Ragazzaocchidoro

La Ragazzaocchidoro emerse dal bosco perché aveva fame.
Per prima cosa fuoriuscì la sua testa, facendola quasi sembrare un fungo, lì posata sul terreno. Si guardò attorno e vide i tronchi degli alberi e nient’altro. Ragazzaocchidoro decise di uscire completamente. Le spalle, subito seguite dal braccio destro col quale riuscì ad estrarre anche il sinistro. Infine, con una bella spinta, si ritrovò intera sul sentiero umido.

Era nuda. Temendamente pallida, quasi traslucida. Capelli color dell’argento le arrivavano al petto, risplendendo sotto i tenui raggi solari. Le labbra erano secche e biancastre, gli zigomi sporgenti. I capezzoli, due punte irrigidite sui piccoli seni, puntavano verso la radura.
Ragazzaocchidoro si mosse, prima sbilanciandosi in avanti, poi acquistando equilibrio sempre maggiore. La gravità non c’era da dove veniva lei. Avanzò seguendo l’istinto e il profumo caldo della carne viva.
Nella radura c’era una bambina, una bambina con una mantellina rossa. L’odore del sangue si sentivà fin lì; scorreva impetuoso nella piccola.

La bambina con la mantella rossa si chiamava Vermiglia, un nome assai inusuale e, di certo, poco adatto ad un essere umano. I suoi genitori avevano optato per quella scelta a causa della loro passione per l’arte pittorica e, in particolare, per ‘La Morte della Vergine’, quadro del Caravaggio in cui il rosso domina gli altri colori.

Per colpa di un nome poco convenzionale, Vermiglia si trovava nel bosco. A scuola, i compagni la prendevano in giro e, fuori da scuola… beh, il paese era piccolo e fuori da scuola non c’era nessuno. Tutti i bambini che poteva conoscere li conosceva già, e non le piacevano. Ecco perché il bosco era un posto ideale per passare il tempo: era ‘vuoto’.

Vermiglia stava giocando con una palla che non c’era, assieme ad un essere che non c’era e che di nome faceva Oltremare (con quel nome, di certo non l’avrebbe potuta prendere in giro!), quando un rumore diverso da quello del vento la fece voltare. Sul limitare della radura, una donna nuda la stava fissando. La bambina, per la sopresa, fece cadere la palla che non c’era e Oltremare si lamentò in un linguaggio che non esisteva. La donna piegò la testa di lato, come un gatto.

“Sa-salve…” azzardò Vermiglia.

“Sa-sarrrrr…” rispose la donna.

“Non ha freddo?”

“No frrrrr…”

“Come, scusi?”

“Com scrrrr…”

“E’ una signora straniera? Non capisce bene la lingua?”

Ragazzaocchidoro, stanca di quei versi incomprensibili, fece qualche passo verso la ragazzina. L’erba verde era meno dolorosa della terra marrone.

“Lei come si chiama?” chiese la bambina, pentendosi subito di averle offerto, su di un piatto d’argento, la possibilità di girare la domanda verso di lei.

La donna avanzò ancora e si accucciò ai piedi di Vermiglia. Piegò nuovamente la testa. Aveva grandi occhi color del miele e muoveva il naso come se stesse annusando l’aria.

“Ha bisogno di aiuto?”

Ragazzaocchidoro le prese una mano e la leccò. La sua lingua era straordinariamente ruvida.

“Perché fa così, signora?”


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4 pensieri su “Ragazzaocchidoro

  1. Ti piace? Ne sono contento. Credo proprio che questa Ragazzaocchidoro troverà posto in Boah, la storia a cui sto lavorando ora. E' un personaggio molto forte.
    ammetti che sono stati i colori a piacerti più di tutto! XD
    Comunque credo che domani arriverà ad una conclusione, questo pezzo.

  2. Non voglio ripetermi, quindi rinnovo e moltiplico soltanto quanto ti ho gia detto in precedenza.
    poi una paio di cose:
    – Visto che si parla di Caravaggio, ora so che Boah è ambientato nel nostro mondo (muahahahaha)
    – dove hai scritto il rosso lidomina è un refuso giusto? non una varietà di rosso della quale io non ho mai sentito parlare xD tutto è possibile del resto
    – Magenta è sempre Vermiglia
    iri

  3. Aaah! Iri! Cosa farei senza di te?
    – Sì, Magenta era il primo nome che avevo dato a Vermiglia. Mi piaceva di più, ma ci azzeccava meno coi colori del Caravaggio. E' una svista, avevo saltato un nome. Ce n'era solo una Magenta, vero?
    – Non, non è un nuovo tipo di rosso, ma un refuso da correzione su blog. =_=
    – Mmh, tu sì che sei un acuto osservatore, io non ci avrei mai fatto caso. Ti dico questo, però: forse hai ragione, ma forse no. Ragazzaocchidoro arriva da un mondo in cui non c'è gravità e, forse, riesce a spostarsi in mondi e epoche… vedremo…

    Grazie. Come sempre del resto!

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