Unwind. La divisione

La seconda guerra Civile, che passò alla storia come la Guerra Morale, fu un conflitto lungo e sanguinoso, combattuto negli Stati Uniti su un’unica questione: l’accettazione o meno dell’aborto. Per mettervi fine, venne approvata una serie di emendamenti nota come Legge sulla Vita, che accontentò sia lo schieramento abortista, sia quello antiabortista. La Legge stabilisce che la vita umana è intoccabile dal momento del concepimento fino a quando un bambino compie tredici anni. Fra i tredici e i diciotto, però, i genitori possono decidere di abortire in modo retroattivo a condizione che, tecnicamente, la vita dell’adolescente non finisca. A questo scopo, tutti gli organi del ragazzo verranno impiantati in persone in attesa di trapianto, le quali manterranno una memoria del donatore. Il processo tramite cui il ragazzo viene allo stesso tempo eliminato e tenuto vivo si chiama Divisione. È una pratica largamente accettata dalla società. Connor ha sedici anni, Lev tredici e Risa quindici. Tutti e tre hanno uno stesso destino: essere Divisi. Tutti e tre vogliono sfuggire a questo destino, e sono pronti a combattere.

Unwind mi aveva attirato da subito. Mi attirava perché la trama che avete potuto leggere qui sopra mi faceva sperare in qualcosa di originale, la qual cosa non è certo una costante nella letteratura, specialmente in quella fantastica. Devo ammettere che, in questo senso, le mie aspettative sono state soddisfatte.
Alla base del romanzo c’è l’idea che in un futuro a parer mio molto prossimo si decida, dopo svariate vicende, di emanare alcune leggi sulla vita tra le quali spicca una sorta di aborto retroattivo. Nella fascia di età che va tra i 13 e i 18 anni, infatti, i ragazzi, sotto richiesta dei genitori, possono essere divisi. Questo è un aborto da parte della famiglia, spesso causato dalla natura irrequieta del figlio, e un guadagno per l’umanità. La divisione, infatti, comporta lo smembramento dell’individuo e l’utilizzo dei ‘pezzi’ divisi come pezzi di ricambio per altri umani.
Ecco, queste idee sono la parte più interessante del romanzo e, di certo, non possono lasciare indifferente il lettore. E queste sono le cose più belle… mi hanno stupito e colpito.

Credo però che ci siano anche dei punti negativi che mi hanno fatto portare a tre stelline il mio voto su aNobii.
Il libro è sicuramente scritto piuttosto bene, scorre via che è un piacere e non annoia, però, ecco, in questo scorrere, a volte scorre troppo velocemente. Ci sono scene che vengono visualizzate di corsa e un punto importante come la comprensione, da parte di Lev, che tutto quello che ha sempre creduto era falso, viene affrontata in una maniera così rapida, e il cambio di idea è così repentino che il tutto scade. Se ci fosse stata un’attenzione leggermente maggiore in questi ‘snodi’, il libro sarebbe stato molto superiore.
Altra cosa che non ho saputo molto digerire è il protagonista. O meglio, il protagonista mi sta anche simpatico, però se continuano a dirti che era un teppistello, che si comportava sempre male, ecc., alla fine non puoi fargli fare solo buone azioni. Sarà anche impulsivo, ma non mi pare proprio un ‘bricconcello’.

Concludo precisando che la lettura è stata comunque davvero piacevole e che le idee su cui poggia la storia sono molto belle e compensano un po’ le carenze che IO ho riscontrato. Quindi, la lettura ve la consiglio lo stesso.

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3 pensieri su “Unwind. La divisione

  1. Bella recensione!
    Penso che lo comprerò ma, dopo aver letto la tua recensione, darò la precedenza ad altri libri :D.
    Vedo che stai leggendo la storia di Ipazia, l'hai visto il film “Agora” di Alejandro Amenábar?

  2. Grazie!
    Secondo me questo libro ha grandissimi pregi, però dovrebbe esserci stata qualche attenzione in più… poi, magari, è solo una percezione mia.

    Sì, ho visto 'Agora' e mi è piaciuto moltissimo. Sto leggendo questo ibro proprio per approfondire questa figura. 🙂

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