Wunderkind, Una Lucida Moneta d’Argento

Trovare delle parole che riescano a descrivere appieno questo libro, mi risulta piuttosto difficile, e non perché sia brutto, anzi, tutt’altro… ma forse perché è indefinibile. Che romanzo è Wunderkind? Un fantasy? Sì! Un horror? Certo. Un giallo? Anche… Ma Wunderkind è, prima di tutto, un ottimo romanzo. Wunderkind è fantasia, è terrore, angoscia, dolcezza, è acido, aspro, psichedelico, intelligente, accattivante, misterioso… Wunderkind è tutto questo e molto di più.
E’ forza. dalle pagine di questo libro esce potenza, i personaggi sono caratterizzati con cura e con linee decise, la storia affascinante diventa quasi chiara, per poi sbiadire nel mistero più assoluto, lo stile è perfetto, la narrazione avvincente. Tutto è al proprio posto in questo romanzo, davvero tutto, tanto che aspettare un anno per avere un seguito, mi fa già stare male. Ma eccovi un abbozzo di trama:

“Parigi, autunno. È una lucida moneta d’argento a sconvolgere la vita di Caius Strauss. Perché è il dono di un orribile uomo dalla faccia di luna, e perché di lei è impossibile liberarsi: gettata nella Senna o sepolta tra i rifiuti, la lucida moneta d’argento torna sempre. La moneta è lo strumento con cui il male scritto nel destino di Caius ha scelto di manifestarsi, e la chiave per accedere al Dent de Nuit, il quartiere che nessuna mappa ha mai segnalato. Un mondo di tenebra in cui si annidano uomini dotati di un potere letale e luoghi misteriosi come la libreria Cartaferina, che vende oggetti capaci di realizzare desideri oscuri a prezzo del sangue. Nel cuore infetto di una Parigi lunare e apocalittica, una terribile rivelazione attende Caius: lui è il Wunderkind, il ragazzo per cui gli abitanti della città nascosta sono disposti a morire e l’uomo dalla faccia di luna è disposto a uccidere.”

Questa nuova voce della letteratura fantastica italiana, giunge come una boccata d’aria fresca in un genere che tende a decantarsi in un composto pressocché omologatizzato. E sono proprio contento di averlo letto appena poco tempo dopo aver letto Pan, di Francesco Dimitri, perché mi fa davvero ben sperare per le sorti fantastico-letterarie del nostro paese.
Consigliato, assolutamente.
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