Intervista a Deborah J. Ross

In attesa di poterci finalmente gustare Gli inferi di Zanru pubblico, con molta gioia, l’intervista che ho fatto a Deborah J. Ross.
Per chi non lo sapesse, Deborah J. Ross è una scrittrice scoperta da Marion Zimmer Bradley che, al momento, sta portando avanti la saga di Darkover, una serie di libri fantascientifici/fantasy scritta da MZB.
Mi ha fatto molto piacere fare queste domande, perché dalle risposte esce anche un po’ della grande autrice de Le nebbie di Avalon, e questo mi commuove.
Ringrazio moltissimo La Sig.ra Ross per la sua disponibilità e vi auguro una piacevole lettura.

Benvenuta sul mio blog Sig.ra Ross. E’ un grande piacere, per me, averla qui.
Giusto per incominciare… ci può dire chi è Deborah J. Ross?

Sono cresciuta in California e in Oregon e mi sono laureata in Biologia e Psicologia prima di capire che il vero “lavoro del cuore” era il raccontare. Scrivo fantascienza e fantasy dal 1982, ho servito come segretaria al SFWA (Scrittori di fantascienza d’America), ho insegnato scrittura e fatto corsi per scrittori. Mentre scrivevo, ho vissuto in Francia, lavorato come assistente di un cardiologo, ho ridato vita a una biblioteca di una scuola elementare, studiato piano, ebraico e yoga, e sono stata attivista nelle arti marziali femminili e nella comunità quacchera locale.

Quando ha scoperto che la letteratura fantasy/fantascientifica era qualcosa di importante per lei? E perché lo era?

Alle elementari e al liceo leggevo tutto quello che riuscivo a trovare. Poi ho preso The beast master di Andre Norton e me ne sono innamorata. Il libro non solo catturava il senso di alienazione, e io credo fortemente che ogni adolescente si senta come un alieno, al meno ogni tanto, ma aveva gli animali più meravigliosi. Ero assolutamente una ragazza pazza per i cavalli! Quel libro mi ha aperto una porta, e in breve tempo avevo pile di volumi preferiti, non solo la Norton, ma anche Poul Anderson e C.L. Moore e Leigh Bracket, e pochi anni dopo ho scoperto quell’ondata di donne scrittrici: Marion, ovviamente, e Vonda McIntyre, Ursula Le Guin, C.J. Cherryh e molte altre.

Se non mi sbaglio, lei ha inizato la sua carriera da scrittrice scrivendo alcuni racconti per le anotlogie di Marion Zimmer Bradley, vero? Che ricordi ha di quel periodo?

Attorno al 1980, ho scritto, in quanto fan, una lettera a Marion. Mi stavo allenando nelle arti marziali (t’ai chi chu’an e kung fu san soo) e abbiamo iniziato a chiacchierare della responsabilizzazione, delle donne e della scrittura. Questo era prima che incominciasse a editare Sword & Sorceress, per la quale ha acquistato il mio primo racconto professionale. Negli anni siamo diventate amiche, oltre che colleghe e editor/scrittrice. Verso la fine della sua vita, mentre la sua salute declinava, abbiamo discusso sulla possibilità di lavorare insieme, come scrittrici senior e junior. Lei aveva molta confidenza col mio lavoro a causa di tutte le storie che ha editato, non solo per S&S, ma per molte delle antologie su Darkover e per la sua rivista fantasy. Abbiamo riscontrato che la mia voce letteraria naturale, così come la mia visione di Darkover, era molto vicina alla sua. Appena prima della sua morte, lei aveva approvato il mio abbozzo per La caduta di Neskaya,e avevo pile di note per i due libri successivi. Dopo che è morta, tutto il mio lavoro doveva essere approvato dalla sua Literay Trust, che detiene i copyright di Darkover, ed è ancora così.

Lei è quella persona che, in questo momento, sta continuando a lavorare sull’universo di Darkover. Sente la responsabilità di questo compito? Credo non sia affatto facile scrivere nuovi capitoli di una saga tanto amata… E poi, Darkover è piena di particolari, razze, luoghi… come fa ad avere sempre tutto chiaro, a non dimenticarsi qualcosa?

