A me piace blaterare…

Mi guardo in giro e scopro che il mondo editoriale è proprio orrendo, almeno a sentire quello che si dice in giro. Cioè, in alcuni lidi si narra di un’editoria marcia fino al midollo in cui, se non sei l’amante dell’editor in chief, è meglio che neanchi sprechi tempo a scrivere. In altri, fonti informate rivelano che gli aspiranti scrittori sono delle persone (razze batteriologiche) davvero poco raccomandabili: piene di sé, testarde, padrone del mondo, acide, saputelle, ecc. In altri ancora, ci viene mostrato come gli editori cercano di mangiarti il conto in banca., noto nutrimento ricco delle vitamine base per una vita sana.

Davvero io voglio finire ad esibirmi in questo circo? Mah!
Non esiste il lavoratore serio? Boh!

Ok, probabilmente non tutti appartengono alle specie descritte fin qui e nei link citati ci sono solo degli esempi ‘limite’ di quel particolare tipo di creature, ma non è comunque un mondo tenebroso? Spaventoso? Pericoloso? Xxxoso?. Se poi pensiamo ai possibili lettori che uno si potrebbe ritrovare, beh, la giungla della pubblicazione si trova, assolutamente, tra le non priorità nella mia lista dei luoghi da visitare.

Praticamente non ci si salva da nessun lato.

Mi capita sempre più spesso di meditare un possibile ritiro preventivo dalle scene.
Vale la pena faticare tanto e tanto e tanto e tanto per:
a. non ricevere notizie perché tanto non sei il figlio di… ?
b. ricevere notizie che prevedono l’alleggerimento del portafoglio?
c. riuscire a pubblicare e poi venire ammazzati da una recensione che, ok, può anche essere giusta, ma che si snoda tra commenti piuttosto acidi/tossici/cancerogeni? (io sono una persona sensibile!)
d. riuscire a pubblicare e ricevere i commenti di parenti e amici che ti esaltano solo perché ti conoscono e non hanno il coraggio di… ?

Sì, lo so, sono incontentabile, ma a volte mi viene lo sconforto.
A volte spendo ore e ore su dieci righe di Boah perché non mi suonano bene e poi leggo certe cose che, sì, insomma… chi me lo fa fare?
Che poi, a me piace scrivere. Se non altro mi libera la testa.
A volte penso che dovrei scrivere senza desiderare la pubblicazione e rimanere ad un livello amatoriale.
Penso di portare le mie storie su qualche piattaforma privata e tenerle lì. In un certo senso saranno pubblicate, in parte, quindi, saranno uscite dalla mia testa e, in parte, potranno essere lette.

Poi, a me piace blaterare, ma…

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10 pensieri su “A me piace blaterare…

  1. imp.bianco ha detto:

    Per errore non ho confermato il commento che avevo scritto, comunque dicevo, si c'è del marcio in Danimarca, come sapevamo, però c'è del marcio in ogni ambiente, poi si c'è un po' di marcio, ma almeno per quel che penso io, c'è anche tanto di buono. Insomma a me sembra che siano come i discorsi sulla grande e piccola editoria. La Grande Editoria è il male perché sono tutti raccomandati e pubblicano solo le cose che gli possono fruttar soldi e la Piccola Editoria è il male perché è a pagamento. Insomma nessuno è mai contento in Italia! XD

    X-Bye

  2. Vocedelsilenzio ha detto:

    Hai proprio ragione, tutto è cattivo e male! Siamo sempre scontenti di tutto.

    Guarda, mi rendo perfettamente conto che c'è del marcio in ogni dove, ci mancherebbe… però mi chiedo se voglio davvero entrare a far parte anche di questo marcio.
    Io, a volte, come oggi, ho paura di finire impantanato. Poi, ovviamente, c'è il buon lavoratore che ci crede ecc. ecc., però mi sembra tutto così buio…
    A volte non so proprio cosa pensare. Forse c'è troppo accanimento un po' su tutto e l'accanimento non mi piace. Non convivo bene con l'accanimento. Io non mi so difendere. per questo mi chiedo se non è meglio starci fuori…

  3. sommobuta ha detto:

    Come dice l'Imperatore, il “marcio” c'è dappertutto.

    Diciamo che il tuo post, Voce, ha in parte anticipato “una parte” di quello che ho intenzione di scrivere io oggi in un post relativo a un libro che ho interamente divorato stanotte, facendo le ore piccole.

    Una (possibile?) soluzione?
    Forse l'eBook (ehehe), e l'autoproduzione.

    Ma forse in Italia siamo ben lontani da questo genere di discorso… 🙂

  4. Francesca ha detto:

    eh… guarda, il marcio è vero che c'è dappertutto…. ma di solito lo si affronta per un buono stipendio! Lo scrittore è tanto se va in pari… (e non parlo di editoria a pagamento… ma anche se la pubblicazione è gratuita, metti in conto di andare in giro per fare promozione e ripagarsi con le vendite dei libri già mi sembra un buon risultato)
    Insomma, chi te lo fa fare?
    Non lo so, ma io penso che in fondo sia divertente!

