Tutti i figli di Dio danzano

Leggere questo libro dopo Il sentiero di legno e sangue è stato piuttosto rilassante, perché qui il ritmo è più tranquillo, più lento, più delicato… però, è anche un libro che fa piuttosto pensare. Credo anche di non aver colto tutto quello che Murakami voleva dire con queste pagine; più ci rifletto e più mi convinco di questa cosa.

Comunque, Tutti i figli di Dio danzano è una raccolta di sei racconti legati tra loro dal catastrofico terremoto di Kobe, sfondo e/o forza motrice di ogni singolo racconto. La vera protagonista dell’antologia è però, almeno a mio modo di vedere, la solitudine. La solitudine è presente in ogni pagina, in ogni storia, in ogni protagonista. Non sono racconti felici, questi. Sono racconti ‘veri’, che ti cullano durante la lettura e in cui ci si può riconoscere.
Le due perle sono il racconto che da il titolo alla raccolta, Tutti i figli di Dio danzano, e l’ultimo Torte al miele. Davvero ottimi.

Il bello è che non ti danno mai una risposta, o una domanda esplicita… questi racconti sono quasi parentesi di vite altrui. Tu vedi un pezzo della storia di qualcuno. Non vedi un inizio e non vedi davvero una fine. Tu vedi un frammento, un frammento struggente, reale, quotidiano.

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4 pensieri su “Tutti i figli di Dio danzano

  1. Per me Murakami equivale a una coltellata in petto e al taglio delle vene immediato.
    Ho letto – diciamo pure: faticato a leggere – “Tokyo Blues: Norvegian Wood” e ho scaraventato via “Dance dance dance” dopo una cinquantina di pagine.

    Ho apprezzato invece qualche racconto breve…ma giusto un paio. E non di questa raccolta “Tutti i figlio di Dio danzano”.

    Ad ogni modo, onore a voi che riuscite a leggere e apprezzare questo autore! 😀

  2. Ah, guarda, è il primo suo che leggo, ma a casa ho pronti 'Norvegian Wood' e 'Kafka sulla spiaggia'. Ne ho sempre sentito parlare bene e questa breve raccolta mi permetteva di leggerlo senza dover per forza nuotare in un volume troppo corposo.
    Poi, il taglio di vene potrebbe anche starci, ma ci sono abituato con la Yoshimoto, quindi non son rimasto troppo sconvolto XD

  3. Io mi limito a idolatrare lievemente Murakami, Dance Dance Dance è una perla quasi inarrivabile a mio avviso 😀

    Solitamente i racconti mi lasciano abbastanza interdetto, ma se questi sono collegati da un filo logico forse è la volta buona che riesco a godermeli 😉

  4. Beh, il primo racconto della raccolta mi ha, effettivamente, lasciato interdetto. Non riesco ancora a capirlo… però gli altri mi sono piaciuti molto, specialmente i due gia citati.

    Poi, il terremoto è solo un accenno in verità che unisce i racconti. Magari ne causano la partenza o un'azione ma in verità è solo un elemento in comune ma non indispensabile.
    Per la solitudine è una mia idea. Vedo questi protagonisti estremamente soli, e ognuno la risolve un po' a modo suo.

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