Speciale I figli di Atlantide: commento al libro

Robert Gray, funzionario dell’FBI di New York, indaga su un delitto che sembra senza soluzione. Gli unici indizi sono una stella a sei punte e una carta dei tarocchi. Gli unici punti di contatto tra Ivan, Sarah e Seiji sono invece un medaglione, un’antica civiltà, un’iscrizione arcana. I tre giovani vivono in tre luoghi diversi e lontani e non si sono mai incontrati. Ma le cose sono destinate a cambiare, perché sono stati scelti per sciogliere un enigma antico e sfortunato. Porteranno a termine una missione iniziata tanti, troppi secoli prima, una missione che affonda le sue radici nel pericolo e nell’irrazionale. Che intenzioni hanno i misteriosi adepti della setta Chrysalis? Quali terribili conseguenze porterà l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale? Sui governi di tutto il mondo incombe una minaccia terribile. La salvezza del genere umano dipende da Ivan, Sarah e Seiji, sempre che sappiano mettere a frutto il misterioso potere del medaglione e l’ammonimento in esso contenuto: Bene vixit qui bene latuit.
Ancora in piena lettura, stavo pensando a cosa poter scrivere riguardo a questo libro che, lo dico subito, a me è molto piaciuto.
Ebbene, sono rimasto stupito (sì, io, per primo, sono rimasto stupito) nel sentirmi accostare Mario De Martino a Francesco Falconi. Ora, non so se questo parallellismo farà piacere all’uno, all’altro, a tutti e due oppure a nessuno dei citati, però è una somiglianza che sento molto per un motivo ben preciso: la prepotenza della crescita. Cosa voglio dire? Beh, tra tutti gli autori letti non ho mai trovato due come Mario e Francesco che sapessero migliorare così tanto ad ogni libro. Sì. Proprio così. Ad ogni nuovo titolo Mario, così come Francesco, fa un balzo gigantesco in avanti un po’ sotto tutti i termini possibili: stile, personaggi, trama, ma anche, e soprattutto, padronanza della storia che si sta raccontando.
I figli di Atlantide è un libro che, conoscendo l’autore, mi ha sorpreso, specialmente per alcuni punti ben precisi.

Ma andiamo con ordine.
La storia… la storia è famigliare e nuova allo stesso tempo, perché Mario ha questa capacità di assorbire quanto fatto prima di lui e ricrearlo alla sua maniera. Dunque, eccoci in un thriller ‘tipico’, ma in cui gli elementi nuovi inseriti da Mario danno quel sapore differente. E poi è tutto ben definito, ben controllato, ben gestito… tutto scorre senza intoppi.
Non parliamo poi dello stile che risulta estremamente scorrevole, piacevolissimo, che ti vuol far continuare, e continuare, e continuare. Mario ha raggiunto, con questo romanzo, una chiarezza e una ‘correttezza’ davvero molto buone e sotto questo punto di vista la sua strada è davvero tutta in discesa.

Punto ‘sorpresa’ sono stati i personaggi e, di conseguenza, il linguaggio utilizzato per e da loro. Sono incredibilmente veri, nel senso che mi sembrano molto sentiti, ben calibrati e, anche se magari ogni tanto scappa qualche ‘ingenuità’, il lavoro fatto è davvero ottimo considerando l’età dell’autore. Ecco, a volte mi pare anche brutto ripetere questo dato anagrafico, però, davvero… il lavoro fatto è buono e non è per niente facile creare personaggi così diversi da se stessi… eppure Mario ci è riuscito, secondo me.

In fine, Atlantide… un’idea davvero interessante da utilizzare, anche perché sposta i confini dei generi e attrae l’immaginario del lettore che, per quanto lontano dalla figura della mitica isola scomparsa, non può che rimanerne, in una certa misura, affascinato.
E tutto questo ben calato in un thriller ben costruito, con tanto di società segrete, inseguimenti, segreti, rompicapo alla Dan Brown ma, perché no, anche alla Harry Potter.
Una miscela secondo me ottima, piacevole, frizzante.
Leggere questo romanzo è stato proprio piacevole. Non c’è una parola migliore. Piacevole. Ti fa passare delle ore immerso in altri mondi, su auto che sfrecciano o dentro banche, alla ricerca di un tesoro sconosciuto.
Se poi viene aggiunto un pizzico di fantastico, beh, allora sono a casa 🙂

Mario mi convince sempre di più. Con I figli di Atlantide dimostra una volta ancora il suo talento, la sua crescita costante, il suo essere attento a vari generi, a non ripetersi. Con I figli di Atlantide prende un genere e lo fa suo con grande capacità.
Certo, si può sempre migliorare e qualche incertezza c’è. Però è davvero una prova bellissima, riuscita e convincente.

Complimenti a Mario e… attendo un suo nuovo lavoro!

p.s. oggi, alle 11:00, conclusione dello speciale con l’estrazione del vincitore della copia omaggio di questo fantastico romanzo!

Annunci

13 pensieri su “Speciale I figli di Atlantide: commento al libro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...