Sesso

Da ieri è nelle librerie l’ultima fatica di Melissa P.


Ora, Melissa P. può piacere come può non piacere, però ci terrei a riportarvi qui di seguito uno stralcio di un post del suo blog. Si tratta della risposta ad una domanda che spesso le viene posta: ‘perché continui a scrivere di sesso?’

Io scrivo di sesso perché il sesso mi interessa. E’ una lente di ingrandimento sul mondo e ognuno guarda il mondo con i propri strumenti. Non mi interessa farlo con le inchieste e i sondaggi. Mi interessa vedere il mondo attraverso le relazioni che il mondo stesso propone. O scioglie. O fomenta. O elimina.

[…]

Parlo di sesso perché in Italia il presidente del consiglio governa con il suo uccello. Parlo di sesso perché sono stanca di vedere corpi esibiti e nessun interesse verso la sessualità vera e autentica. Siamo il popolo più ignorante per quanto riguarda le faccende sessuali. Per quelle di cuore poi siamo tantissimo indietro.

Il sesso non è un argomento di serie B. Il sesso è il racconto del mondo e un popolo si conosce soprattutto grazie ai suoi costumi sessuali.

Se fate certe domande mi sa che il mio lavoro non è ancora finito.

Mi da da pensare…
E’ davvero così anche secondo voi? Il sesso può raccontare il mondo?
Credo di sì, se si è capaci di farlo. Perché è un po’ come la scusa del fantastico, no? Posso scrivere un romanzo fantasy ma, in verità, non sto parlando di veri orchi (come direbbe la De Mari)…

Ognuno guarda il mondo coi propri strumenti.

Mi piace molto questa frase. Credo debba essere una sorta di comandamento per ogni scrittore: non usare gli strumenti di un altro, usa i tuoi.

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24 pensieri su “Sesso

  1. non riesco a non pensare che però sia un po' come mettere un paio di tette ovunque nelle pubblicità per vendere un telefonino (o il silicone sigillante?).
    Attira l'attenzione, provoca reazioni, fa parlare al di là della bontà del materiale che si sta “vendendo”. Mi pare una scorciatoia.
    Ma non ho letto i suoi libri, quindi è un pregiudizio.

  2. Beh, non dico che non possa essere una scorciatoia, infatti dichiaro: 'se si è capaci di farlo'. Io ho letto quelli di Melissa e anche altri dello stesso genere e ci sono differenze sul modo…
    Però qui, più che al fatto che sia Melissa a dirlo, mi trovo a pensare a quello che ha detto, che non è necessariamente riferito solo a lei.
    Ovvio che può essere una facilitazione al caso editoriale, ma può anche essere un tipo di lente? Un modello di lente per mettere a fuoco un mondo? Così come lo può esssere il fantasy, o il giallo… il parlare di giochi, o di preti, o di fate?

    Credo anche che, effettivamente (e fuori dal discroso libri), siamo in una società che ostenta tette e culi ma che non ha un bel rapporto con la sessualità.

  3. su questa tua ultima frase sono assolutamente d'accordo. Ma Melissa P non la conoscono tutti per la capacità di scrittura, per la visione o che altro. La conoscono anche i sassi perché i suoi libri hanno fatto un tipo di scalpore che non vedo proprio come riesca ad aiutare la causa.
    Tutto può essere scelto per parlare del mondo, per carità, su questo sono d'accordo. E' l'insieme “caso editoriale sul sesso che altrimenti dubito sarebbe stato un caso editoriale” e “il sesso è una scelta come un'altra” che mi convince poco.
    Ma, come ho detto prima, parlo per pregiudizi. Che però sono dovuti all'immagine e al marketing fatto per vendere i suoi libri, perché che altri pregiudizi potrei avere?

  4. Ma guarda, hai assolutamente ragione. Non mi piace 'il caso editoriale' in genere. Credo però che già dal suo secondo libro non sia più un caso editoriale tanto forte… (tra l'altro, non ti perdi molto non avendo letto i suoi precedenti lavori. Parere soggettivo, ovviamente)
    Sono però molto curioso di leggere questo e lo sono ancora di più dopo queste sue parole. Vediamo se parlava di sé davvero.

    Ripeto però che io non volevo parlare delle qualità dell'autrice, ma degli strumenti per vedere il mondo e di come, spesso, vengano relegati a scrittura di genere, o a 'caso letterario', quando magari potrebbero essere qualcosa d'altro.

