Commento al libro: Nel paese delle donne


A Faguas, un paese immaginario del Centro America, si consumano giochi di potere e corruzioni politiche, rocamboleschi abusi e fantasiose depravazioni. E allora, quando proprio non se ne può più di tutti questi eccessi, dopo aver smascherato un noto magistrato che si è fatto montare in salotto una costosissima cella frigorifera per metterci un pinguino importato di contrabbando e organizzarci delle orge con gli amici politici, la giornalista super sexy Viviana Sansón e le sue tre amiche del Club del Libro fondano il partito femminista della Sinistra Erotica, che stravince le elezioni e ribalta la vita, la società e l’economia del paese. Grazie all’aiuto del vulcano Mitre, le cui esalazioni durante l€ultima eruzione hanno ridotto gli uomini senza testosterone, il nuovo governo può varare il suo programma: gli uomini a casa e le donne al lavoro! Ma ecco che a pochi mesi dalla sua nomina, durante un comizio, la quarantenne e seducente presidentessa Viviana Sansón è vittima di un attentato. Mentre il capo di stato giace in coma in un letto d’ospedale con una pallottola conficcata nel cranio, sarà il neoministro della Difesa, Rebeca los Ríos, a occuparsi di risolvere il caso e di sedare le sommosse degli uomini, che scendono in strada a manifestare per riconquistare il loro potere nel paese delle donne. Chi si cela dietro l’attentato della presidentessa? Sarà Dionisio, l’autista dei ricchi, che la mattina vede la Vergine piangere nel suo lavandino perché le femministe stanno violando le consolidate leggi patriarcali? O si tratta di un complotto più grande e ancora tutto da svelare?
La mia quasi-consorte, che l’ha letto giusto prima di me, mi ha detto che questo libro dovrebbe essere fatto leggere nelle scuole; io non posso che essere d’accordo.

Siamo di fronte a un libro che è indubbiamente una buona prova di narrazione, con la sua bella idea di partenza, al limite tra il fantastico e l’utopistico, con la sua ottima costruzione dei personaggi, con la sua intelligenza e la sua ironia… ma siamo soprattutto di fronte a un testo il cui scopo è chiaramente quello di far riflettere. E vi assicuro che si riflette parecchio.

Due sono i temi principali, a parer mio: le donne e la gestione del paese, due cose che nel romanzo avanzano di pari passo, in simbiosi, sfruttando le capacità delle prime per migliorare la seconda.

Ho particolarmente apprezzato l’inventiva dell’autrice che ha deciso di valorizzare l’immagine della donna, e le sue capacità politiche, proprio giocando con gli stereotipi e le propensioni femminili. Ecco dunque che il Partito della Sinistra Erotica pubblicizza la sua candidatura sui detersivi scrivendo: “Chi può ripulire il paese meglio di noi?” Oppure ecco che sono le donne quelle che accudiranno il paese e lo coccoleranno. Quindi, attraverso quello che potrebbe essere un pamphlet sul Buon Governo, l’autrice cerca di riabilitare la figura della donna, mettendo le doti femminili sotto una nuova luce.

In aggiunta a ciò, vanno segnalate tutte le idee economiche, sociali, giudiziarie, governative che nel libro vengono esposte. Certo, potrebbero sembrare giocose… ma lo sono davvero? Potrebbero sembrare ironiche e utopiche, ma lo sono davvero? Io penso che uno dei pregi di questo romanzo sia quello di mostrare quanto poco si sia ‘sperimentato’ nella gestione di un paese; quanto poco e quanto male.

Non parliamo poi di alcuni momenti davvero forti e toccanti, come la storia della ragazza venduta dallo zio, che si ritrova a dover far ‘divertire’ dei politici… estremamente reale ed estremamente straziante, forse proprio perché ci tocca anche da vicino.

Per tutto questo, quindi, concordo con la mia futura moglie: questo libro andrebbe fatto leggere a scuola, specialmente ai maschietti che, vivendo in una società fortemente calata in dinamiche maschiliste, potrebbero davvero trovare spunti interessanti per ribaltare, almeno un poco, la loro visione del mondo.

In somma, Nel paese delle donne è un romanzo ben scritto, ironico, ma anche terribilmente forte, terribilmente vero e da leggere. Credo sia una di quelle letture che possono lasciare molto al lettore, molto più di quello che si crede.

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