Il sentiero di legno e sangue

Che bella lettura!
Breve e intensa, proprio come piace a me.

Questa è la prima opera che leggo di Tarenzi, ma credo proprio non sarà l’ultima vista la maniera positiva con cui mi ha stupito.
Come sempre, bisogna procedere con ordine:

Apre gli occhi nel cuore di un’immensa conchiglia. Ha un corpo di legno articolato e ingranaggi, e il cadavere del suo costruttore giace accanto a lui. Non ha un nome, non ha memoria, ma appena nato ha già mostruosi nemici che lo braccano e una missione che non ha chiesto né desiderato: diventare umano. Attorno a lui c’è un mondo che un’antica catastrofe ha trasformato nel sogno delirante di un folle, alle sue calcagna due Incubi, la Maschera e la Bestia, e davanti a lui un sentiero costellato di mutazioni, tribù selvagge, divinità del caos e giganti marini che lo condurrà verso un destino molto più incerto di quanto i suoi creatori avessero mai potuto prevedere.

Per cominciare, si potrebbe banalmente dire che questa è una sorta di libera rivisitazione di Pinocchio, ma non è affatto così semplice. In verità, l’autore è sì partito dalla celebre opera di Collodi, e ci sono continui riferimenti a questa, ma ha poi saputo creare qualcosa di completamente indipendete ed estremamente originale.
Lo stile di scrittura è ottimo, le immagini che ogni pagina trasmette sono da incubo (e questo è un complimento), le creature descritte sono eccezionali e tutto è, per dirla un po’ come direbbe chi ha scritto la prefazione di questo testo, MERAVIGLIA!
Le idee alla base del libro sono davvero intriganti e io adoro le idee ben studiate ed originali. Ma, ovviamente, di questo non vi parlerò, altrimenti vi rovinerei l’incanto 😉
Essenzialmente, poi, Il sentiero di legno e sangue parla di un quesito a cui l’uomo non è ancora riuscito dare risposta, ossia: è tutto gia scritto? Sono io o il mio destino a decidere per me? Quanto conto io, davvero, per lo sviluppo della mia esistenza? E poi, ancora: ma chi sono io?
Ecco, questo libercolo è davvero una grande opera che parla dell’uomo e della vita e, per farlo, usa una fervida immaginazione che tutto travolge. Il lettore non può far altro che lasciarsi, ben volentieri, inghiottire da questa grande balena.

Altissimamente consigliato!

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