Speciale Lavinia: Lavinia!

Eccoci giunti al secondo appuntamento di questo speciale dedicato a Lavinia, romanzo di Ursula K. Le Guin in uscita il 28 ottobre per la Cavallo di Ferro.

Il coraggio di una donna che scelse il suo destino.
Un omaggio all’epica delle nostre radici .

In omaggio all’Eneide di Virgilio, Ursula K. Le Guin dà voce a un perso­naggio silenzioso e minore del poema: la principessa Lavinia, moglie italica dell’eroe troiano Enea. Ed è proprio attraverso il racconto della giovane, stavolta protagonista e artefice del suo destino, che ripercorriamo gli ultimi libri dell’opera virgiliana, guardandoli da un diverso punto di vista.
Lungo un filo tutto nuovo che congiunge fra loro i pochi cenni a Lavinia nell’Eneide, l’autrice narra l’infanzia e l’adolescenza di questa ragazza nell’idillico mondo pre-romano, il tur­bamento di fronte alla scelta dei pretendenti alla sua mano, l’arrivo del va­loroso straniero secondo quanto an­nunciato da un oracolo, e poi la guerra.
Prorompendo dagli stretti confini che le ha imposto Virgilio, la principessa Lavinia del Lazio si muterà a sua volta in un’eroina, nell’emblema di una forza che non è solo violenza e armi, e si farà delicata portavoce del diritto all’autodeterminazione. Con questo romanzo, considerato dalla critica il coronamento della sua lunga carriera letteraria, Ursula K. Le Guin si conferma attenta indagatrice dei rapporti sociali e superba maestra nella creazione di affascinanti scenari.

Editore: Cavallo di Ferro
Pagine: 320
Prezzo: 16,00 €
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011

Ma… chi era Lavinia? Quanti di voi conoscono questa figura mitica?
Ebbene, ho cercato di raggruppare per voi qualche informazione storico-mitologica per aiutarci a inquadrare al meglio il tutto.

Lavinia era una leggendaria principessa italica del 1100 A.C. circa, figlia di re Latino, re eponimo dei Latini, un antico popolo dell’Italia centrale, e della regina Amata.
Secondo la tradizione epica latina, Lavinia fu la sposa di Enea, al quale diede un figlio, Silvio, capostipite dei re latini, una serie di leggendari re del Lazio e di Alba Longa che, nella mitologia romana, collegano Enea alla fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo.

Tra le fotni più autorevoli che ci forniscono informazioni sulla figura di Lavinia ci sono la Ab Urbe Condita, opera storica di Tito Livio, e naturalmente l’Eneide, il poema epico di Virgilio.
Quest’ultima opera è quella che ci interessa in particolare, poiché è da qui che la Le Guin ha preso spunto per la sua opera. Nell’Eneide Lavinia compare, pur avendo tanta parte come causa involontaria nel susseguirsi degli eventi, solo marginalmente e solo nei libri VI, VII, XI e XII.
Il mito di questa principessa latina è narrato anche da Marco Porcio Catone, detto il Censore, nelle Origines, e da Dionigi d’Alicarnasso.

Il mito narra che inizialmente Lavinia era stata promessa in sposa a Turno, re dei Rutuli.
Però, dopo lo sbarco di Enea nel Lazio, fuggito da Troia in fiamme col padre Anchise e il figlio Ascanio detto anche Iulo, Lavinia fu data in sposa al capo troiano per suggellare una nuova alleanza. Re Latino, dunque, con l’arrivo di Enea ruppe i patti fatti in precedenza col re dei Rutuli, e sembra che dietro questa vicenda ci sia stato anche un lato mistico. E’ stato infatti dopo che il dio Fauno gli aveva profetizzato che l’unione di Lavinia con uno straniero avrebbe generato una stirpe eroica e gloriosa, che Latino decise di agire come poi fece.

Come scrive anche Livio, la rottura della promessa coniugale fece scoppiare il conflitto fra i nuovi alleati Troiani-Latini e i Rutuli.
La guerra si concluse con la disfatta di Turno e la vittoria degli avversari, i quali però persero in battaglia re Latino.
In seguito, Turno, alleatosi con gli Etruschi di Mesenzio, re di Caere, scese di nuovo in guerra contro i Latini, i quali vinsero ancora una volta i nemici.
Sempre secondo Livio, dopo questa guerra venne stabilito per la prima volta che il confine fra i territori latini e quelli ceretani sarebbe stato segnato dal fiume Albula, antico nome del Tevere.

Secondo Virgilio, invece, Latino fu costretto dai suoi sudditi a schierarsi con Turno contro Enea dopo l’uccisione di un suo cortigiano, il giovane e grintoso Almone, ma non intervenne mai personalmente nei combattimenti.

Enea e Lavinia raccolsero in un unico popolo i superstiti, e fondarono una nuova città, che Enea chiamò Lavinium, in onore della sua sposa, che però non coincide con l’attuale Lavinio, ma si trova invece presso la foce del fosso di Pratica di Mare a Torvaianica.

Dopo la morte di Enea, Lavinia continuò a regnare su Lavinium e sui Latini, almeno fino a quando non sorsero dei contrasti col figliastro Ascanio, momento in cui si rifugiò prima in un bosco, poi in casa del pastore Tirro, dove diede alla luce Silvio, capostipite dei re di Roma.
Qualche tempo dopo, Ascanio, malvisto dal popolo per il suo atteggiamento ostile nei confronti della matrigna, si riconciliò con Lavinia cedendole la città di Lavinium e fondò per sé una nuova città, sui Colli Albani, che fu chiamata Alba Longa. Silvio, figlio di Enea e Lavinia, succedette al fratellastro Ascanio come re di Alba Longa.

Da Iulo, figlio di Enea e Creusa, invece, la tradizione romana fa discendere la gens Iulia, che portava il cognomen “Caesar”, alla quale apparteneva Gaio Giulio Cesare la cui rilevanza tutti noi conosciamo.
La ricerca storica moderna sembra riconoscere un qualche fondamento a questa discendenza. Numerosi storici, sostengono, sulla base di studi linguistici, che la gens Iulia sia effettivamente originaria del sito di Alba Longa. I suoi nobili esponenti, da sempre annoverati fra i patrizi, si sarebbero insediati a Roma in periodo monarchico, secondo un’usanza seguita da altre famose gentes patrizie.

Bene! Per oggi è tutto. Io vi aspetto domani per conoscere meglio Ursula K. Le Guin, e vi ricordo che ieri è iniziato il GIVEAWAY del romanzo; se volete tentare di vincerne una copia, andate e commentate!

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