  5. 🙂 limitiamoci allora al discorso generico senza tirare in ballo l'autrice.
    Come dicevo, sono d'accordo che tutto può essere preso come scusa per parlare del proprio mondo, del proprio modo di vedere… ma una scelta non è mai casuale. Una scelta ha forze e limiti, una sua sensibilità, un suo pubblico.
    Non vedo niente di male nell'essere “scrittura di genere”…

  6. Aspetta… non intendevo che è un male essere letteratura di genere, ma che spesso, un libro di genere, viene tacciato come tale in senso dispreggiativo. Ecco quindi che un libro fantastico, che magari affronta argomenti importanti, viene relegato ad un antro secondario. Stessa cosa per un libro di sesso, che viene magari bollato come letteratura erotica quando, in verità, il sesso è solo una scusa.

    Conconrdo però, che la scelta non è mai casuale. Ed è qui che mi piace il discroso di Melissa: uso gli strumenti che ho a disposizione, che conosco meglio, con cui mi sento più a mio agio. Credo che questo sia molto importante sottolinearlo, perché al di là del caso letterario del momento, troppo spesso vedo sugli scaffali libri che tentano di copiarne altri di successo.
    Bisogna usare i propri strumenti, non quelli di altri.

  7. Viene relegato ad un antro secondario da chi? per gli appassionati, quello è l'antro in cui corrono entrando in libreria. Un libro “di genere” è dispregiativo se quel genere non ti piace. Se ti piace, quel “di genere” ha una forza pazzesca: riesce a far sentire a casa gli appassionati, per poi dir loro quello che vuole.
    Io non leggerei mai un libro “di guerra”. Eppure amo il fantasy e la fantascienza (di recente :D), che di scontri non sono privi… e a loro permetto di raccontarmi quegli orrori da cui fuggo in libri diversi.
    Insomma, scegliere la metafora è scegliersi il pubblico. Poi chi ama leggere sa che per i capolavori non ci sono confini di genere, ma in generale ogni scelta, di genere o non di genere, attirerà certe persone e ne allontanerà altre. E chi se ne frega di quelle che allontana, aggiungerei. 😛

  8. Dai critici, dai media… io non li considero, ma tutta quella fascia di possibili lettori, o di lettori poco informati, sì. Ne vengono influenzati. Ed è inutile ribadire che dai più la fantasy è considerata letteratura di serie B.
    E questo a me non interessa, però credo che in molti si perdano belle cose. E se le perdono non perché non amano il genere, ma perché non hanno mai avuto modo di assaggiarlo.
    Se io non amo un genere, mic alo disprezzo. Semplicemente non mi piace.

  9. Credo bisogna distinguere tra sesso ed Erotismo.
    Come dice Francesca la tendenza è quella di mettere il sesso ovunque facendo leva sugli istinti più gretti e 'bestiali' dell'essere umano. Che succeda eche la cosa sia un datto di fatto non ci deve obbligare a seguire l'onda.
    L'Erotismo è un'altra cosa (anche se è legata al sesso, e lo racconta)
    Mi ricordo una volta a tarda notte su rai tre fecero uno speciale dedicato al sud america e fecero vedere due ballerini di tango. Era uno spettacolo traboccante di Erotismo. Non c'era nulla di gretto o volgare o bestiale.
    La stessa cosa vale per la musica, la pittura, i film e l'arte in genere.

  10. Sì, bisogna distinguere, ma credo che Melissa parlasse proprio di sesso e io non ci vedo nulla di male nel parlare di sesso. Ripeto, però, che dipende molto dalla maniera in cui se ne parla. E, ripeto ancora, il mio scopo non è di dire che Melissa P. ne parla nel modo che io preferisco. Spero sia chiaro.
    Capisco la differenza tra erotismo e sesso (e concordo col dire che il tango, quando fatto bene, ovviamente, è una delle cose più erotiche e sensuali del mondo), ma io parlo proprio del secondo. Di ogni cosa si può parlare passando da volgari oppure da intelligenti.
    E' ovvio che usare il sesso per far leva sul compratore non è bene, non mi piace. Non so se è il caso di Melissa, possibile, ma comunque non mi interessava in questo momento.
    La mia domanda è più una cosa tipo: è vero che parlando di sesso si può parlare della società? La nostra società è così connessa col sesso?
    Ma anche: noi riusciamo a vederla davvero così? Io, possibile lettore, capisco che un libro che parla di sesso può non voler parlare di sesso fine a se stesso?

