Chi è uno scrittore?

Mi è sorta questa domanda dopo uno scambio di mail con una cara persona che mi sta aiutando in qualcosa. Ma forse la domanda più interessante è: quando uno può essere considerato uno scrittore?

Se parto dal dizionario, scopro che scrittore è chi scrive con intenti letterari e artistici.
Mi viene dunque da controllare intento e scopro che l’intento è la meta che si vuole raggiungere e a cui si tende con l’opera e col desiderio.
Detta così, io capisco che chiunque scrive un qualcosa con lo scopo di creare un’opera letteraria può essere considerato scrittore, indipendentemente dalla qualità del risultato, perché è l’intento che importa e non il risultato. Ma è davvero così? Per me no. Credo che, oggi, il ‘titolo’ scrittore voglia dire qualcosa di diverso… ma cosa?

Io scribacchio.
Ho intenti letterari o artistici? Forse no. Il mio vero intento è sbarazzarmi delle storie che affollano la mia testa e per fare ciò devo scrivere, giungere ad una conclusione e giungerci nel miglior modo possibile. E’ un intento letterario? E’ un intento egoistico.
Già qui, secondo i dizionari non potrei considerarmi scrittore, credo.
Personalmente, poi, i primi nomi che mi vengono in mente quando penso alla parola scrittore sono: Virginia Woolf, Marion Zimmer Bradley, Joanne Harris, Takashi Matsuoka, Michel Faber, Jonathan Safran foer. Questi, per me (ovviamente), sono i nomi di ottimi scrittori, scrittori che ammiro davvero immensamente. Mi viene in un certo senso naturale, quindi, accostare ogni aspirante scrittore a loro. Da qui deduco che, per me, ci si può considerare uno scrittore quando si scrive bene quanto i sopracitati autori. Attenzione, non intendo scrivere esattamente come loro, ma scrivere in un modo che io riesca a considerare altrettanto bello, altrettanto vivo.
Succo del ragionamento: posso considerarmi uno scrittore? Non credo. Posso, allora, considerare un esordiente al primo libro pubblicato uno scrittore? Dipende. Quanto è bravo? Ma chi, allora, posso considerare uno scrittore?
Panico.

Chi è uno scrittore?
Quando si può essere considerati tali?

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12 pensieri su “Chi è uno scrittore?

  1. Gloutchov ha detto:

    Se ne è parlato Su “Sul Romanzo”. Se ne è parlato su “Writers Dream”. Se ne è parlato pure su FB in seguito a questo articolo che è apparso un po' ovunque.

    Io credo che uno “scrittore” è colui che scrive con 'mestiere' e professionalità. Non è importante che sia pubblicato da un editore. Non è importante che si guadagni da vivere scrivendo. L'importante che il suo approccio alla scrittura sia serio, fatto con metodo e 'religione'.

    Che sia artigiano della scrittura, che sia professionista della scrittura… poco importa.

    Ciò che distingue lo scrittore dallo scribacchino è la cura del testo, che deve essere materna, quasi maniacale. Se non ricordo male, Hemingway passò sei mesi per decidere l'uso o meno di una parola del suo “Il vecchio e il Mare”… questo è uno scrittore! ^_^

  2. Vocedelsilenzio ha detto:

    Grazie mille Gloutchov per le tue parole. Probabilmente anch'io la vedo un po' come te, nel senso che, alla fine, l'attenzione materna la si vede sul risultato, credo. O no?
    E la penso così sul fatto che può essere scrittore anche un non pubblicato.

    Grazie per le segnalazioni.
    Però, quella di Hemingway non la sapevo. Molto interessante.

    Grazie per essere passato.