  5. Vocedelsilenzio ha detto:

    @sommobuta: ah! Ora sono anche veggente! 😉
    Potrebbe anche essere che l'e-book costituisca una soluzione (anche se io sono poco fiducioso). Però, vedi, diffido anche dell'autoproduzione (mia, non degli altri) perché a me farebbe piacere che qualcuno puntasse su di me. Io non sono sicuro di valere tanto e l'autoproduzione… boh, mi sento in parte fasullo.

    @Francesca: Concordo. Concordo anche col fatto che possa essere divertente, anche se io non sono il tipo adatto per andare a parlare in giro. E' il contesto che, forse, non mi convince del tutto.

  6. imp.bianco ha detto:

    L'idea dell'autoproduzione non è mica male. Anzi è una delle vie migliori, se le altre sono precluse. La mia amica Alessia Mainardi, ha pubblicato la sua trilogia di Avelion ed è autoprodotta. 100 volte megli l'autoproduzione dell'editoria a pagamento.

    Comunque se a te piace scrivere, se ti piace davvero, fregatene di quello che forse diranno gli altri, del marcio ^^

    X-Bye

  7. Vocedelsilenzio ha detto:

    Ma infatti non dico sia male autoprodursi, anzi! Credo solo che non sia la cosa giusta per me… forse perché non mi sento neanche in grado di fare promozione, da solo.

    Alla fine sicuramente me ne fregherò, però… ci penso, e ci penso sempre più spesso, ecco tutto.

    Bye bye

  8. sommobuta ha detto:

    Di nuovo sono d'accordo con l'imperatore. Scrivi, e (perdona il “francesismo”) fottitene. 🙂

    Sull'autoproduzione: facciamo un esempio pratico.
    Tu scrivi un eBook, e lo vuoi autopubblicare (magari guadagnandoci, cosa del tutto legittima).
    Lo metti a 3 euro, per dire. E magari, metti un'anteprima della tua opera scaricabile on-line (che ne so, i primi 2 capitoli, giusto per fare in modo che un possibile interessato non acquisti l'opera “a scatola chiusa”; d'altronde anche in libreria, puoi “sfogliare” le pagine per vedere se un libro ti può interessare, no?).
    Ecco, io problemi a comprarti il libro e a spendere quei 3 euro, vedendo un'autoproduzione del genere, non me ne farei proprio. 🙂

  9. Anonimo ha detto:

    Puoi avere pure lettori meravigliosi come me muahahahahahahaha.
    Senti, cazzate a parte:
    In realtà io ho letto solo i tuoi racconti, e quelli mi sono sembrati davvero buoni. La cosa che più mi è piaciuta è il tuo stile di scrittura. Tu sai come 'si racconta una storia'. O almeno, lo sai fare nel modo che piace a me. (non dico altro perchè poi mi dite che sono troppo buono…)
    E' vero, l'autoproduzione può essere una scelta, ma secondo me è troppo presto per non provare altro. Lo so che fa male non essere capiti – te lo dice uno a cui basta mezza parola storta per pensare di essere a terra e nonostatne grandi elogi è sempre insicuro – ma un talento tu ce l'hai, usalo.
    Cosa vuol dire “restare a un livello amatoriale” ?
    vuoi dire che se venissi pubblicato ti impegneresti di più o il risultato sarebbe per qualche altro motivo migliore.
    Non credo, lo dici tu stesso il perchè, scrivi per passione. Alla fine in qualche modo arriverai alla gente (che sia autoproduzione, pubblicazione o pubblicazione su internet)
    iri

  10. Vocedelsilenzio ha detto:

    @sommobuta: ma infatti credo che per quanto riguarda l'autoproduzione l'e-book possa essere veramente una buona cosa. Non sono sicuro di volermi autoprodurre. A scrivere continuerò. Mi chiedo se lo farò con il desiderio di essere pubblicato oppure no.

    @Iri: ma infatti sono felicissimo di avere lettori meravigliosi come te!!! 😀
    Ti ringrazio davvero molto per i complimenti, sei sempre estremamente gentile.
    Ma infatti io non sto vagliando le possibilità nel caso non venissi pubblicato. Sto semplicemente pensando: “voglio davvero essere pubblicato?”
    Rimanere a livello amatoriale per me significa continuare a scrivere, comunque, però non cercare la pubblicazione. Questo non significa scrivere meglio o peggio, ma semplicemente non cercherei la pubblicazione e magari piazzerei i miei lavori solo su internet.

    Ci tengo a precisare: il discorso che ho fatto non è contro l'editoria o causato da una depressione dovuta al non essere stato pubblicato… mi chiedo, molto semplicemente, se voglio essere pubblicato e quindi finire in questo grande circo che è l'editoria, oppure preferisco rimanere a livello amatoriale, e cioè pubblicare sul mio nuovo blog in internet a farmi leggere da chi vorrà farlo, mantenendo comunque tutto sotto il mio controllo? Boh. Mi faccio delle domande e penso a delle possibili risposte.

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