  11. Antropologicamente parlando, almeno da quel che le mie reminescenze universitarie mi dicono, Sì, la società, tutte le società sono connesse al sesso, come sono connesse all'istinto di sopravvivenza. A ben vedere il sesso è solo una sfumatura dell'istinto di sopravvivenza, tanto quanto nutrirsi, è la cosiddetta conservazione della specie. Ora la società può arrivare a giustificare il cannibalismo per non perire(più o meno gli aztechi) addirittura l'incesto per non far perire la società stessa(i popoli polinesiani, le cui isole non è che favorissero molto i contatti tra popoli lontani.) Insomma sì, antropologicamente parlando la società per preservare se stessa declina i comportamenti sessuali dei singoli. Ma siccome non siamo più un popolo di cacciatori-raccoglitori da qualche secolo, sarebbe lecito aspettarsi un piccolo salto antropologico, non vi pare? XD
    Il discorso degli strumenti è vero, ognuno usa ciò che ha, quello che non hai non lo puoi usare. Il fatto che Melissa P. lo indichi come suo strumento mi lascia perplessa, visto che non è nè sessuologa nè tanto meno una prostituta. Mi spiace dire che la trovo un'operazione molto furba da parte sua perchè sfrutta una delle necessità primarie dell'essere umano, tanto quanto nutrirsi. In effetti altrimenti non si spiegherebbe il successo di vendite di libri culinari (“Cotto e mangiato” per dirne uno) Sono tutte operazione commerciali. Fanno leva suoi bisogni antropologici primari, ma chissà perchè poi, soddisfatti questi bisogni, si cerca altro.
    Proprio perchè non siamo più assillatti dalla necessità di nutrirci e conservare la specie. Un esempio che mi viene da lontano è questo.
    Conoscono tutti l'Eneide, mentre l'Ars amatoria è stata un po' dimenticata…
    Scusa la lunghezza dell'intervento, ti devo pagare l'affitto per questo monolocale?^_^

  12. Daisy, scrivi lungaggini quando vuoi! E' gratis! L'affitto lo offrirò io usando i grossi guadagni del mio libro che parla di sesso. XD

    Scherzi a parte, il tuo intervento mi piace moltissimo e mi fa pensare al successo di 'Cotto e mangiato'. Sai che non ci avevo mai pensato?

    Sul fatto che il sesso sia lo strumento di Melissa P. beh… non so cosa faccia nella sua vita privata, ma più che commercialmente utile, mi sembra piuttosto inutile questo suo intestardirsi sul sesso per vendere (se è davvero questo quello che vuole fare (io sono ingenuo e credo nella bontà di tutti 🙂 ))ormai ha già dato in quel campo, potrebbe pensare alla cucina XD.

    Però, davvero, il tuo intervento è illuminante. Fare leva sui bisogni antropologici… mmh… ci penso…

    Ri

  13. boh, Voce, probabilmente tu, da scrittore, ti preoccupi di più di queste cose… io sono abbastanza menefreghista. Se uno non ha la curiosità di informarsi, si beccherà solo il fenomeno del momento, quello proposto ovunque, genere o non genere. Tutti ci perdiamo delle belle cose, in qualche modo dobbiamo fare delle scelte, delle selezioni… in base a quello che sentiamo più vicino.

    Molto belli gli interventi che stanno saltando fuori!
    Vedi… dillo che era tanto che non c'erano così tanti commenti su un tuo post! ;P

  14. Lo dico, lo dico… che non c'era così tanti commenti interessanti, soprattutto!

    Allora, spostando il fuoco della questione, la domanda è questa: perché il sesso vende tanto? E' davvero come dice Daisy, ossia perché è un bisogno primario? Oppure è perché abbiamo problemi con il sesso? Oppure perché… boh… perché?
    Ritengo che gli argomenti migliori per vendere siano sesso e chiesa. Come mai? Solo perché ci pompano attorno?
    Ritengo che sesso e chiesa

  15. Ma poi, non è da scrittore (cosa che non sono)… è che ogni tanto penso di starmi perdendo delle cose. Penso a persone che conosco che leggono molto ma che non leggono un certo genere, non perché non gli piaccia, ma perché sono convinti che tratti di 'bambinate' e quindi non hanno mai provato nulla di questo tipo.
    Mi preoccupa il pensiero generale. Se tutti sono convinti che i libri che parlano di sesso siano volgari e inutili, siamo sicuri che non ci stiamo perdendo qualcosa?
    So che è un discorso che lascia il tempo che trova… è impossibile trovare tutte le perle esistenti… però mi fa pensare a quanto l'opinione generale spinga verso certi lidi.

