Commento al libro: Mare di papaveri

È il 1838 quando la Ibis, una goletta inglese a due alberi, giunge alla foce del Gange, per dedicarsi a uno dei traffici più lucrosi dell’Impero britannico: il commercio di «delinquenti e stupefacenti», di «oppio e coolie». A bordo, vi è la ciurma più incredibile che sia dato incontrare nelle acque del Pacifico: un gruppo di lascari, i leggendari marinai che parlano un lingua tutta loro.
Nel suo avventuroso viaggio, la goletta trasporta un’umanità davvero straordinaria: il figlio di una schiava liberata del Maryland; un raja in rovina; una vedova che non esita a infrangere i sacri riti della tradizione hindu; un uomo che vuole erigere un tempio alla donna che ha amato.
Mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, tutti, sulla Ibis, equipaggio e passeggeri, cominciano a sentirsi «fratelli di navigazione», uniti da una comunanza che oltrepassa continenti, razze e generazioni.
Primo libro di una trilogia dedicata alla nascita dell’India moderna, Mare di papaveri rappresenta per l’India moderna quello che libri come Moby Dick hanno rappresentato per l’America: la simbolica narrazione dell’origine di una civiltà nuova sorta dall’incontro-scontro di mondi opposti.

Mare di papaveri è, prima di tutto, un progetto… a mio modo di vedere.
Sì, perché l’autore ha fatto abbondanti ricerche, non solo a livello storico, ma anche linguistico, per poter creare una storia che potesse essere la più realistica e veritiera possibile, una storia che, attraverso questa ricerca e i suoi personaggi, ha il compito di mostrarci un’immagine differente, probabilmente poco conosciuta, dell’India, ma specialmente di un periodo come quello della Guerra dell’Oppio, che ovviamente porterà a delle conseguenze storiche rilevanti per il paese.

Siamo negli anni quaranta del Diciannovesimo secolo e seguiamo i viaggi della Ibis, una goletta la cui ciurma è composta da un misto di marinai appartenenti alle razze più diverse. Alla ciurma si aggiungeranno poi i passeggeri e le loro storie andranno a comporre le svariate tessere del mosaico finale che è poi il romanzo. Un mosaico enorme, che ci mostra le varie sfaccettature di una società a noi molto lontana, nel tempo e nello spazio.
Impossibile non rimanere affascinati da questi personaggi e dai loro racconti.

Primo capitolo di un’ideale trilogia, Mare di papaveri è un romanzo appassionante e, in un certo senso, epico. Racconta molto e lo fa con una cura linguistica eccellente. E’ un romanzo d’avventura, corale, ma anche storico. E’ un romanzo ottimo, ben progettato e ben eseguito.
E’ un romanzo che sicuramente merita la lettura.

Editore: Beat Edizioni
Pagine: 544
Prezzo: 9,00 €

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