Intervista a Wulf Dorn

Oggi le mele del Silenzio ha l’onore di ospitare un grande autore di thriller che ha esordito circa un anno fa, almeno nelle librerie italiche, ma che ha subito trovato posto sotto i riflettori del successo. Sto parlando di Wulf Dorn, autore del bestseller La psichiatra e de Il superstite, suo secondo lavoro da poco ucito in Italia.
Non avevo letto La psichiatra, però ho avuto modo di apprezzare il suo secondo lavoro e devo dire che Dorn risulta essere uno scrittore davvero interessante. Nel suo thriller è stato in grado di inserire, oltre agli ingredienti tipici del genere, anche alcuni temi molto forti, come la memoria del dolore e i crimini che coinvolgono i bambini. Una lettura, in somma, ricca, ben gestita e appassionante che sa coinvolgere il lettore con grande carica emotiva.

Vediamo di conoscere un pochino meglio l’uomo che sta dietro questi due successi, e che io ringrazio moltissimo per la disponibilità, così come ringrazio la casa editrice Corbaccio che ha reso possibile l’intervista.

1. Chi era Wulf Dorn prima de La psichiatra? E chi è Wulf Dorn ora, se c’è una differenza?
Non sono cambiato molto rispetto a prima, ho acquisito però, passando ad essere da uno psichiatra a uno psichiatra-scrittore, una nuova consapevolezza. Adesso ci sono tantissimi lettori felici di leggere i miei libri. E questa è una cosa che mi da una soddisfazione enorme, mi rende felice. Continuano ad interessarmi gli esseri umani, i loro comportamenti, che indago nei miei libri come nella mia professione, che continuo ad esercitare, anche se non più quotidianamente. Vado a lavorare in una clinica psichiatrica solo due volte a settimana.

2. Lei ha avuto un successo clamoroso e molto fulmineo. Come riesce a rapportarcisi? E tutto questo ha avuto delle influenze sul suo modo di scrivere?
Quando si comincia con un successo si subisce sempre una grossa pressione psicologica. La paura è che il secondo romanzo non sia all’altezza del primo. Ma ho capito che tutto dipendeva dalla storia. Dovevo trovarne una che si leggesse volentieri e che soprattutto avessi il desiderio di raccontare, senza lasciarmi condizionare da nulla.

3. Come mai ha deciso di utilizzare la psichiatria per i suoi thriller? C’è una ragione particolare?
Mi sono sempre interessati gli esseri umani, i loro comportamenti, i loro lati oscuri. E la paura, l’elemento chiave dello psychothriller, nasce dagli strati più profondi dell’animo umano. Io stesso mi definisco un “pauroso”, e attraverso la scrittura compio una sorta di “esorcizzazione” di quelle che sono le mie paure. Può sembrare una cosa paradossale, ma le mie notti non sono state mai così serene come da quando scrivo psychothriller.

4. In questo nuovo romanzo, Il superstite, affronta dei temi molto forti, tra cui i crimini sui bambini. Si è documentato molto?
Certo. Mi documento sempre molto prima di scrivere un romanzo, e, quando è possibile, cerco di sperimentare personalmente quello che accade ai miei personaggi. Ad esempio, per Il superstite, mi sono sottoposto a delle sedute di psicoanalisi. Ho cercato di approfondire anche la questione dei bambini scomparsi, facendo una serie di ricerche. Basta andare su internet per trovare un numero enorme di siti dove si ricercano persone scomparse.

5. Altro tema che io ritengo portante in questo libro è la memoria, il ricordo dei dolori del passato. ..
Tutti gli esseri umani hanno qualcosa di profondamente, nascosto, celato, scheletri nell’armadio che prima o poi vengono alla luce e si presentano per chiedere il conto…l’ipnosi può essere un modo per far riemergere ricordi sopiti dalla nostra mente, che funziona come l’hard disk di un pc.

6. Quando finisce di scrivere un nuovo libro, che sentimenti prova? E cosa si augura per il ‘nuovo nato’?
Di aver “dato vita” a qualcosa che possa dar piacere al più ampio numero di persone possibili. Qualcosa che la gente sia felice di avere in mano, con cui potersi divertire, appassionare, passare il tempo libero.

7. Sta già lavorando a qualcosa di nuovo?
Si, il mio terzo romanzo sarà pubblicato in autunno in Germania. Sarà una storia d’amore, ma con dei risvolti oscuri…

8. Il blog è frequentato da molti aspiranti scrittori, ha dei consigli da dar loro?
Leggere, leggere, leggere di tutto. Scrivere molto e avere pazienza. Sono passato attraverso una serie di rifiuti prima della pubblicazione de La psichiatra.

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