articolata, il romanzo affronta, in modo profondo, tematiche affascinanti, come in particolare l’immortalità e l’amore/possesso.
Tutti sognerebbero di essere immortali ma, come ci fa riflettere il libro, sarebbe davvero una benedizione? Si può chiamare dono, il vivere in eterno nella solitudione dovendo fuggire da un luogo all’altro, evitare i propri cari per assicurarsi che nessuno scopra il proprio segreto?
E per quanto riguarda l’amore… che cosa meravigliosa! Ma quando il desiderio supera l’amore rendendolo un’ossessione, quando il volere il proprio amato diventa talmente forte che il verbo amare si trasforma in possedere come può crescere un sano rapporto?

Infine non dimentichiamoci di Adair, il “cattivone” del libro che, personalmente, ho adorato dal primo istante. Per quante cose terribili possa aver compiuto, lo trovavo sempre e comunque il personaggio più affascinante, cosa che sottolinea come la scrittrice abbia saputo creare degli ottimi e reailistici protagonisti. Dopotutto, il male non è forse anche incredibilmente affascinante? Proprio in Adair, inoltre, viene marcato il senso di solitudine che si prova in una vita troppo lunga, tanto che il “giovanotto” si circonda di amici prigionieri incatenati a lui. Amici… si possono davvero definire tali? Ne dubito…

Vi lascio consigliandovi davvero di leggerlo, perché non ve ne pentirete!

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