Metro Universe

Come si vive in un mondo senza possibilitá di comunicare ad esempio, dove non v’é fiducia per il domani, dove non vi sono piú certezze per il futuro e le giovani generazioni hanno perso ogni memoria?
A queste domande ha tentato di dare risposta Glukhovsky, lo scrittore russo dietro a Metro 2033 e Metro 2034, due romanzi che fanno parte del Metro Universe, un progetto che va ben oltre una serie di romanzi e che mi ha subito entusiasmato non appena ne ho sentito parlare.
Ma facciamo un passo alla volta. Partiamo da Metro 2033, da dove tutto nasce.

Metro 2033
di Glukhovsky

Nell’anno 2033, il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L’umanità è vicina all’estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni dovute agli attacchi nucleari. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate.

I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell’umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. Un’intera generazione vive o meglio sopravvive nelle profondità della metropolitana di Mosca, la più grande del mondo.

La struttura sociale si è ricostituita attorno alle fermate della Metro di Mosca, cercando di creare una quotidianità deformata, senza luce né cielo. Artyom è il giovane protagonista, poco più che ventenne, venuto al mondo quando ancora si viveva in superficie.

A lui verrà affidato il compito di addentrarsi nel cuore della Metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare le centinaia di persone che ancora vi abitano, di un imminente pericolo e ottenere aiuto. E’ lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell’intera Metro e probabilmente dell’intera umanità. Formalmente Metro 2033 è un romanzo fantascientifico; di fatto è difficile classificarlo con un’unica definizione letteraria. Descrive una distorsione in negativo di tutti i canoni sociali tradizionali, una comunità intera che si adatta a vivere/sopravvivere sfidando le leggi più elementari della natura e raggiungendo il peggior benessere auspicabile per la comunità stessa. Una distopia che parte dall’analisi della vita quotidiana dei moscoviti dei nostri giorni, osservata meticolosamente nei più piccoli particolari.

Ma dopo la pubblicazione e il successo (in Russia ha venduto più di un milione di copie) cos’è successo? Beh, molto semplice, è nato un vero e proprio progetto multimediale.
In poche parole, Glukhovsky ha convinto il performer russo Dolphin a scrivere una colonna sonora ispirata al libro e, non volendosi fermare qui, ha commissionato all’artista Anton Gretchko una serie di dipinti che rispondessero alle ambientazioni del suo libo.

Da qui parte l’idea di rendere l’universo di Metro un qualcosa di ben più ampio e questo mondo viene ‘regalato’ a tutti gli scrittori che vogliono cimentarsi nella prova, meglio se provenienti da differenti realtà e paesi.

Da questo momento in poi, Metro 2033 non si ferma un attimo.
Nel marzo 2010 esce per THQ un videogioco ispirato al romanzo. Esce poi Metro 2034, nuovo lavoro dello stesso Glikhovsky, e alcuni spin-off di scrittori russi e ucraini, senza contare poi il fatto che diversi studi cinematografici, ad Hollywood, sono in trattativa per una trasposizione cinematografica dell’opera.

Metro 2034

Un anno dopo la conclusione dei fatti raccontati in Metro 2033, la narrazione riprende dalla stazione “Sevastopolskaya” della Metropolitana di Mosca. Dopo vent’anni dall’inizio della guerra, il mondo in superficie resta completamente ostile all’homo sapiens. I cittadini della “Sevastopolskaya” hanno trasformato la stazione in una piccola fortezza per sopravvivere alle infinite ondate di mostri provenienti dalla vicina stazione “Chertanovskaya”. Considerano la loro casa come una specie di “Sparta”, addestrando i loro guerrieri così bene da essere temuti dal resto della metropolitana. In più, gli ingegneri della “Sevastopolskaya” sono riusciti a costruire numerose stazioni idroelettriche in grado di utilizzare le correnti sotterranee, rendendole un’inestimabile scorta di elettricità per “Ganza” e il resto della metropolitana moscovita. Tutto sembra procedere per il verso giusto, ma c’è un problema fatale che neanche i coraggiosi abitanti di “Sevastopolskaya” possono risolvere: la distanza dal centro. La stazione è situata nella remota periferia della metropolitana di Mosca e le zone settentrionali sono disabitate. E ovviamente per un buon motivo. Infatti, “Tulskaya” è l’unica stazione settentrionale affidabile prima di “Ganza” e, se qualcosa dovesse accaderle, “Sevastopolskaya” perderebbe le munizioni e le provviste necessarie a respingere le orribili creature.

In somma, un vero e proprio universo ‘artistico’ per unire scrittori e non di diverse nazioni. E per una volta l’Italia è tra i primi ad aderire al progetto, grazie al grande interesse di Tullio Avoledo, apprezzatissimo autore nostrano, che a novembre arriverà in libreria con la sua personale avventura legata a Metro, il cui titolo dovrebbe essere Le radici del cielo, e della quale vi riporto la sinossi:

“Le Radici del Cielo” ha inizio a Roma nel 2033, una città ormai morta fatta solo di rovine. I suoi abitanti non sembrano ormai avere più niente di umano.

Alla periferia di Roma vivono i resti della Chiesa cattolica. Nelle catacombe di San Callisto vivono un centinaio di persone dello Stato Vaticano in una situazione di confusione e perdizione. Il Papa è infatti morto e il potere sembra ormai prendere quasi del tutto verso la parte laica di questa comunità. La famiglia Morii sembra infatti essere vicina alla piena detenzione del potere, una famiglia spietata e senza scrupoli.

Il cardinale Ferdinando Albani è riuscito ad ottenere da questa famiglia il permesso di effettuare una spedizione a Venezia. All’interno della basilica di San Marco sarebbe infatti disponibile un tesoro di inestimabile valore che il cardinale vorrebbe portare a Roma. In realtà però il cardinale Ferdinando Albani ha tutt’altro in mente. Sembra infatti che a Venezia viva il patriarca della città. Riuscire a portare il patriarca a Roma significherebbe poter di nuovo convocare un concilio per eleggere un nuovo Papa e fare in modo che il potere non vada nelle mani delle persone sbagliate.

Per riuscire in questa impresa il cardinale convoca John Daniels, un sacerdote americano che si trovava proprio a Roma il giorno della distruzione dell’intera città. John Daniels decide di seguire il cardinale in questa segreta missione.

Che dire? Io sono affascinato da tutto questo e non vedo l’ora di tuffarmi completamente nell’universo di Metro.
E voi? Vi ho almeno in parte incuriosito? Se sì, vi invito a visitare il sito della casa editrice MultiPlayer.it e il sito italiano dedicato proprio alla serie.
QUI, inoltre, potete trovare un’intervista fatta ad Avoledo da Alessandra Casella di Booksweb.tv e riguardante proprio questo progetto. Davvero da non perdere!

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3 pensieri su “Metro Universe

  1. Camilla P. ha detto:

    Mi piacciono le iniziative che diventano progetti condivisi – lo scambio di idee crea sempre qualche cosa di particolare! 😀
    Grazie per la segnalazione, non conoscevo questo progetto!

  2. Iri ha detto:

    Per affascinarmi mi hai affascinato XD ma dei libri a 19 euro senza sconto di amazon non ci stanno più purtroppo.
    Ma del primo romanzo, visto che è leggibile online gratuitametne, non c'è la versione kindle?
    Salutoni

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