Anteprima: Malapunta

Oggi vi segnalo un romanzo che uscirà a luglio per i tipi della Edizioni XII e per il quale provo grande curiosità.
Sarà la copertina fenomenale, sarà la trama “accalappia Vocedelsilenzio”, sarà che la casa editrice ha, prima di annunciare l’uscita del libro, pubblicato sul sito una serie di post-indizi, come bricioline sul sentiero… ma io non vedo l’ora di leggerlo.

Sto parlando di:
Malapunta
di Morgan Perdinka

Malapunta è una piccola isola deserta tra l’arcipelago toscano e la Corsica. Qui sbarca Nico Marcalli, ricco quarantenne ossessionato dal rimorso per la morte della giovane moglie in un incidente d’auto, per farsi dimenticare e morire lentamente devastato dall’alcol e dai suoi fantasmi, nella villa a strapiombo sul mare costruita dall’enigmatico Lord Taylor nel XIX secolo.
Ma su Malapunta, Marcalli comincia a fare strani sogni. Sogni che non gli appartengono.
Il gruppo di survivalist dei redivivi sta mettendo a punto insieme al professor Carlos Aztarain un esperimento legato a Malapunta e alle tecnologie della mente, dai risvolti imprevedibili. Per lo scienziato, forse sarà il modo di comprendere perché la risonanza di Schumann – il “battito cardiaco” del pianeta – sta crescendo.
Cosa lega l’infelice Nico Marcalli alle sconvolgenti catastrofi naturali che stanno mietendo vittime in tutto il mondo? Chi altri vive, oltre a lui, sull’isola? Perché a Bucarest un giovane assassino chiamato l’orco delle fogne conosce alla perfezione l’isola e i suoi misteri?

Un romanzo che contamina il thriller e il noir, il gotico e la fantascienza, ambientato nel realismo in pieno sole di un’isola gemella di Montecristo e nel delirio onirico degli incubi condivisi, dove un antico passato fatto di druidi misteriosi e sterminatori romani si confronta e si confonde con un drammatico presente in cui è già iniziato il conto alla rovescia verso il Punto Zero, forse l’ultimo giorno del pianeta.

Sono in troppi a conoscerne il nome. Pochi ad averla di vista. Parecchi non sono tornati.

L’AUTORE:
Morgan Perdinka è nato nel 1950 a Roccagrimalda (Alessandria) ed è morto suicida a Milano il 10 dicembre del 2007. Ha iniziato a pubblicare romanzi e racconti alla fine degli anni Ottanta. Dalla metà del decennio successivo i suoi lavori hanno incontrato un successo di pubblico e di critica sempre crescente.
La sua narrativa weird è un personalissimo mix di horror autoctono legato alle paure del territorio, di thriller-noir basato sulla rilettura o interpretazione di reali casi di cronaca nera, di suggestioni derivanti da moderne scoperte scientifiche e innovazioni tecnologiche, e di temi archetipici di stampo lovecraftiano. Numerosi eventi e altrettanti “segni” preludenti alla fine dei tempi, registratisi dopo la sua morte, ammantano la sua opera di una sinistra aura profetica.
Questo l’elenco completo dei libri scritti da Perdinka, dal quale si omettino i molti racconti pubblicati in diverse raccolte in Italia e all’estero:
La Schiena del Drago, 1987; La furia del buio, 1992; Il grande fango, 1994; Mezzanotte, 1997; La maledizione del Palo Mayombe, 1999; Blue Siren, 2000; L’Onda, 2002; Malapunta, 2003; Le Madri dell’Oscurità, 2004; Croatoan, 2006
Si continua a parlare con insistenza di un romanzo inedito, custodito dalla sua agente Cassandra Marsalis, che s’intitolerebbe Miss Continental.
La sua vita, la sua opera e la sua morte misteriosa sono raccontati nel romanzo L’estate di Montebuio (Gargoyle, 2009), di Danilo Arona.

QUI il comunicato ufficiale dell’editore.

EDITORE: Edizioni XII
USCITA: Luglio 2011
PAGINE: 330
PREZZO: 17,00 €

Voi cosa ne pensate? Io lo voglio assolutamente!

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7 pensieri su “Anteprima: Malapunta

  1. Iri ha detto:

    …e scriveranno “Quì giace iri, stroncato dai salassi finanziari causati dalle segnalazioni di Vocedelsilenzio, che lui ignorava completametne.”
    Francesca: Serei curioso di avere un tuo parere. Io trovo le copertine di edizioni XII fantastiche, ma non sopporto i cartigli in cui mettono i titoli. È un po' un loro marchio di fabbrica, lo so, ma io trovo che nel complesso rovinino dei lavori che altrimenti sarebbero molto belli e viva Dio, con uno stile diverso dal solito. Mio parere personale, ovviamente. tu che ne pensi?

  2. Fabrizio Vercelli ha detto:

    Ciao a tutti,
    sono Fabrizio di Edizioni XII. Ringrazio Voce per la segnalazione 🙂

    Posso rispondere a Iri, anche se non sono io che mi occupo dell'artwork.
    In effetti la scelta dei cartigli può sembrare un po' invadente, ma aiuta a identificare a colpo sicuro l'opera (abbiamo testato altre alternative, ma nessuna che ci soddisfacesse a pieno). E comunque non toglie grosso spazio all'immagine (con l'eccezione, a mio avviso della cover di Opera sei).
    In ogni caso, se vuoi, esistono anche le tavole con le copertine senza cartiglio 😉

    Approfitto per segnalare, riguardo Malapunta, che abbiamo lanciato l'iniziativa Malapunta: un giorno sull'Isola.
    In palio una copia del romanzo e due buoni sconto.
    Siete tutti invitati! Anche Voce! 🙂

    Ciao.

    Fabrizio

  3. Iri ha detto:

    Avevo intuito la ragione e non toglie grande spazio, ma continuo a pensare che da un punto di vista estetico l'idea non mi convince. Amo le copetrine in cui il titolo si integra con l'immagine con un font appositamente studiato. Ma è un mio parere opinabilissimo, e comunque i libri di edizioni XII mi piacciono specialmente per quello che c'è dentro. Sono ache più curati di alcuni pubblicati da Mondadori o Nord, tanto per citare i primi grossi editori che mi saltano in mente. Quindi, tanto di cappello.

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