Il fuoco della fenice


Trama:

In un remoto futuro, in cui il Sole – diventato così grande da riempire il Cielo – è adorato come un Dio e la Terra è ridotta ad uno sterile deserto, l’umanità è costretta a vivere in una grande megalopoli dove il divario tra le classi sociali è altissimo. In un collegio per orfani, nella parte più povera della città, è nascosta Twil, la ragazza dagli occhi rossi, che è tormentata da inspiegabili incubi, che non ricorda niente del suo passato e che non sa di essere la prescelta per un antico rito da cui dipendono le sorti dell’intero pianeta. Dentro la ragazza si cela infatti un potere enorme, immenso come quello del Sole che sovrasta la Terra; e Twil, durante le mille peripezie e attraverso l’aiuto del giovane Alcor, con il quale instaurerà una profonda amicizia, dovrà decidere in quale modo utilizzarlo. Un romanzo fantasy di indiscussa qualità, che affascinerà il lettore non solo per il mondo fantastico in cui è ambientata la storia e per le straordinarie creature che la popolano, ma anche per le vicende più umane e quotidiane che, indipendentemente dall’epoca, animano i cuori degli adolescenti.
Il fantasy è un genere che può risultare particolarmente difficile da scrivere. Perché? Semplice, la ripetività. Probabilmente anche per gli altri generi il problema è lo stesso, ma essendo io più appassionato di letteratura fantastica, mi rendo particolarmente conto di questo problema in questo ambito.
Il rischio è sempre quello di ridire, per l’ennesima volta, le stesse cose e in una maniera spesso poco originale, e questo lo noto specialmente nei fantasy di stampo classico, e infatti non li leggo mai molto volentieri.
Perché faccio questo discorso per parlare del romanzo di Luca Azzolini? Beh, perché il suo libro, almeno per quanto riguarda le mie conoscenze, vive di vita propria e non è affato l’ennesima ripresa del già sentito.
Al di là del fatto che Luca scrive bene, ha uno stile ‘leggero’, scorrevole, che non stanca, che non rallenta… al di là del fatto che i personaggi incuriosiscono e sono ben tracciati… al di là di questo, Il fuoco della fenice è un prodotto (scusate se lo chiamo così) che mi è piaciuto molto per il suo mescolamento di generi e per la sua capacità di ricreare le creature.

Cosa intendo con mescolamento di generi?
Questa storia la vedo con uno stampo molto classico: c’è una sorta di prescelta, c’è il cattivo di turno, c’è la fuga, la vittoria sul ‘male’, ecc. Però c’è un contesto molto diverso: se gli eventi fanno pensare ad uno stampo classico, l’ambientazione è urban fantasy. C’è poi l’aspetto mitologico e la presenza di divinità. C’è fantascienza, perché siamo nel futuro. C’è storia. C’è antropologia, mi verrebbe da dire. E’ un bel misto mare ma niente è fuori posto, anzi.
Le creature, invece, sono quelle che più mi hanno stupito, colpito, affascinato. Luca ha saputo rimettere in gioco tutta una serie di creature mitologiche, anche di varie ‘nazionalità’, e ha saputo anche innovarle. L’utilizzo della fenice in questo contesto è del tutto originale e, davvero, mi è piaciuto moltissimo questo aspetto del libro. Aspetto che credo sia proprio una particolarità dell’autore; ho avuto modo di leggere la sua prima storia all’interno di Sanctuary e, anche lì, riesce a re-inventare le razze. Davvero, questo è il punto che più mi piace.
Mi è piaciuto anche l’uso che viene fatto delle divinità, due divinità che, in genere, vengono poco usate in letteratura. E ho molto amato il ripercorrere la storia, anche se veloce, di queste divinità.

Praticamente, di questo libro ho davvero apprezzato l’originalità dell’autore che, pur rimanendo dentro certi canoni del genere, ha saputo davvero re-inventare. Come accennavo prima, poi, tutto questo è ben supportato da una buona scrittura, da ritmo, da una storia valida, da sentimenti veri e da situazioni in cui il lettore si può riconoscere. Io, in particolare, ho sentito molto vera la situazione ‘sociale’ di Twil e l’amicizia instaurata con Alcor.

In somma, una lettura davvero piacevole che mi ha fatto venir voglia di leggere altro dell’autore. Sanctuary è infatti stato ordinato e già arrivato alla mia tenuta (anche se, ovviamente, di Luca ci sono giusto un paio di racconti da leggere). E sarei curioso anche di poter leggere Ricordare i cieli… vedremo se riuscirò a reperirlo!

P.S. Vi segnalo che in Sala di lettura ho inserito La dea degli orchi, forse il mio racconto più ‘antico’ che potete reperire in rete.

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12 pensieri su “Il fuoco della fenice

  1. Ho da molto questo libro in wishlist ma non mi decido mai ad acquistarlo.

    Sanctuary è così e così, ci sono 2 o 3 bei racconti ma gli altri non mi sono piaciuti molto:)

  2. Beh, secondo me devi leggerlo prima o poi. 😉

    Sanctuary l'ho in lettura ora. Progetto di leggere un racconto al giorno e, magari, recensire ogni racconto da solo. Vedremo… L'inizio di Luca è però molto bello.

  3. Non ho anobii, commento solo qualche libro che mi è piaciuto veramente molto. 🙂
    Una curiosità: hai associato il libro a qualche musica o canzone? Io come colonna sonora ideale ho scelto due brani: “Fragile” di Sting, ma nella version di Cassandra Wilson, e “I was born in love with you” nella version di Denise Jannah.

  4. Mmh, peccato, mi sarebbe piaciuto seguire le tue letture.
    Uh, citi sempre artisti, o canzoni, che non conosco (Sting lo conosco ma non quel brano). Generalmente io non associo mai delle canzoni alle cose che leggo. Credo non mi sia mai capitato, tranne Enya a Shannara ma solo perché ascoltavo il suo Best of mentre leggevo il libro. Generalmente l'unico momento in cui abbino una musica ad un testo è quando scrivo.
    Cercherò queste canzoni allora.

  5. =_= Come non conosci Fragile?! quella la devi proprio recuperare… è impossibile non conoscere quella canzone xD
    ti facilito il compito, puoi ascoltare tutto legalmente e aggratise quive:
    http://listen.grooveshark.com/
    aspetta che si carica la pagina, metti nella riga bianca il nome della canzone o cantante che ti interessa e vaiiiiiiii… xD

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