Commento al libro: La macchina della morte

La macchina è stata inventata quasi per caso qualche anno fa. Con un semplice esame del sangue sa predire il modo in cui lasceremo questo mondo. Nessuna data. Nessun dettaglio. Solo un foglietto di carta con poche parole, insieme precise e insopportabilmente vaghe. Un oracolo infallibile, criptico e beffardo. Spaziando dall’umorismo alla fantascienza, dall’horror all’avventura, trentaquattro racconti di autori diversi immaginano mondi in cui il fatale responso della Macchina della Morte diviene il fondamento di una nuova gerarchia sociale o una semplice voce del curriculum, un mostro pervasivo contro cui lottare o una moda passeggera, il dato che può bruciare la carriera di un politico o il centro di nuovi giochi di società. Trentaquattro voci diverse per indagare come cambierebbero i rapporti umani e il lavoro, gli ospedali e le scuole, la giustizia e il crimine. Saremmo più liberi o vivremmo incatenati a quella sentenza ineluttabile, condizionati in ogni scelta da un destino che può materializzarsi in qualsiasi momento? Saremmo morbosamente attratti da ciò che ci ucciderà o cercheremmo di fingere con noi stessi di non sapere nulla? Sfideremmo la macchina cercando di smentire il suo verdetto o cambieremmo la nostra vita nel tentativo di allontanare il più possibile un finale già scritto? Un gioco, certo. Ma anche un modo per riflettere sulla nostra ossessione di voler sapere tutto, di svelare anche l’ultimo mistero, che ci porta soltanto a spingere un po’ più in là i confini dell’incertezza.

Cosa succederebbe se si potesse conoscere la causa della propria morte? ATTENZIONE! La causa, non il quando.
E’ quello che cerca di dirci questa magnifica raccolta nata dall’idea di alcuni blogger americani.

Il risultato è un’antologia di alto livello qualitativo, sia stilisticamente parlando che per le idee trattate.
Ogni racconto è un piccolo gioiello che può essere divertente, ironico, serio, iper-ragionato e via dicendo, e vengono abbracciati molti generi e scelti molti modi differenti di percorrere una strada partita dallo stesso punto.
Già, perché la morte ha questo strano effetto di scatenare in noi davvero una vasta gamma di emozioni e, di conseguenza, un’infinità di storie. Ciò che salta all’occhio è però che, sicuramente, la morte ci influenza in un modo talmente prepotente che non si riesce a vivere senza pensarla di continuo. E immersi in tutte queste storie, come mi era già successo con I Funeracconti di Benedetta Palmieri, ci si ritrova a pensare e a riflettere davvero su molte cose.

Voi vorreste sapere come morirete? E io?
La curiosità attanaglia tutti noi, è indubbio, e le continue scoperte scientifiche ci stanno portando sempre più verso l’onnipotenza e l’onniscienza, ma un’invenzione come questa sarebbe davvero utile? O scatenerebbe solo paure? Ci renderebbe la vita migliore o peggiore?
In somma, è davvero positivo il voler conoscere tutto?
Beh, a voi giudicarlo.
Di certo, oltre a tutto quello che potrete capire e scoprire leggendo questi succosi racconti, passerete davvero degli ottimi momenti.

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