Ipazia. La vera storia

“C’era una donna quindici secoli fa ad Alessandria d’Egitto il cui nome era Ipazia.” Fu matematica e astronoma, sapiente filosofa, influente politica, sfrontata e carismatica maestra di pensiero e di comportamento. Fu bellissima e amata dai suoi discepoli, pur respingendoli sempre. Fu fonte di scandalo e oracolo di moderazione. La sua femminile eminenza accese l’invidia del vescovo Cirillo, che ne provocò la morte, e la fantasia di poeti e scrittori di tutti i tempi, che la fecero rivivere. Fu celebrata e idealizzata, ma anche mistificata e fraintesa. Della sua vita si è detto di tutto, ma ancora di più della sua morte. Fu aggredita, denudata, dilaniata. Il suo corpo fu smembrato e bruciato sul rogo. A farlo furono fanatici esponenti di quella che da poco era diventata la religione di stato nell’impero romano bizantino: il cristianesimo. Perché? Con rigore filologico e storiografico e grande abilità narrativa, Silvia Ronchey ricostruisce in tutti i suoi aspetti l’avventura esistenziale e intellettuale di Ipazia, inserendola nella realtà culturale e sociale del mondo tardoantico, sullo sfondo del tumultuoso passaggio di consegne tra il paganesimo e il cristianesimo. Partendo dalle testimonianze antiche, l’autrice ci restituisce la vera immagine di questa donna che mai dall’antichità ha smesso di far parlare di sé e di proiettare la luce del suo martirio sulle battaglie ideologiche, religiose e letterarie di ogni tempo e orientamento.

Editore: Rizzoli
Prezzo: 19,00 €
Pagine: 318

Come dice lo stesso sottotitolo del libro, la missione di questo saggio è quella di raccontare chi fosse realmente Ipazia e cosa davvero le successe.
Proprio per tale motivo, e dopo aver apprezzato il bellissimo film Agora, ho affrontato questo libro.

Sicuramente è una lettura di grande interesse. Si capiscono varie cose su questa figura femminile ormai mitica, sulla sua vita, sulla sua morte. Ma questo volume è molto interessante anche per capire come, nei secoli, la storia abbia assunto tinte diverse, per raggiungere quella sorta di mito in cui la filosofa è ormai racchiusa.
E’ dunque bello avventurarsi non solo nella scuola di Ipazia, ma anche nelle epoche successive, e non solo nel medioriente, per conoscere nuovi personaggi e nuove leggende che, mattone dopo mattone, sono giunte fino a noi ingigantite.
Se volete dunque apprendere qualcosa sulla vera Ipazia, leggete questo libro. Posso confermarlo, la sua figura rimane comunque qualcosa di mitico. Ma leggetelo anche per toccare con mano il meccanismo di trasformazione che la storia applica alle vicende.

Ho anche una piccola nota negativa, però. Il saggio è scritto in una maniera che, a volte, sfocia in una lingua molto elevata che si fatica a seguire. Non sono affatto contratro all’innalzamento del livello linguistico medio e alla ri-nobilitazione dell’italiano però, se questo libro deve raggiungere le masse (come intuisco dalla straordinaria reperibilità), credo sarebbe stato meglio scorrere via più lisci.

Se lo leggete, ditemi pure la vostra opinione. Sono curioso.

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3 pensieri su “Ipazia. La vera storia

  1. Dreamer ha detto:

    Agorà l'ho visto di recente e anche se registicamente non mi ha fatto impazzire, l'ho trovato interessante. Devo dire che prima di conoscere questo film non avevo mai sentito parlare di Ipazia, e credo che dovrei approfondire questo personaggio. Non credo che affronterò direttamente il libro, però intanto qualche ricerca per cominciare la devo fare.

  2. Daisy Dery ha detto:

    Avevo seguito le varie vicissitudini della produzione di Agorà in Italia, vedere questo libro nella vetrina della libreria non mi ha stupito affatto. Conosco bene la leggenda di Ipazia ma sono proprio curiosa di leggere questo studio fatto da una storica così preparata. Dici che il linguaggio che usa è troppo scientifico? Mah può anche darsi che il libro sia stato scritto per un pubblico di nicchia e che poi l'editore, sull'onda del “fenomeno” Ipazia-Agorà, gli abbia dato un lancio più da romanzo che da saggio, chissà…

  3. Vocedelsilenzio ha detto:

    @Dreamer: devo dire che a me era molto piaciuto nel complesso, però so anche di essere stato per tutto il tempo catturato da Rachel Weisz, che io trovo sempre magnifica.
    Credo che Ipazia sia un personaggio molto interessante da approfondire.
    @Daisy: Sì, ogni tanto usa paroloni, magari legati a movimenti storici o religiosi… un po', in alcune pagine, mi sono perso. Credo che sia tosto per una persona 'comune' che magari si approccia al libro proprio per colpa del film.
    Forse hai ragione tu, è stata una mossa strategica della Rizzoli. Comunque l'autrice è effettivamente preparata e fa un bel quadro della situazione di quel periodo e delle 'aggiunte' alla storia.

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