Commento al libro: Nessun Futuro

Nessun futuro è un romanzo a cui la categoria di romanzo va stretta. Potremmo chiamarlo romanzo/backstage, visto che descrive una storia che si svolge negli ultimi mesi del 2001 ma in cui magicamente si affaccia mezza storia del rock, dai Beatles al fantasma di Jim Morrison alla urban legend della “finta morte” di certe rock star, dai Police ai Rolling Stones. Ma in realtà Nessun futuro sfugge a qualsiasi classificazione: come il vero rock, in fondo. E come il vero rock, ci trascina con sé e ci trasporta nel suo mondo. Lo fa attraverso l’io narrante, Kathy Lexmark, giornalista televisiva ultratrentenne, con un divorzio alle spalle e un futuro professionale quanto mai problematico. E lo fa lasciando aleggiare sempre sullo sfondo la sensazione che stia per succedere qualcosa, e poi qualcos’altro, e poi ancora qualcos’altro, in un crescendo vorticoso di suspense e adrenalina.

Nessun Futuro è un libro dal quale non sapevo cosa aspettarmi. Sì… in somma… un thriller, in cui viene incluso il rock… un romanzo/backstage, come viene definito…
Però, a fine lettura, posso dire di essere stato molto colpito.
Per prima cosa è impossibile non notare la bella scrittura di Milani: decisa, forte, scorrevole, accattivante, precisa.
Poi c’è la storia da cui tutto parte, ossia quel mito delle stelle del rock scomparse prematuramente, ma che poi continuano ad essere pervase di mistero e a cui i fan difficilmente si rassegnano.
Proprio dalla prematura morte di un musicista parte infatti l’indagine della protagonista, VJ televisiva, che cerca di scoprire cosa c’è sotto questa scomparsa. Da questa vicenda, però, l’obiettivo si muoverà poi verso la vita privata della donna e il romanzo si trasforma pian piano in una storia sulla ricerca di sé, sul capirsi.

Credo sia molto appropriata la definizione di romanzo/backstage, anche per il fatto che il rock, specialmente da un certo punto in poi, sia proprio un backstage, una quinta della scena, uno sfondo davanti al quale si muove tutta la storia.
E questo è anche quello che costituisce l’unico punto leggermente a sfavore nella storia, nel senso che, sebbene si parta proprio con l’idea di scoprire cosa si nasconde dietro la morte del musicista, pian piano si abbandona questa traccia per, come accennavo prima, concentrarsi sulla protagonista e la sua vita, tralasciando così lo spunto mistery del libro.
C’è da dire che, personalmente, mi sono comunque goduto il libro.

Nessun Futuro è un romanzo pieno, interessante e scritto molto bene. Il tutto si legge con estrema facilità e con grande trasporto e al momento di chiudere il libro, mi sono sentito soddisfatto.

Quindi posso dire questo: vi piace il rock? O meglio, vi intriga quello che c’è dietro il rock, il backstage? Ma vi piacciono anche le storie più ‘personali’? E, indipendentemente da ciò, vi piace la bella scrittura? Allora leggete Nessun Futuro, che ha i numeri giusti per affascinare.

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