  16. mmmmmm
    se la metti così come dice Daisy presumo che si possa fare se uno è sessuologo, o si vende o in ogni caso sente che sia il mezzo giusto per lui. Ma così ad istinto io preferirei di gran lunga qualcuno che usa lo strumento Erotismo piuttosto che quello del sesso.
    Detto questo, forza Voce, inviami questo tuo manoscritto che parla di sesso? non è che il tuo numero inizia con 899 o_O

  17. Eheh Iri, vuoi sapere troppo O__O
    E mi sa che tra le varie mie cose che ptorai leggere, difficilmente troverai qualcosa di sessuoso 😀 Il massimo a cui mi spingo è la scena finale della trilogia del peccato… 🙂

  18. Ora, a costo di sembrare impopolare, io non ritengo gli scritti di Melissa P. degni di nota. Almeno “I cento colpi di spazzola”, che ho letto.
    Detto pane, al pane, il suo libro sembra la trama di un film porno, e come sappiamo tutti, i film porno, trama non ne hanno. Potrei fermarmi qui e avrei detto tutto. E' ovvio che il suo libro non lo leggerò, esistono molti libri che parlano di sesso, scritti senz'altro meglio. Capisco la tua voglia di conoscere e di non precluderti delle strade, Voce, ma è meramente una questione economica. Dato per certo non si possono leggere tutti i libri che escono nè tanto meno quelli usciti. Bisogna scegliere. E' anche un fattore economico. Nel senso di tempo, io non perderò mai più il mio tempo con Melissa P., l'ho fatto, ho provato, non fa per me. Punto. Magari potrei leggere altro che tratta lo stesso argomento, neanche a me piace escludere a priori, ma riflettendoci meglio, perchè sprecare le mie energie su qualcosa di mediocre o che mi fa stare male? Viene un momento nella vita in cui bisogna selezionare. E' difficile, come tutte le scelte, ma scusa il gioco di parole, non hai scelta. Un bel momento dovrai dire questo no, non ho tempo, voglia, stomaco, cuore, per leggere questo libro. Informato come sei sono certa che non ti lascerai mai sfuggire i capolavori, le Melisse P.? Ma anche sì!
    Altro monolocale ^^

  19. @Daisy: Guarda, neanche io ritengo gli scritti di Melissa P., almeno i precedenti, degni di nota. Forse questo lo leggerò lo stesso, perché sono curioso o forse sono, molto più semplicemente, parte integrante degli allocchi che si fanno abbindolare dal marketing sessuoso. Probabilmente, nel caso lo legga, lo prenderò in biblioteca, perché hai ragione quando dici che è anche una questione economica.
    Non metto in dubbio che bisogna scegliere, purtroppo lo so bene (vorrei tanto leggere tutto il leggibile *__*), ma il mio discorso non era 'come faccio a non farmi scappare il capolavoro', ma 'quanto l'opinione comune mi influenza'. Molto candidamente ammetto di non aver mai pensato al sesso come lente di ingrandimento (e non è detto che lo sia) quindi, quando Melissa l'ha detto ho pensato: e se ha ragione? E se io, che sono sempre stato portato a pensare che un libro sul sesso è un libro porno e fatto solo per divertimento, ho in verità preso un abbaglio?
    Non so se sono riuscito a spiegare quello che intendevo…

    @Iri: mi spiace Iri, ma se vuoi, per te faccio un tentativo e scrivo un raccontino osé? Che dici? XD

  20. Il presidente del consiglio governa perchè ha come alleato la Lega Nord.

    E questo è un fatto. Se andiamo a comparare i voti che il partito del presidente del consiglio prende dal 94 ad oggi, sono sempre gli stessi. Sono aumentati invece i voti dei suoi alleati, che gli danno così modo di governare.

    L'uccello, non c'entra. Casomai subentra.

    Purtroppo, invece, ci sono persone (come Melissa P.) che hanno l'uccello al posto della testa. Sono persone mitologiche col corpo da uomo e la testa di…, che non hanno un briciolo di idea critica (intesa nel senso kantiano del termine) e parlano solo per sentito dire.

    E purtroppo per noi, intasano le librerie con le loro (sì, lo scrivo) cazzate.

    “Ognuno guarda il mondo con i propri strumenti.”

    Verissimo, certo.
    Peccato che lo strumento di Melissa P. sia solo pornografia autoreferenziale.
    Perchè i suoi “libri” non sono nient'altro…

    Ps: ma perchè è scomparsa la mia iconcina dai tuoi follower? Misteri di blogger! XD

  21. Oh, Sommo! E' un piacere riaverla tra noi! 🙂

    Guarda, se parliamo di politica io mi ritiro perché, lo ammetto, sono, purtroppo, abbastanza ignorante in materia. Infatti pensavo più alla scrittura che al Silvio mentre postavo questa dichiarazione della P.

    Ecco, sulla pornografia referenziale invece mi trovi d'accordo, nel senso che io credo che, effettivamente, il sesso possa anche parlarci della società ma deve essere trattato con intelligenza, non come merce. Quindi bisogna stare attenti a quali strumenti usiamo e di che qualità sono…

    p.s. me ne ero accorto anch'io, ma credevo, forse stupidamente, che dipendesse dal tuo passaggio a sito… mah! Misteri della fede! XD

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