Commento al libro: Meterra

In una Genova cupa e tentacolare, dove bande di ladruncoli si dividono tra il borseggio nei vicoli e mirabolanti sfide a biglie sopra i tetti della città vecchia, Mimì Maresco è la campionessa del suo Carruggio. Ma il giorno del suo tredicesimo compleanno Mimì perde il titolo, distratta da una voce insistente che l’attira in modo irresistibile verso una grata: è il passaggio per Meterra, luogo incantato abitato da razze stupefacenti, dove un tempo – prima che i malefici Zerf portassero la discordia – fra Umani, Diafani e Bleurl regnava l’armonia. Mimì scoprirà di essere l’unica in grado di riportare la pace. Tra fughe disperate, scontri all’ultimo sangue e incredibili sfide a biglie, prende vita un romanzo d’avventura e formazione che ci parla di amicizia, di armonia fra i popoli e del lungo, difficile cammino di una bambina che desidera tornare a casa.

Meterra è un’opera ambiziosa. E’, in sostanza, un fantasy molto classico, in cui c’è una bambina che è praticamente una prescelta, c’è un ‘altro’ mondo, c’è il viaggio e la crescita, ci sono amici e nemici e c’è uno scopo finale per far trionfare il bene.
Allo stesso tempo, però, questo romanzo non è classico per niente. L’autore ha infatti fatto un grandissimo lavoro di invenzione/re-invenzione e ha saputo creare un mondo completamente nuovo, con nuove razze e nuovi riti, con nuovi elementi e nuovi ‘scopi’.
E anche la narrazione subisce delle variazioni interessanti rispetto al solito fantasy, lasciando la fine in una sorta di limbo, come sospesa, non delineata. Lasciando elementi, almeno apparentemente, inconclusi.
E poi è un libro molto carico. Uno stile narrativo bellissimo, molto curato, racconta molti avvenimenti e molti personaggi e il lettore che affronta questo tomo deve essere pronto all’attenzione; Meterra, di attenzione, ne richiede molta.
Ecco quindi, perché quest’opera è ambiziosa: richiede molto sforzo al lettore, molto tempo e molta partecipazione.

Ma se da una parte Meterra richiede sforzo, dall’altra regala tantissimo.
Sarà che, in fondo, questo libro è una sorta di mix tra un romanzo per ragazzi e un fantasy per adulti… sarà che l’autore ha attinto a svariate cose per creare questo universo… ma alla fine ci sono delle bellissime idee che ti fanno sognare. Il gioco delle biglie, il Formicaio, i ragazzacci di Genova e i meterrani… per me tutto questo affresco risulta davvero ‘potente’, incisivo.
Cisi è poi bravo nel creare curiosità. Se infatti con la protagonista capiamo, pian piano, quello a cui stiamo andando incontro, con il Formicaio questo non è altrettanto vero. L’autore, infatti, dissemina stralci di questo secondo punto di vista per tutto il romanzo, ma per molto tempo il lettore non capisce esattamente chi questi personaggi siano. E questo fattore non è affatto da sottovalutare, perché se la narrazione procede piuttosto lentamente, alla fine ci ritroviamo a volerne sapere ancora, e ancora, e ancora… a voler capire qualcosa di più.
Non ho mai amato moltissimo i continui cambi di POV, ma devo ammettere che in questo libro mi sono sembrati ben usati e molto adatti allo scopo.

Cisi, inoltre, ha avuto la capacità di seminare alcune sottotrame, o meglio, alcune situazioni secondarie che, pur risultando solo degli scorci, magari neanche ben ‘conclusi’ alla fine, hanno per me molto valore. Sono infatti proprio alcuni di questi momenti, come per esempio i pensieri che nascono in alcuni segugi del Formicaio, a donare al lettore momenti di riflessione che rendono ancora più ricco il piatto.

Per concludere, Meterra è un calderone in cui sono stati gettati molti ingredienti. Alcuni sembrano più saporiti di altri, certi sembrano ‘esaltati’ meglio… ma il piatto che ne esce a me è parso gustosissimo. Un piatto ‘pesante’, certo, ma nel senso buono del termine… come un tiramisù molto carico di mascarpone, che contiene troppe calorie, ma che si divora con occhi e bocca.
Ecco perché è la nuova ‘Voce del buon consiglio’.

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7 pensieri su “Commento al libro: Meterra

  1. Vocedelsilenzio ha detto:

    In verità non lo ritengo innovativo, perché comunque la base è quella classica e ci sono molti classicismi. Però, aggiugnendosi del suo, Cisi ha saputo creare un ottimo libro, secondo me. 🙂

  2. Deb ha detto:

    Sono curiosa di leggero anch'io, perché da come ne parli ne viene fuori un “piatto” davvero da scoprire! ^^
    Unica cosa che mi lascia perplessa, sono i continui cambi di punti di vista a cui accenni. Nemmeno io amo saltellare come una funambola male addestrata da un personaggio all'altro. O meglio, amo assaggiare (per rimanere in tema culinario) i pensieri di tutti i personaggi, ma in maniera ben dosata, e questo dosare sapiente, ho notato, sta diventando un optional della letteratura, senza quelle brave regoline logiche che mettono ordine tra le teste dei personaggi. Purtroppo.
    Però, se dici che i PdV sono ben tracciati, mi fido della Voce del buon consiglio! ^^
    Oddio, che commento erudito… °_°''

  3. Anonimo ha detto:

    Ehi, ringrazio molto per la rece positiva, mi ci voleva proprio un pò di carica! 🙂 Ultimamente trovo commenti medi, come di qualcosa che non affonda abbastanza il colpo, il vostro centra finalmente un qualcosa che speravo fin dall'inizio di questa avventura editoriale emergesse dal testo: la richiesta sottintesa di predisposizione al non 'perdersi' in Meterra, al lasciarsi trascinare ma con un briciolo di attenzione in più rispetto ad altri testi del genere. Ho cercato di costruire un affresco in cui ci si potesse immedesimare in uno qualsiasi dei personaggi a seconda della natura di chi legge. Sono molto contento di esserci riuscito almeno con chi ha recensito il mio salto nel vuoti! 🙂
    Un abbraccio.
    Ciso
    (ps mi metto 'anonimo' perchè non mi intendo molto di viaggi sui blog!!)

  4. Vocedelsilenzio ha detto:

    @Daisy: è una “Voc del buon consiglio” diversa dalle altre, secondo me… ma è davvero un'ottima lettura.
    @Deb: i cambi di pov sono molto frequenti, però secondo me ci stanno. A me sono piaciuti, anche perché, probabilmente, fanno in modo di alleggerire la narrazione.
    @Ciso: quale onore! 🙂 Il tuo lavoro mi ha molto colpito, davvero, e ritengo tu abbia fatto davvero un gran lavoro. Capisco che possa 'non colpire' molti… però tu hai reso unica una cosa molto usata come il fantasy classico e l'affresco che hai creato è interessantissimo e proprio adatto a tutti perché ci sono molti personaggi e molte scelte e, come dici, ci si può riconoscere in un personaggio piuttosto che in un altro. Complimenti, davvero, a me è piaciuto molto. 🙂

  5. Anonimo ha detto:

    Bene, sono molto contento! 🙂 Diavoli, su Anobi leggo il giudizio esattamente contrario di chi non ha retto lo 'sforzo' e quindi critica il lavoro. Il tuo parere riallinea la bilancia del mio umore!! Ciao, un abbraccio.
    Ciso

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