Il seme del male

«Qualcosa in me ricorda e non vuol dimenticare.»
Cimitero di Grantchester, Cambridge. L’iscrizione è nascosta dai rami uniti di un albero di biancospino e di un tasso. È quello di una donna: Rosemary Virginia Ashley. Alice Farrell, giovane pittrice in cerca di ispirazione, non sa perché è finita davanti a questa lapide. Non conosce quella donna e non sa che cosa l’abbia portata qui, sa solo che la lapide la mette profondamente a disagio. Una sensazione strana, simile a quella che prova quando conosce Ginny, la nuova fidanzata del suo ex, Joe. Forse si tratta solo di gelosia. Eppure c’è qualcosa di oscuro in quella ragazza dalla bellezza eterea, con i capelli rossi e una passione per i quadri preraffaelliti che ritraggono donne uguali a lei. Cosa si nasconde dietro quegli occhi enigmatici e inquieti? E perché Ginny di notte fa visita alla tomba di Rosemary, seppellita cinquant’anni prima, ma lungi dall’essere dimenticata? Che relazione c’è tra le due donne? La risposta forse è in un vecchio diario. Ma ormai passato e presente sono una cosa sola e Alice deve riuscire a distinguere tra sogno e follia, bugia e finzione. Perché ora quella che era solo una sensazione sta per trasformarsi in un’orribile realtà. Una realtà di orrore e morte, sangue e vendetta, ossessione e tradimento, passioni oscure e amicizia perdute. Romanzo rivelazione dell’autrice di Chocolat, che ha conquistato dodici milioni di lettori in tutto il mondo, Il seme del male, bestseller assoluto in Inghilterra, racconta una storia di vampiri senza mai usare la parola vampiro, una storia di fantasmi senza un fantasma, una storia horror in cui la vita reale si rivela più inquietante di qualsiasi mitologia. Un romanzo ipnotico che trascina il lettore in un vortice sensuale di amicizia perduta e ossessioni, arte e follia, amore e tradimento.

Non sono imparziale, non quando si tratta di Joanne Harris. Per me, la sua scrittura è sempre bella, sempre intensa, usata nel modo giusto; la storia è sempre originale, ottimamente strutturata, i punti di vista davvero ben fatti…

Forse, però, non si tratta di imparzialità, ma di oggettiva bravura… di certo, questo è un romanzo molto bello. L’avevo avvicinato con cautela, avendo presente che la stessa Harris ha più volte ribadito la giovane età in cui l’ha scritto (è il suo primo romanzo, pubblicato nell’89), l’ingenuità con cui l’aveva scritto, ecc. E invece mi ritrovo davanti un romanzo scritto, come sempre, da un’ottima Harris, che ha dinamiche ben strutturate, tempistiche ben calcolate, scrittura fascinosa e intensa e una storia alquanto cupa e leggermente horror. I personaggi seducono il lettore con innata scioltezza e ci si ritrova ad amare queste creature frutto del male, della notte.
Il desiderio la fa da padrona in questo romanzo, il desiderio per una donna, per la vita, per la morte… e questo desiderio si riconferma come la chiave che tutto muove, che tutto permette.
Joanne Harris all’esordio ma gia grande. Da leggere.
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