E’ molto simile allo scrivere un romanzo storico. Faccio ricerche, non solo usando i libri pubblicati di Marion, ma anche The Darkover Concordance (scritto dal marito di Marion, Walter Breen) e i suoi articoli nelle vecchie newsletter di Darkover. Mi consulto anche con la segretaria di Marion, Elisabeth Waters, e Marsha Jones del DAW.

Cerco di creare delle story line che siano vicine alla visione di Marion di Darkover e usando dei temi che erano significativi per lei. Da quando lavoro in stretto contatto con la Literary Trust di MZB, forgio una bozza dettagliata prima di iniziare. Una volta approvata, rimando tutto alla parte creativa del mio cervello. Perché non sto cercando di distorcere la mia voce, e quindi poi posso scrivere col cuore. Ho fiducia che il lavoro mi porterà nella giusta direzione e che posso seguire quello nasce da me.

Cosa devono aspettarsi, i lettori italiani, da Gli inferi di Zandru, che dovrebbe uscire in questi giorni?

E’ una storia d’avventura e d’amore, e anche di amicizia e ideali, ma che mostra come anche solo una persona coraggiosa possa fare la differenza. E’ ambientato circa 20 anni dopo La caduta di Neskaya e nello stesso periodo de La donna del falco.

Quanto materiale su Darkover è ancora nascosto nei cassetti di Marion? E quali sono i suoi futuri progetti su questa saga?

Ci saranno (almeno) altri due”moderni” libri di Darkover. Approssimativamente, il prossimo (The children of kings sarà il titolo, circa) sarà un romanzo d’azione/avventura che si svolge nelle Terre Aride, quando dei contrabbandieri interstellari installeranno lì una loro base ed inizieranno ad armare quelle terre. (Sto lavorando su questo proprio ora).
Il secondo riporterà Darkover e la Federazione Terrestre in contatto e a un’eventuale nuova risoluzione.
Dopo di questo, mi piacerebbe più d’ogni altra cosa lavorare a Thunderlord, una sorta di accompagnamento a La signora delle tempeste. Marion ha scritto solo poche pagine della scena d’apertura, quindi non so dove volesse andare a parare, ma c’è sicuramente del potenziale eccitante.

In Italia conosciamo Deborah J. Ross solo per i libri di Darkover. Può parlarci un po’ degli altri suoi lavori?

Il mio primo romanzo, Jaydium (pubblicato come Deborah Wheeler), era un’avventura fantascientifica attraverso piani temporali alternativi, con l’aggiunta di alieni gastropoidali argentei con sei gambe. Northlight, scritto in Francia, era fantascienza più soft, ambientato in un mondo a bassa tecnologia, e più personale ed emotivo, spirituale in un certo senso. Jaydium è fuori catalogo ma in vendita come e-book e per Kindle (su www.bookviewcafe.com); Northlight sarà ri-stampato in formati simili nel primo periodo dell’anno prossimo.

Tra i miei racconti c’è anche una storia su Star Wars (in Tales from Jabba’s palace) e un fantasy bizzarro, racconti di vampiri (alcuni divertenti in Sisters of the night), un dialogo spirituale serio tra un vampiro e un ebreo osservante in Transfusion in Realms Fantasy, ho scritto storie per bambini (in numerose antologie di Bruce Coville), e alcuni pezzi quasi-non-fantascientifici che riguardavano il dolore e l’ossessione e il coraggio, fantascienza su uno spiacevole futuro non molto lontano, e fantasy epico. Roba eccentrica come Harpies Discover Sex (Le arpie scoprono il sesso, ndt) per Olympus. Un fantasy storico basato sulla vita di Dona Gracia Nasi e ambientato a Venezia, e altri tratti dalla civiltà Indu. Una storia per Marion in Return to Avalon, basata sulla storia dell’opera. Marion amava l’opera.

Ho fatto anche da editor: due volumi di fantasy elegante e romantico di cappa e spada chiamato Lace and blade, e un terzo chiamato The feathered edge: tales of magic, love and daring, che non è stato ancora pubblicato. Questo mi ha dato l’opportunità di lavorare con srittori di calibro stellare. Sono anche un membro della cooperativa scrittori on-line, www.bookviewcafe, dove è possible leggere il mio blog, alcuni miei racconti e acquistare i miei e-books.

