Chi ha voglia di giocare con me?

Terzo appuntamento di un’iniziativa nata dalla ‘contorta’ mente dello spiritello Chagall e proseguita poi con ostinata convinzione dalla magica Deb, addestratrice di gatti incantati e creatura dalle mille personalità.
In che cosa consiste questa iniziativa? Molto semplice: nella scrittura a più mani di una fiaba. Chagall ha dato il via, Deb ha scritto un secondo pezzo e io… beh, io ho tentato di scrivere un continuo.
Ma la storia non è ancora finita! Eh, no! Tocca ora a un nuovo prescelto mettere alla prova le sue capacità fiabesche. Come fare? Seguite le regole!


1) Per non far torti a nessuno, si aggiudica il seguito chi per primo lascerà un commento di seguito al post, chiaramente con l’esplicito intento di voler proseguire. Potete sbizzarrirvi con la fantasia, e tutti possono partecipare, purché ci sia un certo nesso logico con quanto è già scritto e con la struttura tipica di una fiaba.

2) Si riporta nel proprio sito o blog le parti già scritte senza modificarle e lasciando per ciascuna il nome del rispettivo autore (magari con link incluso, fa sempre piacere). Di seguito a quelle, largo spazio al vostro pezzo (per buona misura, non superate una pagina word, o diventa un romanzo!). Ricordate, avete una settimana di tempo, non di più!

3) Se un autore lo desidera, può aggiungere un’altra regola inerente indicazioni precise sul proseguimento della fiaba. Esempio: “Ci devono essere almeno tre prove per la figura dell’eroe”. Oppure: “l’oggetto magico che aiuterà la principessa o l’eroe sarà in realtà un animale domestico parlante. O un portacipria di broccato…” ecc.

4) Si va avanti finché la fiaba non ha termine.

Ma ora via con la fiaba!!!

La principessa e la sarta

C’era una volta una principessa molto bella e vanitosa. La fanciulla passava le giornate a rimirarsi nello specchio, cambiarsi d’abito e pettinarsi i capelli in mille modi differenti.
Un giorno il re preoccupato per quella figlia già grande e ancora così frivola le disse: «È giunto il tempo per voi di maritarvi. Il mese prossimo organizzerò tre grandi feste da ballo a cui inviterò tutti i principi dei regni confinanti. Tra loro sceglierete il vostro sposo».
«Acconsento ad una condizione», rispose la principessa sciocca. «Convocherete la sarta più brava del regno perché mi confezioni per ogni ricevimento gli abiti più sontuosi che siano mai esistiti».
[Chagall]
Il re sbiancò all’istante. C’era solo una sarta, in tutto il regno, in grado di confezionare gli abiti più stupefacenti che occhio umano avesse mai ammirato. Ed era una strega.
Povero me, come farò? pensò il re, mordicchiandosi il labbro in modo assai poco regale. Eppure era la sarta migliore. Le sue stoffe erano così pregiate, leggere e splendenti, che si diceva fossero fatte di sottili fili di ragno, oro di ali di farfalla, profumo di gigli e fusa di gatto.
«Mia cara» tentò il re, «avete già molti abiti, di sicuro troverete il più adatto.»
La principessa pestò forte un piede a terra, allargando la boccuccia a dismisura per enfatizzare tutto il suo sdegno. «Padre! Come potete pensare che indosserò uno dei miei vecchi abiti proprio davanti ai miei pretendenti? Non vorrete che nel regno si dica: “il re non ha denaro per maritare la sua unica figliola”!»
Il re arricciò le labbra, indeciso se dar credito a una simile accusa. Alla fine acconsentì alla richiesta della figlia: se quella era l’unica condizione a cui avrebbe dovuto sottostare, l’avrebbe fatto per il bene del regno e della corona.
Pochi minuti più tardi, un messo reale galoppava a perdifiato fuori dal castello, diretto alla Palude del Mairitorno, dove abitava la strega Robinia, signora delle Terre Fetide e migliore sarta di tutto il regno.
[Deb]
Il viaggio non fu particolarmente faticoso (non per il messo, perlomeno). Se si esclude l’incontro col Mostro di Fango, risoltosi con qualche macchia di troppo, tutto andò fin troppo bene e, ben presto, il messaggero si ritrovò alle porte del maniero dove la famosa Robinia abitava. Si trattava di una costruzione grossa e bassa, dai muri spessi ma indubbiamente antichi, e si distingueva dalla vegetazione paludosa grazie al rosso con cui tutte le pareti erano dipinte.
L’omino, un ragazzetto biondo e scarno di nome Bub, scese da cavallo e si avvicinò titubante al portone marcio che, si presumeva, fosse l’entrata principale. Bussò tutto spaventato e, quando la porta si aprì da sola, fece un balzo che lo sollevò da terra di almeno un metro.
Bub avanzò e aspettò che la vista si abituasse all’oscurità del posto, poi notò che, da una fessura in basso, sulla destra, scaturiva della luce. Si avvicinò lentamente e scoprì un nuovo passaggio incantato che si aprì di colpo, lascinandolo interdetto dinanzi ad una vecchietta terribilmente vecchia. Aveva il viso coperto di rughe, il collo coperto di rughe e le mani coperte di rughe. Tutto quello che non era coperto di rughe era coperto da una lana così datata che delle falene ci volavano in mezzo.
La donna stava guardando fisso davanti a sé, fumando quello che sembrava un lombrico rinsecchito, ma che probabilmente era qualcosa di peggio.
“Signora… io sto… io sto…”
“Pfu!” sbuffò la vecchia.
“La strega Rubinia… io…”
“Io sono la strega!”
“Siete voi?”
“Sì!”
“Ecco… mi manda… mi manda…”
“Vi manda il re.”
“Esatto! E vuole… lui chiede…”
“La risposta è no.”
Il messo rimase interdetto.
“Come no?”
“No!” E sbuffò un fumo denso e rosso.
“E perché mai?”
“Non mi piace la principessa!”
“Ehm..”
“Potrei accettare la richiesta del re solo se…”
“Solo se?” chiese speranzoso il ragazzetto.
[Vocedelsilenzio]

E ora a voi la palla! Oops… la penna! 😉

Io ringrazio tantissimo Chagall per la bella idea e Deb per la bella continuazione. E’ stato un piacere!!!

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7 pensieri su “Chi ha voglia di giocare con me?

  1. Voce: Mi piace moltissimo! E sono arci curioso di sapere qual è la condizione. Nessuno poi ha ancora usufruito della possibilità di dettare una regola per i futuri scrittori 😉 vedremo cosa farà Lerico.

    Giulie: Ma la fine la vedo ancora distante! Tieni d'occhio il blog di Lerigo, e affrettati a commentare quando pubblicherà il suo apporto!

    Un saluto a tutti 🙂

  2. Bedderrimissima la tua continuazione, Voce!!!!! (Che, ti stai allenando per i parti trigemini di cui si s-parlava allegramente dall'Azzolini? Muhahaha…).
    Scherzi a parte, adoro la tua descrizione della strega e il dialogo tra lei e il povero messo reale! *__* Lo sapevo che avresti creato qualcosa di bello e divertente.
    Ora hai lasciato un grattacapo mica da ridere al nostro menestrello, vedremo cosa si inventa. 😉
    Un abbraccio,
    a presto!

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