  3. Iri ha detto:

    Bravo bravo,
    comunque prova a pensare, se domani scopri uno scrittore che ti piace moooooooolto più di quelli da te citati, che secondo il tuo gusto li supera tutti di una spanna – a livello di scrittura -; gli autori da te citati sono meno Scrittori di prima? Se non hanno scritto con la stessa efficacia…

  4. Vocedelsilenzio ha detto:

    Guarda, in verità è una cosa molto complessa, che forse non riesco neanche a spiegare tanto bene. Non è che sia semplicemente a livello di srcittura. C'è un insieme di cose che si vanno a mescolare che rendono i lavori di questi tizi fantastici, per me. E' anche ovvio che io non posso paragonare la Harris alla Woolf. Son cose diverse, ma nella loro diverasità, nel mio cuore raggiungono lo stesso punto infuocato.
    Poi, ci sono dei talenti singoli. Se devo pensare alla costruzione delle frasi, all'uso della lingua, tra questi trovo insuperabile la Woolf. Se penso all'inventiva nella trama penso alla Harris, se penso all'inventiva nello stile c'è Safran Foer, se penso alla delicatezza di scrittura penso a Matsuoka, se penso alla capacità di cambiare genere senza risentirne penso a Faber. Ognuno ha delle caratteristiche in cui supera gli altri, ma nell'insieme trovo le loro opere ottime. Anche tra questi c'è chi è superiore e chi inferiore, però sono ad un livello altissimo tutti.

  5. Vocedelsilenzio ha detto:

    Beh, che io ne sappia più di te non credo proprio, anzi. Io sono, in genere, uno piuttosto ingnorante.
    Creado anche che sia una questione personale, di punti di vista. Non è una cosa proprio oggettiva, questa. Probabilmente, in molti mi direbbero che la Harris non è affatto una scrittrice ma una che produce delle commercialate, così come Faber. Poi, non è che tutti gli altri non sono scrittori, sia chiaro, è solo che questi sono i primi nomi che mi saltano in mente, per me.

    Buona giornata a te. 😉

  6. torreditanabrus ha detto:

    Mah, rispondessi con un “scrittore è chi lo scrittore fa”?

    Cioè chi ama scrivere. Per sé o per gli altri, poco importa. Ama scrivere, ha tante idee che gli frullano nella mente e le rende vive scrivendole su carta (o su monitor). Ama scrivere e ci passa il tempo libero, si crea il tempo rubandolo al sonno, scrive e scrive e scrive.

    Che poi scriva un capolavoro o un qualcosa di acerbo che piace solo a lui, o che magari finirà nel cestino insieme a cento altri suoi racconti che non lo soddisfano mai abbastanza, per quanto mi riguarda conta poco. Quello che conta è quello che uno ci mette, nella scrittura, visto che la scrittura è Arte e in quanto arte è soggettiva.
    Se ci metti tutto te stesso, se sacrifichi tempo e magari altre cose nel nome della Scrittura, per me sei uno scrittore. Bravo o meno bravo, che mi piace o che non mi piace… ma sei uno scrittore.

    Uno scribacchino NON passa le notti a scrivere, NON passa il tempo libero a scrivere o a meditare su frasi o a seguire il filo logico della sua storia, osservando i personaggi vivere nella propria mente. Non vive per la scrittura, quella è un surplus, un hobby nel migliore dei casi. E lui è uno scribacchino.
    Che, per carità, potrà anche rivelarsi migliore di uno scrittore senza talento. Ma sarà sempre uno scribacchino, gli mancherà la spinta emotiva.
    Diciamo che i suoi bellissimi libri mancheranno dell'anima infusa nel brutto libro dello scrittore senza talento.

    IMHO, ovvio 😉

  7. Vocedelsilenzio ha detto:

    Mi piace la tua risposta Tanabrus. Mi piace molto! Quindi potremmo dire che è scrittore chi ha la passione, il desiderio e la volontà di scrivere e lo fa di continuo, non per riempire buchi.

  8. Daisy Dery ha detto:

    Sì, come mi piace la definizione di TorrediTanabrus! Se non si ha la passione per fare qualcosa non si trova mai il tempo di farlo, sia esso, dipingere, suonare o scrivere.
    Chi non può vivere senza…
    Sì mi piace proprio!

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