C’è la possibilità di vedere questi altri suoi libri tradotti in italiano?

Lo spero, ma non dipende da me. Scrivete agli editori italiani e chiedetelo!


Grazie mille Deborah per la sua gentilezza.

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13 pensieri su “Intervista a Deborah J. Ross

  1. Bellissima intervista, complimenti!
    Beh, direi che sia nostro dovere civile e morale fare qualche pressione per avere anche gli altri libri tradotti… per il bene mondiale ovviamente^_^

  2. Ti stai dando da fare con le interviste! ^_^
    Bellissima, complimenti!
    Non ho mai letto nulla di Marion Zimmer Bradley, però mi ha colpito il modo in cui si sta dando da fare la Ross per mandare avanti la sua opera.

  3. @Morgana: Grazie!!!:)
    Sìsìsì, è proprio un nostro dovere morale! XD
    @Dreamer: Grazie anche a te! Finché gli autori mi ascoltano… ^^
    Devi assolutamente rimediare a questa grave mancanza! Attenta però a quale libro scegli per partire…

  4. Aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh! Hai intervistato Deborah j. Ross e non me l'hai detto? Ma come puoi esserti scordato di una cosa DEL GENERE! GRAVISSIMO! Io che respiro Darkover fin dalla tenerà età, poi!

    Bellissima intervista, Andrea! Davvero. 🙂

    Luca

  5. @Dreamer: brava, brava! 😀
    @Luca: Luca, ti facevo un frequentatore più assiduo di questo blog! 😛
    Scherzi a parte, siccome sapevo che ogni tanto curiosavi qui in giro, pensavo lo sapessi… Evidentemente ho toppato! XD
    Ma ora te ne sei accorto, visto?
    Grazie mille comunque, grazie grazie! 🙂

  6. Salve,
    Prima di tutto complimenti per l'intervista!
    Molto interessante anche per un paio di chiarimenti sul materiale a cui sta lavorando ora l'autrice sul mondo Darkovano.
    Son capitata su questo blog alla ricerca di recensioni sull'ultimo lavoro della Ross (Gli inferni di Zandru), visto che credevo fosse già uscito a novembre, e in settimana devo andare a fare un salto alla Feltrinelli… ^^
    E invece mi par di capire che non ve ne sia ancora traccia sugli scaffali… >_<
    Tra l'altro ho provato adesso a cercare sul sito della Longanesi, ma il titolo non appare nemmeno tra le novità e nemmeno tra gli “In arrivo”…
    Come diceva la Marchesini in una nota parodia dei promessi sposi… “Che d'è?” (What's up? °_°;)
    Stefania

  7. Ciao!
    Grazie mille per i complimenti, sono molto felice che l'intervista ti sia piaciuta e che ti abbia dato qualche info in più.

    Per quel che riguarda 'Gli inferi di Zandru' mi spiace ma devo confermarti che no, non è ancora uscito. La Longanesi non risponde alle mail, però mi è stato fatto notare che anche con 'La caduta di Neskaya' si era parlato di pubblicazione a novembre, per poi pubblicare realmente a gennaio/febbraio, quindi credo non possiamo far altro che attendere.

    Non fidarti troppo della sezione “In arrivo” della Longanesi, è praticamente quasi sempre vuota e segnalano molto poco.

    Comunque, appena saprò qualcosa di più o meno certo lo segnalerò sul blog, se vorrai continuare a seguirmi.

    Buona giornata,
    Voce

  8. Oddioooo! Un'intervista alla mia omonimaaaaaaaaa! (Giusto solo il nome, persino con la “h”, abbiamo in comune, sigh. Be', anche la passione per le storie della Bradley, ovvio).
    Eh sì, sono ancora qui. Scoperto il tuo blog, non lo mollo più. Minacce a parte, gironzolo con piacere per leggermi con calma interviste e recensioni.
    Ottime, davvero. Complimenti! ^_^

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