Commento al libro: Ogni giorno, ogni ora e intervista all’autrice

Makarska, piccola cittadina di mare in Croazia, primi anni sessanta. Luka, cinque anni, vede arrivare la nuova compagna di scuola. I capelli neri, lunghi e ondulati. Uno zaino a strisce rosse e blu. Il sorriso aperto. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso. Intanto Dora varca fiduciosa la soglia della classe e si guarda attorno. Un bimbo grande se ne sta in piedi accanto allo scaffale dei libri e la osserva. È il suo principe, ne è sicura.
Da quel momento, e per i successivi quattro anni, Dora e Luka diventano inseparabili. Non esistono altri bambini, amici, passatempi. Solo una distesa infinita di giorni trascorsi insieme sugli scogli a osservare le nuvole, parlare e sognare. Finché, un settembre, la famiglia di Dora si trasferisce in Francia e l’idillio si spezza. Luka l’aspetta per ore sul loro scoglio, disperato. Ha solo nove anni, ma gli sembra che la sua vita sia già finita. Per fortuna, il destino regala ai due ragazzi un’altra chance: sedici anni dopo, si incontrano inaspettatamente a Parigi. Nulla è cambiato tra loro, e l’amore ora diventa adulto, carnale, assoluto. Eppure qualcosa spinge Luka a tornare a casa. I ruoli si invertono, ma la sofferenza è la stessa, perché, una volta lì, lui non si fa più sentire, sparisce. Dora non ha il suo numero, vive mesi d’inferno. L’unica soluzione è seguirlo a Makarska, dove tutto ha avuto inizio. La fiamma si riaccende ancora una volta, ma intanto, in quei mesi di distacco, è successo qualcosa…

Questo libro è un piccolo gioiello.
L’idea di partenza, di questi due bambini che si amano e non vorrebbero lasciarsi più mi aveva conquistato fin da subito, grazie ai toni fiabeschi, ma poi, leggendo il libro, ci si accorge che questo romanzo offre molto di più.
La trama è piuttosto semplice: Luka e Dora sono due bambini quando si incontrano per la prima volta e si innamorano di un amore dolcissimo. Poi però si devono separare, si incontreranno ancora più in là negli anni, si separano di nuovo, ecc. Ma questa storia è però supportata da alcune cose che rendono il libro davvero una perla luminosa.
La prima è sicuramente la scrittura, una scrittura fatta di frasi brevi, veloci, ripetizioni… una scrittura che mi ha davvero colpito e che cattura molto il lettore, costituendo un ottimo veicolo per le emozioni. Emozioni… una delle parole chiave di questo testo. Il romanzo è davvero intriso di una forte emotività e a ogni pagina ci si ritrova immersi in forti sentimenti, che magari si evolvono con la crescita dei protagonisti, ma che rimangono sempre molto intensi.
E poi ci sono le cose comuni, quei piccoli gesti o quei piccoli pensieri che uno dei protagonisti fa e che come una madeleine proustiana riporta in vita ricordi propri del lettore, trascinandolo così dentro le pagine di questa storia.
In somma, per me Ogni giorno, ogni ora è un romanzo difficile da descrivere perché molto ‘emotivo’… e proprio per questo motivo è un romanzo che va letto.
Il segreto del libro è il come, e non il cosa viene trattato. Ed è un ‘come’ molto riuscito.
Natasa Dragnic ha saputo scrivere in maniera impeccabile una storia che può toccare il cuole di tutti.

E ora, dopo questo mio commento personale al romanzo, ho il piacere di avere Natasa Dragnic ospite del blog. Io la ringrazio tantissimo per la sua grande disponibilità e per l’incredibile gentilezza dimostrata.

Partiamo con un classico per conoscerci, chi è Natasa Dragnic?
E’ una ragazzina di 6 anni che sta di fronte allo specchio nel piccolo bagno dell’appartamento dei suoi genitori, facendo le facce e immaginando il mondo ai suoi piedi. Dopo 40 anni di bel sonno lei si sveglia per scoprire che i suoi sogni si sono realizzati.

Com’è nato il libro?
Qualche anno fa ho scritto un racconto su due persone che si incontrano di nuovo in un hotel dopo molto, molti anni di separazione. E allora ho incominciato a pensare al “perché”: come può succedere? Quale può essere la ragione per cui due persone che si amano non riescono a stare insieme? Questa cosa mi ha occupata molto. Volevo capire. Quindi ho iniziato dal principio. Ed ecco che avete la storia di Dora e Luka.

Scrivere di amore è sempre difficile, perché è molto facile cadere nel banale. Questo non è il suo caso quindi… qual è il modo migliore per parlare d’amore, nella letteratura?
Non lo so. Non ho una formula magica. Forse il trucco è non parlarne ma mostrarlo a far sentire al lettore di essere una parte della cosa. Vorrei che il mio lettore fosse uno dei personaggi, un co-creatore. E poi c’è sempre una questione di stile e linguaggio. Ecco cosa fa la differenza tra la letteratura e il banale. Voglio sorprendere. Voglio che il lettore si fermi nel bel mezzo della frase o del paragrafo o della pagina e dica: “Hey, cos’è questo?!!” Voglio che lui ‘co-pensi’ e sia molto attivo. Non è il cosa… è il come!

Secondo lei, come mai le storie d’amore non ci stancano mai?
Perché questo è il desiredio e il bisogno umano più antico e genuino. Un bambino appena nato non può sopravvivere senza amore. Alcune persone muoiono se private dell’amore. L’amore è più grande della vita stessa perché può durare più a lungo. L’amore è al principio di ogni cosa.

Come sono nati i suoi personaggi? E come si sono evoluti durante la scrittura? Sono per caso ispirati a qualcuno che conosce?
Dora e Luka sono nati come adulti. E siccome non potevo credere a cos’avevano fatto delle loro vite, li ho fatti ritornre bambini. Ho dovuto iniziare dal principio per poter capire. Quindi mi hanno guidata nella loro storia, prendendo in prestito pezzi di me o di altre eprsone che conosco o che non conosco. E voilà: “Ogni giorno, ogni ora”!

Io e i miei lettori siamo sempre curiosi di scoprire nuovi libri. Puo dirci quali sono alcuni dei suoi libri preferiti?
Questo è sempre difficile, per me, perché leggo molto e ci sono sia classici che contemporanei. Classici: adoro dotojewski, Thomas Mann, Jane Austin, Hemingway… E poi ci sono i “nuovi” autori come Nicole Krauss, Milena Agus, Irving, Anna Gavalda, Safran Foer, Paul Auster, Rainer Merkel, Amos Oz… ce ne sono così tanti! E ultimo, ma non per importanza: crime story, mi piace leggere una buona (divertente) crime story!!

Hai già qualche progetto di scrittura per il futuro?
Sì, ce l’ho. Ho iniziato un nuovo progetto del quale non posso parlare, ancora, ma quello che posso dirti è che per la amggior parte si svolgerà in Italia… 😉

Un grande grazie a Natasa Dragnic per la disponibilità e per le belle risposte.
Grazie mille per aver amato il mio romanzo e per l’interesse nei confronti miei e del mio lavoro.

Tra l’altro ne approfitto per segnalarvi che l’autrice è attualmente in Italia con un tour di presentazioni. Se siete interessati a conoscerla, basta che controlliate sul SITO ITALIANO DEL LIBRO per scoprire quando sarà dalle vostre parti.

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